NOCI – Mercoledì 11 novembre lo scrittore e psicoterapeuta Alberto Pellai presenta il suo ultimo libro dito da Mondadori, «Ti farò correre in salita. Come e perché educare alla fatica le nuove generazioni»

E se il più grande errore dei genitori di oggi fosse proprio quello di voler proteggere i figli da ogni difficoltà? Trattarli come fragili vasi di cristallo, eliminando ostacoli, frustrazioni e insuccessi, rischia di ottenere il risultato opposto: crescere ragazzi sempre più ansiosi, insicuri e incapaci di affrontare le sfide della vita. È la provocazione da cui prende le mosseAlberto Pellai, medico, psicoterapeuta dell’età evolutiva e scrittore, protagonistamercoledì 11 novembre, alle 19.30, nel Chiostro di San Domenico a Noci, della presentazione del suo nuovo libro «Ti farò correre in salita. Come e perché educare alla fatica le nuove generazioni» (Ed.Mondadori, pagg. 192, euro 19). L’autore dialogherà conDomenica PalattellaeMarco De Tommasi.

L’incontro, a ingresso libero, è promosso dall’associazione culturale Vivere d’Arte Eventi, in collaborazione con il festival letterario«Chiostri e Inchiostri», e si inserisce idealmente nel mese in cui, il 20 novembre, si celebra laGiornata internazionale per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, che ricorda l’approvazione della Dichiarazione dei diritti del fanciullo del 1959 e della Convenzione ONU del 1989. Un’occasione per interrogarsi anche sul diritto dei più giovani a ricevere un’educazione capace di prepararli alla complessità del mondo, senza confondere la protezione con l’eliminazione di ogni difficoltà.

Nel suo saggio, Pellai mette sotto accusa l’iperprotezione educativa, una tendenza che, anziché rafforzare bambini e adolescenti, rischia di renderli più vulnerabili. A complicare il quadro interviene un ecosistema digitale dominato dalla gratificazione immediata, dalle scorciatoie e dalla progressiva riduzione delle esperienze concrete. Intrecciando neurobiologia e osservazione della vita quotidiana, l’autore affronta alcuni dei nodi più controversi dell’educazione contemporanea: dall’ansia da prestazione alla perdita della dimensione corporea nell’infanzia, dagli effetti della didattica digitalizzata sulle capacità cognitive fino all’uso improprio delle certificazioni scolastiche.

La sua proposta è recuperare il valore dello sforzo, della perseveranza e della capacità di tollerare la frustrazione. «Non ci si salva dalla fatica di crescere eliminando la fatica dalla crescita», scrive Pellai, invitando genitori e insegnanti a non abbassare continuamente l’asticella delle aspettative. La metafora della corsa in salita diventa così un principio educativo: è proprio misurandosi con ciò che costa impegno che il cervello sviluppa risorse cognitive ed emotive, mentre l’autonomia si costruisce imparando ad affrontare anche ciò che non offre risultati immediati.

Al centro del libro anche la necessità diricostruire un’alleanza educativa tra famiglia e scuola, restituendo agli adulti un’autorevolezza che non coincide con l’autoritarismo, ma con la capacità di stabilire limiti, assumersi responsabilità e pronunciare, quando necessario, quel «no che fa crescere».

Autore di numerosi saggi dedicati alla genitorialità, all’adolescenza e alle trasformazioni delle relazioni familiari,Alberto Pellaiè tra i più conosciuti divulgatori italiani sui temi dell’educazione. Il suo lavoro intreccia competenze mediche, psicologiche e pedagogiche, con particolare attenzione alle difficoltà che genitori, insegnanti e ragazzi incontrano nella società contemporanea.