MONOPOLI e BARI – Teatri Radar e Kismet, rassegna di danza “Esplorare” – Da martedì 20 a domenica 25 ottobre prosegue «Esplorare 2026» con compagnie italiane e internazionali, debutti e prime nazionali

«Esplorare 2026», sei giorni di danza tra Bari e Monopoli: dal 20 al 25 ottobre compagnie italiane e internazionali, debutti e prime nazionali

Dal coinvolgimento diretto del pubblico di «Boomerang» alle coreografie di Domenico Iannone, dal Budapest Dance Theatre alla contaminazione tra danza, musica e teatro. Sei appuntamenti al Teatro Radar e al Teatro Kismet.

Torna con una settimana particolarmente intensa di appuntamenti«Esplorare 2026», la rassegna di danza ideata e curata dallaCompagnia AltraDanza, con ladirezione artistica di Domenico Iannone. Dal20 al 25 ottobre, sei serate consecutive traBari e Monopoliporteranno sul palcoscenico compagnie italiane e internazionali, tra prime nazionali, debutti regionali, nuove produzioni e riletture del repertorio. La manifestazione, in programma fino al14 novembretra Bari, Monopoli, Conversano e Molfetta, è realizzata con il sostegno delMinistero della Culturae dellaRegione Puglia, in collaborazione conComune di Bari,Teatri di Bari,Puglia Culture,Casa delle Arti,Epos TeatroeTraetta Opera Festival.

Gli eventi della rassegna sono a pagamento.I biglietti sono disponibili sul circuitoVivatickete, la sera degli spettacoli, ai botteghini dei teatri. Per informazioni e dettagli:349.557.62.04,www.altradanza.com.

Si cominciamartedì 20 ottobre, alle 21 al Teatro Radar di Monopoli, con il debutto regionale di«Boomerang», ideato e coreografato daSimona LobefaroeLorenzo Giansante, produzioneAssociazione Culturale Atacama ETS. La particolarità dello spettacolo è quella di trasformare gli spettatori in partecipanti attivi alla creazione coreografica, attraverso un’esperienza a metà strada tra performance e lezione partecipativa. Il pubblico viene accolto da quattro performer in uno spazio illuminato e confortevole, ricevendo alcune semplici istruzioni che lo accompagneranno durante la rappresentazione. Non si tratta di imparare una coreografia, ma di intervenire sul suo sviluppo: attribuire parole chiave ai movimenti, cambiare posizione per osservare la danza da prospettive differenti, riprodurre alcuni gesti.

I danzatori costruiscono così una composizione in tempo reale, modificandola sulla base delle osservazioni e delle suggestioni ricevute. Ogni intervento genera nuove possibilità, mentre anche lo sguardo degli spettatori cambia progressivamente. Il titolo richiama proprio il movimento di ritorno del boomerang: un gesto viene lanciato, raccolto e restituito trasformato. La danza non è più soltanto qualcosa da osservare, ma il risultato di una relazione nella quale interpreti e pubblico si influenzano reciprocamente.

Il progetto nasce da una ricerca avviata nel 2021, a partire dalle esperienze maturate dagli autori nell’ambito diSistemi dinamici altamente instabili, gruppo di ricerca coreografica. Dopo una prima sperimentazione pubblica nel 2023 alla Festa della Danza di Roma, il lavoro ha attraversato diverse residenze artistiche, tra cui quelle presso Gommalacca Teatro a Potenza e Spin Time Labs a Roma, fino alla presentazione di«Boomerang Studio»nel 2025 al festival «Nel Blu» del TeatroBasilica.

In scena, accanto aSimona LobefaroeLorenzo Giansante, ci sarannoLuca PiomponieMartina Paci. Il disegno luci è diDario Aggioli, quello sonoro dello stessoGiansante. La durata è di circa 45-50 minuti. Lobefaro, danzatrice, coreografa e formatrice, è anche cofondatrice di «Segni mossi», progetto internazionale che mette in relazione danza e segno grafico; Giansante, regista e performer, lavora da oltre vent’anni nella ricerca teatrale e coreografica.

Mercoledì 21 ottobre, alle 21 al Teatro Kismet di Bari, sarà invece la volta dellaCompagnia AltraDanza, che proporrà«MozarTangoSuite», con la direzione artistica e le coreografie diDomenico Iannone. Il titolo suggerisce già la struttura dello spettacolo: una suite, ovvero una composizione articolata in più movimenti di danza, differenti per ritmo, carattere e intensità. Iannone mette in relazione due universi musicali apparentemente lontani, quello diWolfgang Amadeus Mozarte quello diAstor Piazzolla, costruendo un percorso nel quale il rigore della scrittura classica incontra le tensioni emotive e la sensualità del tango.

Dopo numerose esperienze di sperimentazione e ricerca, il coreografo torna qui alla centralità del movimento, rinunciando a una trama narrativa e a un testo drammaturgico. La danza diventa protagonista assoluta, con una scrittura che valorizza il disegno dei corpi nello spazio, gli equilibri, le relazioni tra gli interpreti e le differenti qualità del gesto. Il passaggio da Mozart a Piazzolla accompagna una trasformazione emotiva che procede dal sentimento alla passione, dalla misura alla libertà espressiva, alternando ironia, slancio e momenti di maggiore intensità. L’idea è quella di recuperare la bellezza del balletto attraverso una sensibilità contemporanea, affidando a una compagnia di solida formazione classica una coreografia che fa dialogare tradizione e linguaggi attuali. Il movimento non illustra semplicemente la musica, ma ne interpreta le tensioni e le possibilità espressive, dando forma a una successione di quadri nei quali il rapporto tra corpo e suono diventa il vero elemento narrativo.

Gli interpreti sonoVito Pansini,Silvia Di Pierro,Marina Roselli,Noemi Cassanelli,Paola AltamuraeRebecca Iannone. Il disegno luci è diRoberto De Bellis, le fotografie di scena sono affidate aGennaro Guida, mentre la direzione organizzativa è diAlessia Abiuso.

Giovedì 22 ottobre, sempre alle 21 al Teatro Kismet, spazio alla danza internazionale con la prima nazionale di«Quattro Stagioni | Many Ways», presentata dal prestigiosoBudapest Dance Theatre, compagnia ungherese impegnata nella ricerca e nella produzione coreografica contemporanea. Due creazioni che si richiamano idealmente, mettendo al centro il rapporto tra l’essere umano, la natura e il percorso dell’esistenza.

La prima parte,«Quattro Stagioni», è firmata dalla coreografaAurélie Mouniersulle celebri musiche diAntonio Vivaldi. Il punto di partenza è l’osservazione dei cicli naturali e delle trasformazioni che accompagnano il passaggio da una stagione all’altra. La natura si addormenta e si risveglia, cresce, si rinnova e muta continuamente, seguendo ritmi che sembrano quelli di un grande metronomo. Anche l’essere umano conosce un analogo processo: nasce, si sviluppa, cambia, invecchia, cercando di adattarsi all’ambiente dal quale dipende.

La coreografia riflette su questa somiglianza, ma anche sulla contraddizione che caratterizza il rapporto tra uomo e natura. L’essere umano ne utilizza le risorse per sopravvivere, pur contribuendo spesso alla loro distruzione. L’immagine dell’albero, con le sue radici e le sue ramificazioni, diventa così un riferimento alla memoria, alla discendenza e alla continuità tra generazioni. La musica di Vivaldi accompagna un’indagine nella quale il movimento dei danzatori richiama le trasformazioni degli elementi naturali e le differenti condizioni dell’esistenza. Il disegno luci è diFöldi Béla.


La seconda parte,«Many Ways»(«Molte strade»), prosegue idealmente questo discorso spostando l’attenzione sui percorsi individuali. Ogni persona segue una traiettoria diversa, incontra ostacoli, compie scelte, conosce separazioni e nuovi inizi. La coreografia si ispira al viaggio come esperienza concreta e interiore, fatta di incontri, sentimenti e trasformazioni. Le differenti storie personali finiscono per rispecchiarsi l’una nell’altra, mostrando quanto le esistenze, pur nella loro unicità, siano legate da esperienze e dinamiche comuni. A interpretare le due creazioni saranno i danzatori delBudapest Dance Theatre.


Il programma proseguiràvenerdì 23 ottobre, alle 21 al Teatro Radar di Monopoli, con il debutto di«Dell’Amore…», una coproduzioneEpos TeatroeCompagnia AltraDanza, nell’ambito della collaborazione con ilTraetta Opera Festival. Lo spettacolo presenta le coreografie diDomenico Iannone, con la regia e la voce recitante diMaurizio Pellegrini. La componente musicale accosta pagine diAntonio Vivaldi,Tommaso TraettaeFryderyk Chopin, mentre la danza è affidata aModesto Cioce,Karol Caiati,Elena Signorile,Rebecca IannoneeSilvia Di Pierro. Una nuova produzione che riunisce dunque linguaggio coreografico, parola recitata e repertorio musicale, attraverso la collaborazione tra le realtà artistiche coinvolte.


Sabato 24 ottobre, sempre alle 21 al Teatro Radar, sarà la volta di«The Butterfly’s Trip (Emozioni a lume di candela)», produzione dell’Associazione Koreoproject, con la coreografia e la danza diSara Bizzoca, il pianoforte diFrancesco Giancasproe la drammaturgia e voce diMariangela Di Capua. Lo spettacolo propone un viaggio in tre quadri, costruito attraverso il dialogo tra musica, movimento e immaginazione, in un’atmosfera raccolta e suggestiva, illuminata dalla presenza delle candele.


Il primo quadro,«Natura in movimento», si ispira ai ritmi ciclici del mondo naturale. Le composizioni diRyuichi SakamotoeLudovico Einaudi, insieme all’improvvisazione pianistica, costruiscono paesaggi sonori che la danza traduce in immagini di vento, acqua, radici e trasformazione. Il corpo segue il respiro degli elementi, evocando quel rapporto primordiale con la natura che la vita quotidiana tende spesso a nascondere.


Con«Nella dimensione onirica», la scena entra invece nel territorio del sogno. Le musiche diClaude DebussyedErik Satieaccompagnano gesti sospesi, visioni delicate e metamorfosi, in uno spazio nel quale il confine tra realtà e immaginazione si fa sempre più sottile. Il terzo quadro,«La magia dell’arte», è dedicato alla capacità della musica di evocare ricordi e immagini interiori, attraverso composizioni diEnnio Morricone,Luis BacaloveYann Tiersen. La danza dialoga con il pianoforte e con la parola, trasformando la successione dei brani in un percorso emotivo.


La settimana si concluderàdomenica 25 ottobre, alle 21 al Teatro Kismet di Bari, con la prima nazionale di«Due di Duo», progetto multidisciplinare delCollettivo Artismo, prodotto dall’Associazione Culturale AltraDanza. Le coreografie sono firmate daAlessia AbiusoeBrunella Valdesi, mentre la componente musicale è affidata allaDonbruno Band, conDomingo BombinieNiccolò Mastrolonardo. La parte teatrale vede la partecipazione dell’attoreDavide Ceddia.

Al centro dello spettacolo, della durata di circa un’ora, è il rapporto tra le proprie radici e la necessità di aprirsi a esperienze e linguaggi differenti. L’identità culturale non viene considerata un patrimonio immobile, ma un punto di partenza dal quale sviluppare nuove possibilità espressive. Il progetto mette così in relazione danza, teatro e musica, facendo incontrare il dialetto pugliese con ritmi contemporanei, sonorità acustiche ed elettroniche. La componente sonora ha un ruolo fondamentale: basso e batteria si intrecciano con sintesi elettroniche, campionamenti di oggetti quotidiani e cellule ritmiche irregolari, dando vita a un ambiente musicale nel quale tradizione e sperimentazione convivono. Anche la parola dialettale assume una funzione particolare, diventando elemento ritmico e materiale sonoro, oltre che strumento narrativo. La sua musicalità permette di superare i confini linguistici e di raggiungere anche chi non ne comprende direttamente il significato. Le coreografie di Abiuso e Valdesi traducono queste suggestioni in movimento, lavorando sui contrasti tra radicamento e apertura, appartenenza e trasformazione. La presenza dell’attore integra la dimensione teatrale in una costruzione scenica nella quale il corpo, la voce e gli strumenti musicali concorrono alla stessa narrazione.