La fondazione Aidr chiede la proroga delle procedure di voto per i fuori sede

Elezioni europee dell’8 e 9 giugno La fondazione Aidr chiede la proroga delle procedure di voto per i fuori sede

Fiorilli, fondazione Aidr: il mio podcast un esempio concreto delle difficoltà nell’invio della domanda per oltre 4,9 milioni di “generazione Z” e il rischio astensione  

Roma, 3 maggio – La Fondazione Aidr, nell’ambito del tour nazionale “Giovani, digitalizzazione, europee 2024”, ha raccolto importanti feedback da parte dei giovani votanti, sollecitando un impegno concreto verso l’innovazione digitale nel processo elettorale, inclusa la richiesta di una piattaforma per l’ammissione al voto dei “fuori sede”, ai sensi dall’articolo 1-ter del decreto-legge n. 7/2024, convertito dalla legge n. 38/2024.
Mentre ci avviciniamo alle elezioni europee dell’8 e 9 giugno 2024, la Fondazione pone una forte attenzione alle necessità dei votanti fuori sede. Recentemente, il Ministero dell’Interno ha reso nota la possibilità per i fuori sede di votare, suscitando grande interesse tra i potenziali elettori. Tuttavia, il processo attuale di registrazione al voto fuori sede, che implica l’invio di un modulo al proprio comune di residenza, sta dimostrando di essere troppo complesso e oneroso, specialmente per chi vive lontano.

Qui il podcast di Andrea Fiorilli dell’Aidr per capire le difficoltà anche per le “Generazione Z”: https://www.aidr.it/elezioni-europee-dell8-e-9-giugno-la-procedura-per-chi-e-fuori-sede-e-vuole-votare-e-complicata-e-va-prorogata/ Il Prefetto Matteo Piantedosi, Ministro dell’Interno, è dunque sollecitato a considerare una proroga immediata del termine per la richiesta di ammissione al voto per i fuori sede, attualmente fissata per il 5 maggio 2024. Inoltre, si propone che il modello di domanda sia direttamente acquisito dal Ministero dell’Interno, che provvederà all’inoltro al comune di residenza del richiedente. Questo tour istituzionale ha rappresentato un’opportunità unica di dialogo diretto tra giovani e istituzioni, mostrando una vivace richiesta di inclusione attiva e digitale.