
- Nuove regole di etichettatura per i prodotti importati da paesi non UE
- Esenzioni per i piccoli operatori che vendono prodotti biologici non confezionati
- Nuove misure per affrontare la contaminazione incrociata
Il progetto di legge mira a mantenere la fiducia nel logo biologico dell’UE e a garantire una concorrenza equa tra prodotti pienamente conformi alle norme UE e quelli che rispettano standard equivalenti.
Il progetto di legge mira a garantire che i consumatori possano fare scelte informate nell’acquisto di prodotti provenienti da paesi terzi riconosciuti come dotati di standard biologici equivalenti. L’obiettivo è mantenere la fiducia nel logo biologico dell’UE e garantire una concorrenza equa tra prodotti pienamente conformi alle regole UE e quelli che rispettano standard equivalenti.
Martedì, i deputati europei e la Presidenza irlandese del Consiglio dell’UE hanno raggiunto un accordo provvisorio per adeguare e migliorare la normativa di base sulla produzione e l’etichettatura dei prodotti biologici (2018/848).
Nuovi standard di etichettatura per i prodotti importati da paesi non UE
Secondo il testo concordato, i prodotti importati da paesi terzi possono mostrare illogo della produzione biologicaUE nell’etichettatura, presentazione o pubblicità solo se soddisfano standard equivalenti e rispettano i requisiti aggiuntivi di produzione e controllo. Queste disposizioni mirano a rafforzare la fiducia dei consumatori nel cibo biologico e a garantire un campo di gioco equo tra produttori UE e non UE.
Esenzioni per i piccoli operatori che vendono prodotti biologici non confezionati
Le piccole imprese che vendono prodotti biologici non confezionati direttamente ai consumatori possono essere esentate dalle procedure di certificazione biologica se rientrano nei limiti specifici di fatturato annuo e volume di vendite.
Per consentire a più piccoli produttori di rimanere esentati, i negoziatori hanno concordato di aumentare la soglia del fatturato annuo da €20.000 a €40.000 e di aumentare il limite annuale del volume di vendita da 5.000 kg a 10.000 kg.
Nuove misure per affrontare la contaminazione incrociata
Per affrontare la contaminazione incrociata e le diverse interpretazioni nazionali, la Commissione pubblicherà informazioni sulle migliori pratiche per prevenire la contaminazione tra agricoltura biologica e convenzionale (dal 31/12/2031).
Citazione:
La relatriceCamilla Laureti (S&D, IT)ha dichiarato: “Il mio obiettivo è fornire a questo settore chiave un quadro normativo stabile, coerente e prevedibile. Dove opportuno, questo quadro dovrebbe semplificare i requisiti esistenti, evitando però la revisione ripetuta della legislazione dopo un periodo limitato di attuazione. La stabilità normativa è essenziale per preservare gli elevati standard che sostengono la qualità, la competitività e la reputazione del settore, sia all’interno dell’Unione Europea che a livello globale. Allo stesso tempo, il settore deve continuare a garantire un livello solido di protezione per i consumatori. L’obiettivo è trovare il giusto equilibrio tra la certezza giuridica per le imprese, la credibilità a lungo termine del settore e le legittime aspettative dei cittadini europei.”
Prossimi passi:
L’accordo provvisorio deve ora essere formalmente approvato dal Parlamento e dal Consiglio. Una volta adottato, il regolamento entrerà in vigore il giorno successivo alla sua pubblicazione sul Diario Ufficiale dell’Unione Europea.
Contesto
A seguito di unasentenza della Corte di Giustizia del 4 ottobre 2024che stabilisce che i prodotti importati riconosciuti secondo accordi di equivalenza non possono utilizzare il logo biologico dell’UE, la Commissioneha proposto aggiustamentiper migliorare la chiarezza per i consumatori e prevenire interruzioni commerciali.
Un’indagine Eurobarometercondotta nel 2024 ha rilevato che il logo della produzione biologica dell’UE è l’etichetta alimentare più riconosciuta tra gli europei. Il logo aiuta i consumatori a identificare i prodotti biologici e aiuta i produttori a commercializzarli in tutta l’UE.

