Sprechi: gli eurodeputati sostengono regole semplificate per le piccole imprese

  • Le piccole imprese con sede nell’UE non avrebbero più bisogno di nominare rappresentanti in altri Stati membri per il rispetto delle leggi relative ai rifiuti
  • Il cambiamento riguarda i produttori di imballaggi, batterie, tessuti, calzature, elettronica e plastiche monouso
  • Sospensione temporanea in vista delle regole di circolarità complete più tardi nel 2026
Scatola di cartone aperta con arachidi protettive e una tazza di ceramica nera su un parquet.
Il Parlamento sostiene la modifica delle regole sulla responsabilità estesa dei produttori per le piccole imprese. © Adobe Stock / Adrian

I deputati europei vogliono esentare solo le piccole imprese dall’obbligo di nominare rappresentanti per la conformità alla legislazione sui rifiuti in ogni stato membro in cui vendono i loro prodotti.

Il Parlamento Europeo ha adottato la sua posizione in vista delle negoziazioni trilogiche sulle misure che riguardano le norme sui rifiuti su imballaggi, batterie, tessuti, calzature, elettronica e plastiche monouso.


Modifica mirata agli obblighi aziendali


Secondo la legislazione attuale sui rifiuti dell’UE, i produttori che portano prodotti sul mercato UE pagano tariffe che aiutano a coprire i costi di raccolta, selezione e riciclo di questi prodotti una volta diventati rifiuti (nota come responsabilità estesa del produttore, o EPR). Le regole in vigore impongono inoltre loro di nominare un rappresentante autorizzato per la conformità EPR in ciascuno stato membro in cui vendono i loro prodotti. Per ridurre le barriere all’interno del mercato unico UE, laCommissione ha proposto di sospenderequesto obbligo di rappresentanza autorizzata in alcuni settori.

Nella loro posizione, i deputati europei sostengono una sospensione più mirata che si applicherebbe solo alle piccole e microimprese con sede nell’UE (meno di 50 dipendenti e un fatturato o bilancio annuo inferiore a 10 milioni di euro) e fino al 2035, o fino all’adozione di unalegge sull’economia circolarepiù completa. Chiariscono inoltre che questa sospensione non influisce su altri obblighi previsti dal sistema EPR, ad esempio la prevenzione dei rifiuti o le tariffe.

Per ridurre ulteriormente l’onere amministrativo sulle aziende all’interno del mercato unico UE, i deputati europei chiedono un migliore scambio di informazioni tra gli stati membri, sistemi digitali interoperabili e requisiti comuni di rendicontazione per le aziende.


Citazione


La relatriceIngeborg ter Laak(PPE, NL) ha dichiarato: “Affinché le aziende europee possano crescere e vendere, gli oneri amministrativi non necessari dovrebbero essere ridotti senza compromettere le nostre ambizioni ambientali. È chiaro che le aziende dovrebbero assumersi la responsabilità dei rifiuti che producono e che i prodotti devono essere raccolti e riciclati correttamente. Dovremmo raggiungere questi obiettivi senza creare ostacoli inutili per le imprese che vogliamo vedere avere successo in Europa. Possiamo dimostrare che le responsabilità ambientali possono andare di pari passo con le opportunità economiche.”


Passi successivi


La posizione sulle batterie dei rifiuti e dei rifiuti di imballaggio era sostenuta da 616 eurodeputati, mentre 9 si opponevano e 39 si astenevano. La posizione su tessile, calzature, elettrodomestici e rifiuti plastici monouso è stata sostenuta da 612 eurodeputati, mentre 8 si sono opposti e 39 si sono astuti.

Una volta che il Consiglio avrà adottato anche la sua posizione, potranno iniziare le trattative sulla forma finale delle leggi.


Contesto


Le due leggi (direttiva e regolamento) votate oggi fanno parte delpacchetto Environmental Omnibus.

Si prevede che la Commissione Europea proporrà unalegge sull’economia circolarecompleta entro la fine del 2026.