Caro gasolio, UNCAI: «Bene l’apertura europea, ma servono risposte per tutta la filiera e una strategia di lungo periodo»

Tassinari: «Gli aiuti non escludano i contoterzisti. Gli interventi emergenziali non bastano: occorre proteggere la capacità produttiva dell’agricoltura dagli shock energetici»

Roma, 28 ottobre 2026– UNCAI accoglie con favore l’iniziativa del ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida di verificare la possibilità di utilizzare risorse europee per lo sviluppo rurale anche per contrastare il rincaro dei carburanti agricoli. Al Consiglio Agrifish del 26 ottobre, il commissario europeo all’Agricoltura Christophe Hansen ha riconosciuto che l’argomentazione italiana merita approfondimento. Un’apertura importante che ci si augura possa tradursi presto in strumenti concretamente accessibili alle imprese.
«Il Ministero conosce la posizione di UNCAI e le ragioni per cui chiediamo che gli interventi contro il caro gasolio comprendano anche le imprese agromeccaniche.Ne abbiamo parlato nell’incontro di lunedì scorso al Masaf», afferma il presidente UNCAIAproniano Tassinari. «Il carburante utilizzato dai contoterzisti è indispensabile per le lavorazioni agricole. Se l’obiettivo è sostenere la produzione, occorre considerare anche chi la rende possibile con macchine, operatori e competenze».
Gliinterventi nazionali e regionalia sostegno del carburante possono offrire un sollievo alle imprese che ne beneficiano. Mapresentarli come una risposta complessiva al caro gasolio è prematuro se una componente essenziale dell’organizzazione produttiva agricola, quella dei contoterzisti professionali, resta esclusa dalle misure.Il rincaro grava infatti anche sulle imprese che eseguono le lavorazioni per conto degli agricoltori. L’aumento dei costi può trasferirsi sulle tariffe dei servizi, ricadendo così anche sulle aziende agricole che si avvalgono dei contoterzisti.
«Finora la risposta al problema è stata parziale. Se si sostiene chi coltiva ma non chi prepara i terreni, semina, raccoglie e svolge le altre lavorazioni, si lascia scoperta una parte della stessa filiera produttiva.Gli interventi devono considerare entrambe le realtà: solo così il sostegno può raggiungere l’intero sistema agricolo», sottolinea Tassinari.
Per UNCAI, la possibilità di ricorrere a risorse europee per affrontare il rincaro del carburante va esplorata. È essenziale chela platea dei beneficiari venga valutata fin dalla progettazione della misura, così da considerare anche le imprese agromeccaniche, come avviene nelle misure del CSR per “investimenti produttivi non agricoli in aree rurali“.
La questione, tuttavia, va oltre l’emergenza attuale. «È ormai evidente che anche il gasolio agricolo agevolato può diventare troppo oneroso quando il prezzo di mercato aumenta in modo marcato. Affidarsi soltanto a sconti temporanei o interventi occasionali significa rincorrere le crisi, senza offrire alle imprese la prevedibilità necessaria per programmare investimenti, organizzare le lavorazioni e mantenere tariffe sostenibili», prosegue il presidente UNCAI. «L’apertura europea è positiva, ma non dovrebbe servire soltanto a finanziare un altro intervento emergenziale. Occorre avviare una riflessione su strumenti strutturali capaci di attenuare gli effetti degli improvvisi rincari energetici sui costi della produzione agricola».
Per UNCAI, una strategia di lungo periodo deve accompagnare il sostegno immediato con unPiano strategicocapace di rafforzare la competitività dell’intero sistema agroalimentare.La sostenibilità economica delle lavorazioni e dei servizi agromeccanici deve esserne parte integrante: il costo del carburante incide tanto sulla capacità delle imprese di investire quanto su quella delle aziende agricole di produrre a condizioni sostenibili.
«L’Unione europea e il Governo devono affrontare il costo del carburante come una questione strategica per la produzione agricola, non soltanto come un’emergenza da gestire di volta in volta. Quando il prezzo del gasolio aumenta, crescono i costi delle lavorazioni e si restringe lospazio per mantenere tariffe sostenibili per le aziende agricole. Un sostegno adeguatamente progettato può quindi aiutare non soltanto chi esegue il servizio, ma anche chi lo acquista», conclude Tassinari.