POLITECNICO DI BARI – La tradizione, fattore strategico per innovare l’azienda

L’articolo, “Innovation Through Tradition: “Lessons from Innovative Family Businesses and Directions for Future Research”,pubblicato nel 2016, è stato premiato dall’Academy of Management Perspectivesper aver generato il maggiore impatto aziendale negli ultimi dieci anni.Il prof. Messeni Petruzzelli del Poliba tra i 5 autori internazionali. “Il paradosso dell’innovazione: il momento migliore per un’azienda di investire in nuove idee è quando ha già successo e ha meno bisogno di una crescita immediata” 

Bari, 27 ottobre 2026 – Quando nel gennaio 2016 l’Associazione mondiale, “Academy of Management” (21 mila soci in 120 nazioni) pubblicò sulla prestigiosa rivista accademica “Perspectives”l’articolo, “Innovation Through Tradition: Lessons from Innovative Family Businesses and Directions for Future Research” non pochi sostennero le perplessità di rivolgersi al passato per sostenere il futuro aziendale. L’articolo firmato da cinque autorevoli autori: Alfredo De Massis e Josip Kotlar (Lancaster University), Antonio Messeni Petruzzelli (Politecnico di Bari), Mike Wright (Imperial College), Federico Frattini (Politecnico di Milano) metteva in discussione la formula più diffusa e applicata dai manager aziendali di quel decennio: innovare, modernizzare, inseguendo le novità, escludendo il passato. Questa, infatti, era la strada più praticata dai leader aziendali.

L’articolo metteva in discussione l’idea che, per innovare, si doveva necessariamente abbandonare il passato ed evidenziava come la tradizione potesse costituire risorsa per innovare a patto che l’impresa la interiorizzasse.Per i cinque studiosi la nuova strategia, chiamata, innovazione attraverso la tradizione costituiva suggerimento esportabile anche per i manager di imprese non familiari.

Le ricerche sostenute dall’articolo si sono dimostrate efficaci nel corso degli ultimi dieci anni, tanto da meritarsi il Premio del Decennio 2026, ovvero l’AMD Decade Award 2026 dall’Academy of Management Perspectives.

Il prof. Antonio Messeni Petruzzelli del Poliba è uno dei cinque autori dell’articolo premiato

Il prof.Antonio Messeni Petruzzelli, docente di “Economia e Gestione dell’Innovazione” al Poliba, Presidente incubatoreBINP, Boosting Innovation Poliba, è uno degli autori dell’articolo premiato.Ci dice sui contenuti della ricerca: “I manager spesso trascurano una potente fonte di vantaggio: la conoscenza insita nella storia, nell’artigianato, nel territorio e nei valori di un’azienda. Il passato di un’azienda può contenere un patrimonio di conoscenze a cui i concorrenti potrebbero avere molta difficoltà ad accedere o da imitare. Pertanto, lo slogan ‘più nuovo è meglio’, può limitare significativamente il potenziale di innovazione di un’azienda”.

Ci spieghi meglio. “Quando le aziende pensano all’innovazione, di solito guardano avanti: alle nuove tecnologie, ai nuovi mercati e alle nuove conoscenze. La nostra ricerca suggerisce che a volte dovrebbero guardare anche al passato. La storia di un’azienda può contenere conoscenze uniche: materiali, maestria artigianale, processi, significato dei prodotti, valori e convinzioni che i concorrenti non possono imitare facilmente. Eppure, le aziende spesso trascurano queste risorse perché presumono che innovare significhi lasciarsi il passato alle spalle. Ecco noi chiamiamo questa alternativa “innovazione attraverso la tradizione “. Non si tratta di riprodurre il passato o di essere nostalgici. Si tratta di interiorizzare la conoscenza preziosa del passato e reinterpretarla attraverso le tecnologie contemporanee e le esigenze dei clienti. La sfida non è preservare la tradizione immutata, ma piuttosto reinterpretare quella conoscenza per un mondo che è cambiato. Il passato è una fonte di idee per nuovi prodotti, che rivela materiali antichi, tecniche di produzione, simboli, rituali, credenze e storie ancora attuali e rilevanti per i consumatori. Questo è importante perché i clienti spesso cercano autenticità, continuità e rassicurazione, soprattutto in categorie come alimentari, salute, lusso, moda, design, artigianato, stile di vita”.

Professore, nella dimensione regionale pugliese ci sono esempi di aziende che hanno creduto e messo in atto il principio innovare attraverso la tradizione?“Si, ci sono diverse imprese familiari che hanno saputo innovare pur rimanendo ancorate al passato”.

Qualche esempio?Tre casi in settori diversi.“Il Pastificio Benedetto Cavalieri di Maglie (Lecce), fondato nel 1918 propone la propria capacità innovativa su conoscenze provenienti sia dalla storia delle attività imprenditoriali familiari sia dalla tradizione cerealicola del territorio. L’esperienza accumulata nella coltivazione, nella molitura e nella selezione del grano duro delle aree vocate di Puglia e Basilicata è stata interiorizzata e trasmessa nell’impresa e attraverso le generazioni, diventando una risorsa centrale dell’impresa”. (Fattura circa 2 milioni di euro e conta circa 20 dipendenti). “Olio De Carlo, Bitritto (Bari). La storia olearia è documentata dal 1598. Fonda la propria capacità innovativa su conoscenze provenienti sia dalla lunga storia della famiglia sia dalla tradizione olivicola del territorio barese. Il sapere accumulato nella coltivazione degli ulivi è stato interiorizzato e trasmesso tra le generazioni, diventando una risorsa distintiva dell’impresa. Tale patrimonio viene reinterpretato integrando pratiche agricole e produttive tradizionali con impianti tecnologicamente avanzati”. (Fatturato 5,8 milioni di euro, circa 15 dipendenti). “Borgo Egnazia,Savelletri di Fasano (Brindisi). Inizio attività:2010.  Il progetto nasce nel 1996 con la trasformazione della Masseria San Domenico in una struttura alberghiera. Fonda la propria proposta di ospitalità sulle conoscenze e sulle pratiche radicate nel territorio pugliese. Elementi codificati, come l’architettura dei borghi e delle masserie, i materiali locali, le ricette e l’artigianato vengono interiorizzati attraverso il coinvolgimento di personale locale, la ricerca delle tradizioni e la collaborazione con artigiani e produttori locali”. (Fatturato,circa 64 milioni di euro; dipendenti: circa 430).

Perché le imprese familiari spesso hanno un vantaggio?“Questa tipologia di imprese familiari spesso preservano i legami con il passato meglio di altre aziende. I proprietari possono tramandare storie, valori, competenze e relazioni di generazione in generazione. Questo non rende automaticamente innovative le imprese familiari. Alcune diventano conservatrici o eccessivamente protettive nei confronti dei prodotti tradizionali. Ma la tradizione può aiutarle a risolvere una tensione comune: ovvero come innovare senza tradire la propria identità. Le imprese familiari possono utilizzare l’innovazione attraverso la tradizione per superare il paradosso dell’innovazione: il momento migliore per un’azienda di investire in nuove idee è quando ha già successo e ha meno bisogno di una crescita immediata, cioè quando i leader sono più restii al cambiamento, un fattore che spesso le frena”.