Il Salento archeologico e culturale conquista Paestum

MARE SITI ARCHEOLOGICI E CITTA’ D’ATE

IL SALENTO CONQUISTA LA BORSA MEDITERRANEA DEL TURISMO ARCHEOLOGICO DI PASTUM CON CASTRO, CAVALLINO, LEQUILE, ROCA E PARABITA

Mare, siti archeologici, città d’arte. Presentato stamattina alla XXVIII Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico di Paestum, un itinerario del Salento ricco di storia, arte, archeologia, per attrarre viaggiatori colti e curiosi, giornalisti e tour operator specializzati nella progettazione di viaggi culturali tutto l’anno, soprattutto in primavera e in autunno.

Attraverso le pagine della rivista di turismo e cultura del Salento, Spiagge, diretta da Carmen Mancarella (www.mediterraneantourism.it) e distribuita nel prestigioso stand del Ministero della Cultura, è stata raccontata la bellezza del Salento con tappe a Castro, Cavallino, Roca, marina di Melendugno, e Parabita.

In campo il meglio dell’imprenditoria turistica e ricettiva: Hotel Belvedere a Torre dell’Orso (www.hotelbelvederesalento.com) Agriturismo Tenuta Calitre (www.tenutacalitre.com, Osteria La Remesa a Cavallino, Casina Spezzaferri ad Arnesano (www.casinaspezzaferri.com) Museo Faggiano Lecce (www.museofaggiano.it) e il concept store Fortu Sur a Parabita che coniuga il raffinato design con oggetti lavorati a mano dagli artigiani locali.

PRIMA TAPPA A CASTRO

Il sindaco di Castro, Luigi Coluccia, lui stesso archeologo, già docente di Paletnologia presso l’Università di Foggia,   ha incantato i visitatori della Borsa illustrando la bellezza e le evidenze archeologiche di CASTRO.

“Grazie ai risultati delle ultime campagne di scavo condotte dall’ équipe guidata dal professore Francesco D’Andria”, il primo cittadino, “è stato possibile affermare con certezza che la Castrum Minervae di cui parla Virgilio nel III libro dell’Eneide è proprio la nostra Castro. Enea vedeva infatti apparire e scomparire dal mare il grande tempio dedicato alla dea Minerva ed era quindi sicuro che la città dove stava per sbarcare era abitata da genti timorose degli Dei e quindi ospitali. Il tempio era anche un importante emporio commerciale al centro dei traffici nel Mediterraneo”.

“Nel cuore del centro storico, un affascinante borgo a 100 metri sul livello del mare, il castello aragonese ospita il Museo archeologico dedicato agli straordinari reperti venuti alla luce e si incastona in un meraviglioso dedalo di viuzze e terrazzamenti sul mare”.

Ma Castro è anche la città della Grotta Zinzulusa, visitata ogni anno da. Migliaia di visitatori, dove le stalattiti e le stalagmiti creano figure fantastiche. La Grotta fa parte di un complesso di cavità carsiche, abitate sin dalla Preistoria come la Romanelli e la Palombara. A questo si aggiunge il nostro meraviglioso mare, così trasparente che a volte, le barche e i natanti sembrano sospese per aria”

IL CASTRO WINE FEST

In Primavera Estate Castro affascina con tantissimi eventi. E’ di queste ore la notizia che la Regione Puglia ha riconosciuto Patrimonio immateriale culturale della Regione, la grande festa di tradizione dell’Annunziata che si celebra il 25 aprile, tra sfarzose luminarie, bande e fuochi d’artificio.

Ha conquistato la scena nazionale e internazionale il Castro Wine Fest organizzato dall’Associazione Oltrevento in collaborazione con AIS e Comune di Castro. L’associazione è stata premiata anche con il prestigioso Premio Castrum Minervae, quest’estate, che viene conferito ad illustri personalità del mondo della cultura. 

Il Castro Wine Fest, che ha tagliato il traguardo della decima edizione, si svolge sempre il primo week end di luglio (prossima edizione il 2, 3 e 4 luglio 2027) nella magnifica cornice del castello con le sue terrazze panoramiche sul mare e il centro storico di Castro, animando corti e caratteristiche vie. 

Passeggiando si possono degustare i vini di oltre 50 cantine di tutta la Puglia,  raccontati da esperti sommelier e coniugati con ricette create dagli chef più blasonati. E accanto al “percorso classico” con ben 49 postazioni delle più famose cantine di Puglia che offrono i loro vini, si possono anche seguire le Vie del Dolce con le tipicità abbinate a liquori artigianali e vini moscati e passiti… e le vie del Pesce con ostriche, cozze pastellate e fritte, fritture di calamari, polpette di polpo, abbinate alle bollicine e ai vini scelti dai sommelier. Il pubblico vi accorre calamitato da tale bontà.

“La nostra Amministrazione che mi onoro di presiedere”, conclude il sindaco “punta a coniugare l’offerta mare con un’offerta mirata alle proposte archeologiche e culturali, capaci di attrarre turismo tutto l’anno per dare più opportunità di sviluppo e occupazione a tutta la comunità”. 

CAVALLINO E SIGISMONDO CASTROMEDIAMO

Se noi oggi siamo qui a raccontare la bellezza del Salento lo dobbiamo prima di tutto a Sigismondo Castromediano il duca bianco nato a Cavallino patriota mazziniano e primo deputato del Parlamento dell’Italia Unita nel 1861. Fu lui ad istituire il Museo archeologico della Provincia di Lecce Sigismondo Castromediano, che porta infatti il suo nome dopo aver condotto importanti studi e azioni di tutela verso i siti archeologici del Salento, dove erano fiorite città messapiche. 

La sua città natale è un’elegante cittadina a due passi da Lecce, legata alla romantica e intensa storia d’amore tra Beatrice Acquaviva d’Aragona e Francesco I Castromediano che fecero costruire la prima opera pubblica del paese: il pozzo di San Domenico, il convento dei domenicani con la chiesa annessa e ampliarono il castello trasformandolo da fortezza ad elegante e nobile Palazzo con la Galleria celeste interamente affrescata e oggi in fase di restauro. Le vestigia dell’antica città messapica, fiorita in età arcaica, possono essere ammirate nel Museo diffuso.

Cavallino, guidato dal sindaco Bruno Ciccarese Gorgoni, ha puntato negli ultimi anni molto alla valorizzazione dei Beni culturali, divenendo la prima città d’arte e di cultura riconosciuta dalla Regione Puglia.

ROCA AFFASCINANTE SITO AFFACCIATO SUL MARE

Ha un grande fascino il sito archeologico di Roca, affacciato sul Mare Mediterraneo. La città antica fiorì in contemporanea con il fiorire del Palazzi Micenei e recenti studi del Dna hanno confermato che a Roca viveva una colonia di Micenei. Frequentata dall’età del Bronzo sino all’Alto Medioevo Roca è famosa per le Grotte della Poesia, un complesso di Santuari che davano riparo ai naviganti del Canale d’Otranto che scrivevano le loro preghiere in lingua greca, messapica e latina per invocare il dio Tutor latino, Thaotor Messapico e ritornare sani e salvi sull’altra sponda del mare promettendo doni e sacrifici al loro ritorno. Sulle alte mura di Roca, portate alla luce dal team di archeologi guidata dal compianto professore Cosimo Pagliara si combattè la battaglia più importante della Preistoria: ritrovato un guerriero morto giovanissimo mentre combatteva, ferito e caduto dalle mura e gli scheletri di ben sei persone, che, chiuse in una postierla delle mura, cercarono di salvarsi dall’incendio, ma finirono col morire soffocate.

Sotto la capanna tempio, vasta ben 150metri quadrati vennero trovati cinque dischi d’oro, realizzati con oro proveniente dall’Egitto e lavorati dai maestri orafi di Roca.

Oggi la direzione scientifica degli scavi è affidata al professore di UniSalento, Rino Scarano che ogni anno collabora con la Field School di Los Angeles negli Stati Uniti che invia studenti, appassionati e ricercatori a Roca perché eseguano i loro studi.

Il sito è sempre aperto e ben curato grazie alla nuova gestione affidata dal Comune di Melendugno, guidato dal sindaco Maurizio Cisternino, ad Art Work attraverso la formula del Partenariato Speciale Pubblico Privato, uno strumento previsto dal legislatore proprio per la cura e la gestione dei Beni pubblici e che, nel caso di Roca è stato presentato dalla funzionaria dlla Soprintendenza Antonella Pansini e dal presidente di ArtWork Paolo Babbo in conferenza stampa alla Bmta.

PARABITA UN FILO ININTERROTTO DI ARTE DALLA PREISTORIA AI GIORNI NOSTRI

L’arte nasce con l’uomo e Parabita, guidata dal sindaco Stefano Prete,  ne è l’esempio più fulgido. Dal ritrovamento delle Veneri preistoriche (datate 18mila anni fa), due statuine simbolo della Dea Madre, realizzate con cura dei particolari e secondo un disegno preciso, alla bellissima storia d’Amore dei due scheletri amanti di età gravettiana  (29mila anni fa) trovati con le gambe intrecciate, sino alle installazioni di famosi artisti contemporanei lungo i percorsi VOTIVA E IPOGEA, Parabita non ha mai smesso di dialogare con l’arte.

I recenti investimenti hanno portato al recupero dei tre siti archeologici di maggiore rilievo come la Grotta delle Veneri e il villaggio Medioevale con il finanziamento regionale Smart Inn. Da ammirare la Basilica dedicata alla Madonna della Coltura detta anche Madonna della Tenerezza per quel suo accarezzare con la guancia il Bambin Gesù. L’affresco viene attribuito alla stessa scuola pittorica di Santa Caterina d’Alessandria a Galatina.

Il centro storico e la città tutta ha acquisito un grande valore artistico e cultuale tanto che sono ormai numerosi gli artisti, gli intellettuali, gli imprenditori che hanno scelto di acquistare case, palazzi, masserie, recuperarle, viverci o aprirle all’ospitalià e a nuove attività imprenditoriali come nel caso di Fortu Sur che crea oggetti di design con artigiani locali.

CASINA SPEZZAFERRI ARNESANO

Ma il nostro percorso non sarebbe completo se non gustassimo la DOLCE VITA che si respira nella CASINA SPEZZAFERRI ad Arnesano, una casina di campagna di fine ‘800 nella Valle della Cupa, a due passi da Lecce, dove i nobili e la borghesia di fine ‘800 amava trascorrere la propria villeggiatura, sovrintendo ai lavori nei campi e alla vendemmia.

Oggi Giorgia Taurino, imprenditrice, ha deciso di ritornare da Parigi, per aprire Casina Spezzaferri all’ospitalità, offrire degustazioni guidate di vini e prodotti tipici e far sentire lo stile e il calore della gente salentina.

MUSEO FAGGIANO LECCE

Altro MUST è infine il Museo Faggiano a Lecce che secondo gli americani incarna l’Italia stessa che non smette mai di sorprendere. Luciano Faggiano infatti, avendo comprato una casa nel cento storico di Lecce, per farne un ristorante, si ritrovò, durante i lavori di ristrutturazione davanti a tombe messapiche, resti di età romana e anche una tomba di un potente vescovo con anello e sigillo… Oggi Museo Faggiano è un Museo visitato da soprattutto da stranieri che amano e apprezzano questa sorprendete ITALIA di cui il Salento è una perla preziosa.

UN EVENTO IMPERDIBILE

Castro Wine Fest

Piazza Armando Perotti

www.castrowinefest.it

Dove dormire

Hotel Belvedere

Via Alessandro Volta 37

73026 Torre dell’Orso, marina di Melendugno

Tel. 379 256 69 66

www.hotelbelvederesalento.com

Agriturismo Tenuta Calitre

Km 3,5

73 026 Torre dell’Orso, marina di Melendugno

Tel. 377 185 83 48

www.tenutacalitre.com

Degustazioni di vino ed Experience

Tra i vigneti in un’elegante casina di Campagna

Casina Spezzaferri

Via Taurino Brillo 8

73010 Arnesano (LE)

Tel. 351 777 83 12

www.casinaspezzaferri.com

UN EVENTO IMPERDIBILE

Castro Wine Fest

Primo week end di luglio

2-3-4 luglio 2027

www.castrowinefest.it

Osteria La Remesa

Via Trieste 17

73020 Cavallino (LE)

Tel. 0832 611994

DESIGNER 

Fortu Sur

Via Coltura 28

73 052 Parabita (LE)

DA VISITARE

Museo Faggiano

Via Ascanio Grandi 56/58

73 100 Lecce (LE)

Tel. 0832 30 05 28

Museo Sigismondo Castromediano

Viale Gallipoli 31

73100 Lecce

Tel. 0832 373572