E-commerce: i deputati chiedono controlli più rapidi e sanzioni dissuasive

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  • I recenti eventi in Francia costituiscono una “grave violazione del diritto dell’UE”
  • La Commissione dovrebbe passare dal dialogo all’applicazione della legge
  • Prevedere la sospensione temporanea di una piattaforma in caso di gravi e sistematiche inadempienze
  • Critiche a un modello di business basato su velocità, massimizzazione dei profitti e consumi eccessivi

I deputati hanno adottato una serie di proposte per affrontare il problema dei prodotti illegali e non sicuri venduti tramite i marketplace extra-UE come Shein, Temu, AliExpress e Wish.

Mercoledì, il Parlamento ha adottato (per acclamazione), una risoluzione non vincolante che reagisce allo scandalo avvenuto in Francia sulla vendita di bambole sessuali dall’aspetto infantile e di armi sulla piattaforma Shein, situazione che, secondo i deputati, mette in luce le carenze sistemiche nella vigilanza sulle piattaforme e l’insufficienza dei meccanismi di prevenzione.

Applicazione rigorosa della normativa UE

Il Parlamento considera i recenti eventi in Francia una grave violazione del diritto dell’UE e una minaccia per la sicurezza dei consumatori, in particolare dei minori, e invita la Commissione europea e gli Stati membri a passare dal dialogo a un’applicazione decisa e tempestiva della legge sui servizi digitali (DSA) e del Regolamento sulla sicurezza dei prodotti (GPSR).

Chiusura temporanea delle piattaforme non conformi

I deputati deplorano la lentezza delle indagini della Commissione sulle piattaforme online extra-UE, che durano mesi o persino anni. Sostengono che le operazioni dei marketplace dovrebbero essere sospese temporaneamente nei casi di violazioni ripetute, gravi o sistemiche, come nel caso di Shein in Francia. Questa sanzione non dovrebbe più essere considerata una misura eccezionale o di ultima istanza, affermano

Rafforzare dogane e autorità di vigilanza del mercato

I deputati esprimono forte preoccupazione per l’alto volume di piccoli pacchi non conformi provenienti da Shein e altre piattaforme extra-UE, situazione resa più grave da un modello di business basato sulla velocità, sulla massimizzazione dei profitti e su consumi eccessivi. Sottolineano inoltre le condizioni di un lavoro sottopagato, la violazione del diritto d’autore e della proprietà industriale, la commercializzazione di prodotti non sicuri e non conformi e l’accumulo di rifiuti tessili che si celano dietro i prezzi artificialmente bassi di tali aziende.

Nella risoluzione si chiede anche un aumento significativo del sostegno finanziario e operativo alle autorità doganali e di vigilanza del mercato, anche attraverso maggiori risorse nel prossimo bilancio pluriennale, e l’introduzione di un compenso di gestione a livello dell’UE per coprire i costi di vigilanza.

Infine, i deputati propongono di introdurre sanzioni più dissuasive, di accelerare il calendario di attuazione della riforma del Codice doganale e di valutare nuove proposte normative sugli obblighi per i marketplace online per colmare le lacune regolamentari e garantire che tali piattaforme siano ritenute sempre responsabili dei prodotti non conformi che entrano nel mercato UE.