
Il macrotema “Olio è Turismo” sarà al centro della terza edizione della manifestazione B2B dedicata all’olio extravergine di oliva, in programma dal 28 al 30 gennaio 2027 alla Fiera del Levante di Bari.
Bari, 16 ottobre 2026 – Le aree interne italiane rischiano di perdere oltre 1,3 milioni di abitanti[3]entro il 2050, mentre il turismo ruralecontinua a cresceree proprio ilMezzogiornosi conferma tra learee più dinamiche del Paese: nel 2024 gli agrituristi in Italia hannoraggiunto quota 4,7 milioni[4], il4,3% in più rispetto all’anno precedente, mentre il numero delle aziende agrituristiche è cresciuto soprattutto nel Mezzogiorno. Due dinamiche che riportano al centro una stessa sfida: trasformare il patrimonio agricolo, paesaggistico e produttivo dei territori innuove occasioni di economia, lavoro e permanenza nelle comunità locali. È in questa prospettiva che si sviluppa“Olio è Turismo”, uno dei tre macrotemi della terza edizione diEVOLIO Expo, la fiera B2B dedicata all’olio extravergine di oliva e alla filiera olivicolo-olearia, organizzata daSenafper conto diNuova Fiera del Levante,in programma dal28 al 30 gennaio 2027allaFiera del Levante di Bari.
Ma quale ruolo può avere oggi il turismo nei territori agricoli e, in particolare, nelle aree interne?
È proprio su questo intreccio che si concentra la riflessione diCarmine Cicala, Assessore alle Politiche Agricole e Forestali della Regione Basilicata, protagonista di una delle puntate dell’EVOLIO Podcast. Secondo Cicala, la sfida è superare una lettura dell’agricoltura come settore isolato e mettere in relazione produzione, turismo, sviluppo economico e permanenza nei territori.
«Oggi abbiamo compreso quanto siano legati e interconnessi tra loro aspetti che in passato sembravano slegati», sottolinea Cicala.«Sul turismo vogliamo edobbiamo continuare a investire: abbiamo le capacità, abbiamo i luoghi. Turismo significapreservare le aree interne, turismo vuol direeconomia circolare, ma significa anchefrenare lo spopolamento».Un approccio che amplia il significato stesso di oleoturismo. Non soltanto visite in frantoio o degustazioni, ma la possibilità di costruire intorno all’olio un’esperienza capace di mettere insiemeprodotto, paesaggio, cultura, ospitalità e identità locale, generando nuove occasioni per le imprese e contribuendo a rendere i territori agricoli più attrattivi durante tutto l’anno.
È una trasformazione che trova riscontro anche nell’evoluzione dell’offerta agrituristica italiana. Sempre più aziende affiancano infatti all’attività agricola servizi ed esperienze legate alla conoscenza del territorio: degustazioni, escursioni, trekking, attività naturalistiche, fattorie didattiche e corsi. Nel 2024 oltre la metà delle aziende agrituristiche italiane offriva almeno un’attività complementare, a conferma di una domanda sempre più orientata non soltanto al soggiorno, ma alla possibilità di entrare in contatto diretto con i luoghi, le produzioni e le persone che li rappresentano. Una tendenza che emerge con ancora maggiore chiarezza nell’oleoturismo. Secondo ilSecondo Rapporto sul Turismo dell’Olio 2026, curato daRoberta Garibaldi, il70%degli italiani è interessato a degustare l’olio EVO inabbinamento ai prodotti del territorio, il71%acenare negli ulivetie il65% a visitare frantoi storici, ipogei o dimore legate alla cultura olivicola.
Per i territori dell’olio questo significa poter valorizzare non solo il prodotto, ma tutto ciò che lo circonda:uliveti, frantoi, cultivar, tecniche produttive, gastronomia, paesaggio e cultura locale. Aprire le aziende ai visitatori, proporre percorsi di degustazione, raccontare il processo produttivo e creare esperienze legate all’olio significa trasformare l’extravergine in una vera e propriachiave di lettura del territorio.
E come cambia, in questo scenario, il ruolo dell’impresa agricola?
Una trasformazione che, secondo Cicala, riguarda anche il modo di intendere oggi l’impresa agricola e il suo rapporto con le nuove generazioni.
«Sono molti i giovani che hanno compreso che essere imprenditori del mondo agricolo è molto di più: significa turismo, ma anche benessere», prosegue Cicala.«Serve avere la capacità di guardare a 360 gradi, di lavorare insieme». La crescita dell’oleoturismo passa infatti anche dalla capacità di costruire relazioni tra aziende agricole, operatori turistici, ristorazione, strutture ricettive, istituzioni e patrimonio culturale. Una dimensione collaborativa che Cicala richiama più volte nel podcast:«Bisogna fare squadra. Solo facendo squadra si possono ottenere dei grandi risultati».
Ed è proprio su questa capacità di fare sistema cheEVOLIO Expo 2027intende accendere i riflettori con il macrotema “Olio è Turismo”, creando occasioni di confronto tra imprese, istituzioni e operatori per comprendere come trasformare il patrimonio olivicolo in un’offerta turistica sempre più strutturata e riconoscibile. Dalla valorizzazione dei frantoi e degli uliveti alla costruzione di itinerari, fino alla connessione con gastronomia, ospitalità e patrimonio culturale, l’obiettivo è rafforzare il ruolo dell’olio EVO come elemento capace di raccontare e rendere attrattivi i territori in cui nasce.
Il focus“Olio è Turismo”sarà parte di un percorso più ampio che, durante le tre giornate di manifestazione, approfondirà anche gli altri due macrotemi della fiera:“Olio è Salute”, dedicato al legame tra olio extravergine e benessere, e“Olio è Innovazione”, focalizzato sulle nuove tecnologie, sui modelli produttivi evoluti e sulle soluzioni per rendere la filiera più competitiva e sostenibile.
La terza edizione confermerà il format che caratterizza la manifestazione, conincontri B2B, talk, convegni, degustazioni guidate, masterclass, corsi di assaggio, showcookinge momenti di approfondimento conproduttori, buyer, esperti, chef, medici, ricercatori e rappresentanti delle istituzioni.
Forte dei risultati della scorsa edizione –6.720 visitatori, 150 aziende espositrici, oltre 100appuntamenti tra convegni, talk, degustazioni, masterclass ed eventi e50 buyer internazionali provenienti da 16 Paesi strategici– EVOLIO Expo torna a Bari con l’obiettivo di rafforzare il proprio ruolo di piattaforma B2B per l’olio EVO italiano e mediterraneo, favorendo il dialogo tra domanda e offerta e contribuendo a posizionare l’extravergine come eccellenza produttiva, tecnologica e territoriale.
[3]ISTAT,Previsioni della popolazione residente, delle famiglie e delle forze di lavoro – pubblicato il 31 agosto 2026, dati di base al 1° gennaio 2025
[4]ISTAT, “Le aziende agrituristiche in Italia – Anno 2024”, pubblicato il 9 marzo 2026.

