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25 febbraio – NUOVO TEATRO VERDI: IL GOSPEL INCONTRA IL ROCK – Brindisi

Febbraio 25

Il gospel entra nel rock senza perdere la sua voce.Mercoledì 25 febbraioalle20.30, nelfoyer del Nuovo Teatro VerdidiBrindisi, l’associazione di promozione sociale “Brindisi Tabernacle” porta in scena “Gospel Rock”, un concerto costruito sull’incontro tra vocalità gospel e suono rock. Il centro resta la voce, ma sostenuta da una band completa con chitarre elettriche, basso, tastiere e batteria. È il secondo appuntamento della rassegna “Verdi in Rock” e mette in campo un progetto che negli ultimi anni ha trovato una sua identità. I biglietti sono disponibili alprezzo unico di 10 euro, disponibili online surebrand.ly/GospelRocke al botteghino del teatrodal lunedì al venerdì dalle 11 alle 13edalle 17.30 alle 19.30, oltre che il giorno dello spettacolodalle 11 alle 13edalle 19 alle 20.30. Info0831 562 554ebotteghino@nuovoteatroverdi.com.

Brindisi Tabernacle – ph Dario Discanno

Il punto di partenza è il gospel come pratica vocale e modo di cantare: armonie a più voci, solisti che dialogano con il coro, risposte collettive. A questo impianto vocale si aggiunge una struttura rock, con ritmiche più nette e una presenza strumentale superiore rispetto al gospel tradizionale. Il risultato è una forma ibrida che mantiene la funzione del coro e ne amplia l’impatto sonoro. Questo tipo di scrittura si inserisce in una linea già consolidata nella scena internazionale, daKirk FranklinaTye Tribbett, daIsrael HoughtonaClint BrowneBrandon Lake, fino a musicisti comeRique Pantoja, che hanno lavorato su un gospel aperto alle sonorità contemporanee. Il progetto proposto a Brindisi si muove in quella direzione ma con una costruzione pensata per il live: alternanza tra parti corali e sezioni strumentali, spazi per i solisti, interventi che tengono insieme band e coro.

“Brindisi Tabernacle” è attiva dal 2019 e ha costruito negli anni un settore musicale stabile, con attività di formazione e produzione artistica. Il nucleo principale è ilBT Gospel Choir, un ensemble che riunisce cantanti e musicisti con percorsi diversi e che lavora su arrangiamenti vocali e su un repertorio che tiene insiemegospel moderno,pop e soul. Accanto al coro principale operano iBT Gospel Singers, formazione più ridotta, e i progetti didattici rivolti ai più giovani,BT Gospel KidseBT Gospel Teens, che affiancano il lavoro artistico con un percorso formativo sul canto, sul ritmo e sulla musica d’insieme. Nel tempo il gruppo ha costruito una rete di collaborazioni con artisti internazionali, tra cuiJoshua Shermandagli Stati Uniti,Jnr Robinsondal Regno Unito,Durell Comedye lo stessoRique Pantoja, compositore, arrangiatore e pianista brasiliano attivo a livello internazionale, tra jazz, pop e gospel. Un rapporto costante è quello con ilBT Gospel Choir di Brooklyn, che ha contribuito a definire l’impostazione vocale e sonora del progetto. Da queste collaborazioni sono nati concerti, workshop e produzioni condivise.

L’attività live ha portato ilBT Gospel Choirin teatri, piazze e festival in diverse regioni italiane, con appuntamenti ricorrenti aBrindisitra ilNuovo Teatro Verdi, ilTeatro Imperoe l’ex Convento di Santa Chiara, dove si tengono i concerti estivi e natalizi. Il repertorio alterna brani della tradizione, riletture in chiave contemporanea e produzioni originali: oltre a diverse registrazioni dal vivo, sul piano discografico l’associazione ha pubblicato il brano inedito “Cry Holy”, realizzato conJoshua ShermandellaCalvary ChapeldiBoynton Beach, inFlorida.

“Gospel Rock” nasce come passaggio coerente con l’evoluzione del gruppo: mantenere la struttura corale del gospel e portarla all’interno di un impianto sonoro più diretto. Il pubblico si trova davanti un concerto costruito su voci, ritmo e presenza, senza effetti superflui. Un modo concreto di portare il gospel in un contesto contemporaneo restando fedele alla sua funzione originaria: cantare insieme e far arrivare un messaggio. In questo lavoro conta anche la dimensione educativa. Il progetto coinvolge persone di età differenti e costruisce competenze attraverso prove settimanali, studio degli arrangiamenti e lavoro sul suono d’insieme. Il concerto restituisce questo percorso rendendo visibile il legame tra formazione e produzione artistica.

Ilfoyer del Verdi, per vicinanza e acustica, favorisce un ascolto diretto e senza distanza. Una scelta in linea con la natura del progetto che punta a un rapporto immediato tra interpreti e pubblico. La struttura del programma alterna momenti corali a interventi solisti e sezioni strumentali mentre l’attenzione rimane sulla voce e sul ritmo. Il risultato è un concerto costruito con cura che unisce qualità esecutiva e chiarezza di linguaggio.

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