COMPAGNIA TEATRALE CREST Taranto – Domenica 8 novembre il PETER PAN «tout public» di Factory Compagnia Transadriatica

Domenica 8 novembre all’auditorium TaTÀ per «favole&TAmburi» del Crest

«Peter Pan», la finestra sull’infanzia

che gli adulti vogliono tenere aperta

La rilettura «tout public» di Tonio De Nitto per Factory Compagnia Transadriatica

Ci sono finestre sull’infanzia che si finisce per chiudere, una volta grandi. Ma forse bisognerebbe lasciarle socchiuse. Ed è da questa immagine, sospesa tra nostalgia e desiderio di crescita, che prende forma «Peter Pan», la rilettura «tout public» di Factory Compagnia Transadriatica in scena domenica 8 novembre alle ore 18 all’auditorium TaTÀ di Taranto, nell’ambito della rassegna «favole&TAmburi» del Crest, sostenuta dalla Regione Puglia.

L’isola di Neverland non è soltanto il rifugio fantastico di Peter Pan, ma un luogo interiore dove sopravvivono le cose dimenticate dagli adulti, i frammenti dell’infanzia che la vita quotidiana sembra non lasciare più spazio per custodire. E attraverso teatro d’attore, danza e immagini, lo spettacolo esplora il confine delicato tra il desiderio di crescere e la paura di perdere ciò che siamo stati, coinvolgendo spettatori di tutte le età attraverso una rilettura poetica e contemporanea del celebre personaggio creato da James Matthew Barrie.

Firmato da Tonio De Nitto, autore del testo e regista, con la collaborazione drammaturgica di Riccardo Spagnulo, lo spettacolo attraversa il confine sottile tra infanzia e adultità, trasformando il viaggio verso Neverland in una riflessione sulla memoria, sul tempo che passa e sulle esperienze che, spesso troppo presto, ci costringono a diventare grandi.

Sul palco ci sono Francesca De Pasquale, Luca Pastore, Benedetta Pati e Fabio Tinella, con le coreografie di Barbara Toma, le musiche di Paolo Coletta, le scene di Iole Cilento e Porziana Catalano, i costumi di Lapi Lou e il videomapping realizzato da Emanuela Candido, Andrea Carpentieri e Andrea Di Tondo.

Più che una semplice avventura fantastica, «Peter Pan» racconta un’assenza, un vuoto che rischia di rimanere incolmabile: quello di un bambino che non c’è più. È l’inseguimento di un tempo che sfugge, il tentativo di recuperare emozioni e frammenti di vita che resistono al passare degli anni. L’ispirazione nasce dalle avventure di Peter e Wendy, ma anche dall’atmosfera misteriosa del primo romanzo di Barrie, «Peter Pan nei Giardini di Kensington», dove il sentimento autobiografico della perdita dà origine a un universo parallelo, prima giardino e poi isola, abitato da bambini caduti dalle carrozzine e dimenticati dai genitori.

L’isola del mai più, Neverland, diventa così uno spazio simbolico, forse presente nella mente di ogni bambino: un luogo dove finiscono le cose dimenticate dagli adulti, quelle che non trovano più posto nella realtà quotidiana. Ed è proprio qui che Wendy scopre la giusta distanza dal proprio essere bambina, avvertendo il desiderio di crescere e di lasciare l’isola, senza rinunciare definitivamente alla propria infanzia.

La messinscena invita a interrogarsi su quel legame fragile e prezioso che si rischia di spezzare diventando adulti. Una finestra sul mondo dell’infanzia che, secondo la visione di De Nitto, non dovrebbe mai chiudersi del tutto, ma rimanere aperta, in dialogo con la nostra realtà e il nostro modo di essere grandi.

Biglietto unico7 euro(6 euro con tariffa famiglie e nuclei composti da almeno quattro persone).

Per informazioni e prenotazioni333.2694897(anche WhatsApp) –teatrocrest.it.