Bari – presentati due percorsi di educazione all’affettività e di contrasto alla violenza di genere attraverso la letteratura promossi dalla commissione Pari opportunità

Educare al rispetto nelle relazioni, prevenire la violenza di genere e promuovere una cultura della consapevolezza e dell’autodeterminazione femminile attraverso la letteratura: sono gli obiettivi dei due percorsi presentati questa mattina nella sala ex Tesoreria di Palazzo della Città, promossi dalla commissione consiliare Pari opportunità del Comune di Bari in collaborazione con l’associazione culturale ViviAmo, presieduta da Silvana Cavallo, e le scrittrici Adriana Ostuni e Tinta Anna Valentini.

I progetti, differenti per destinatari e modalità di svolgimento, sono accomunati dall’idea che le storie e i personaggi letterari possano offrire occasioni concrete di confronto sulla realtà, aiutando a riconoscere le dinamiche relazionali problematiche, a comprendere le proprie emozioni e a riflettere sulle risorse necessarie per affrontare le difficoltà della vita.

“La commissione Pari opportunità è attenta ai temi della violenza di genere e dell’affettività durante tutto l’anno, non soltanto in occasione di ricorrenze come il 25 novembre – ha dichiara la presidenteAngela Perna-. Riteniamo fondamentale mantenere alta l’attenzione su questi argomenti attraverso iniziative di sensibilizzazione e prevenzione. Per questo abbiamo deciso di avviare, insieme ad Adriana Ostuni e a un gruppo di professionisti, un percorso nelle scuole, perché educare i ragazzi all’affettività e al rispetto è essenziale. Inizieremo dalle scuole del San Paolo, partendo da contesti periferici che vivono situazioni di maggiore difficoltà. Con Anna Valentini, invece, proporremo momenti di condivisione e approfondimento aperti all’intera città a partire dai suoi libri, per valorizzare la forza, la resilienza e le peculiarità delle donne e contrastare la violenza di genere attraverso la cultura e la letteratura”.

“La violenza contro le donne si esercita ogni giorno, anche quando non diventa una notizia – ha evidenziato l’assessore alla Giustizia e al Benessere sociale e ai Diritti civiliMichelangelo Cavone-. Vive nel controllo, nelle umiliazioni, nel denaro negato, nella paura di interrompere una relazione. E per contrastarla dobbiamo nominare la cultura che la alimenta: il patriarcato, l’idea che un uomo possa decidere della libertà, del corpo e della vita di una donna.

Le leggi sono necessarie, ma nessuna sarà mai sufficiente da sola, senza un cambiamento culturale profondo. L’educazione affettiva serve a questo: riconoscere le emozioni, rispettare il consenso, accettare un rifiuto, imparare che amare qualcuno non dà alcun diritto di disporne.

I percorsi presentati oggi affrontano questi temi attraverso la letteratura da diffondere nelle scuole, a partire dal San Paolo, e gli incontri aperti alla città. Una storia può aiutarci a riconoscere una dinamica di possesso che ci sembrava normale, a dare un nome a un disagio, a immaginare una possibilità di riscatto. Le esperienze delle protagoniste aprono un confronto sulla capacità di ricominciare e di autodeterminarsi.

Ringrazio la commissione Pari opportunità e tutte le persone coinvolte per aver scelto di fare della lettura un’occasione di ascolto e confronto, mettendo in dialogo generazioni ed esperienze diverse”.

“Questo progetto entra nelle scuole per insegnare ai ragazzi, attraverso tre romanzi di Adriana Ostuni, a distinguere l’amore dal controllo, la cura dal possesso – ha sottolineato la presidente delMunicipio 3 Luisa Verdoscia– perché educare all’affettività, come dice bene il progetto, non è insegnare come amare, ma insegnare che una relazione sana lascia spazio alla libertà di essere se stessi e al rispetto dei confini. È un progetto gratuito che fa una cosa semplice e rivoluzionaria allo stesso tempo: usa la letteratura per insegnare ai nostri ragazzi a riconoscere le emozioni. Come Municipio lo sosteniamo con forza e siamo pronti a portarlo nel nostro quartiere”.

·       “Dalla narrazione letteraria alla realtà”: il percorso nelle scuole

Il primo progetto, curato dalla scrittrice Adriana Ostuni, è rivolto agli studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado. L’iniziativa intende offrire ai ragazzi strumenti per comprendere le dinamiche affettive e relazionali, distinguere una relazione sana da una disfunzionale e riconoscere comportamenti quali il controllo, la manipolazione, la svalutazione, l’isolamento e il possesso.

Il percorso prende spunto da tre romanzi dell’autrice: “Apollo nel caos” (Phasar Edizioni, 2015), che racconta una relazione in cui è l’uomo a subire la prevaricazione; “Le verità apparenti” (WIP Edizioni, 2017), incentrato sulla dinamica tra una donna vittima e un uomo dominante; e “Prima dell’alba” (WIP Edizioni, 2025), che supera la contrapposizione tra vittima e carnefice per esplorare la possibilità di una relazione fondata sulla reciprocità e sul rispetto.

“Dalla narrazione letteraria alla realtà” nasce da una mia esigenza personale, come donna e scrittrice, e dalla preoccupazione per una società in cui la violenza nelle relazioni affettive richiede una riflessione urgente – sottolineaAdriana Ostuni-. Non basta indignarsi davanti a una tragedia: dobbiamo imparare a riconoscere i segnali del controllo e del possesso, troppo spesso confusi con l’amore, e parlarne soprattutto con i giovani.

Da qui l’idea di utilizzare i miei tre romanzi per riflettere sulle relazioni affettive. Attraverso le storie dei personaggi possiamo interrogarci sulle loro scelte e chiederci:Io, in quella situazione, che cosa farei?. La letteratura diventa così uno strumento di consapevolezza.

Parleremo di libertà, rispetto, consenso e del confine tra amore e possesso.

Educare all’affettività significa offrire ai ragazzi gli strumenti per riconoscere ciò che fa male, rispettare i propri confini e quelli altrui e chiedere aiuto, se necessario.

Credo che un libro non possa cambiare il mondo da solo, ma possa aiutarci a vedere ciò che spesso ci sfugge. Vorrei che questo progetto contribuisse a diffondere una cultura del rispetto, ricordando che una relazione sana non limita né imprigiona, ma si fonda sulla possibilità di essere se stessi, sul rispetto reciproco e sulla scelta di stare insieme senza rinunciare alla propria libertà”.

Attraverso la presentazione delle opere, le letture interpretate dall’attrice Tiziana Gerbino e l’approfondimento di una psicologa, gli studenti saranno accompagnati in una riflessione sui propri bisogni e sulle proprie emozioni, sul rispetto dei confini personali, sull’autonomia e sul consenso. È previsto anche un momento nel quale potranno i ragazzi e le ragazze potranno porre domande ed esprimere riflessioni in un contesto rispettoso della sensibilità e della riservatezza di ciascuno.

“Ho sposato da subito il progetto curato e ideato da Adriana Ostuni, un’iniziativa in collaborazione con Angela Perna e Silvana Cavallo – commentaTiziana Gerbino– perché ho avuto modo di conoscere la sua poesia, oltre che naturalmente i suoi libri, e sono convinta che il mio apporto al progetto come professionista dello spettacolo potrà fare breccia nei cuori degli studenti che incontreremo, calamitando, si spera, la loro attenzione, donando loro momenti di pura evasione ma anche maggiori consapevolezze rispetto alle brutture del mondo che purtroppo riguardano anche la nostra comunità”.

L’approccio del progetto è interdisciplinare e partecipativo e mette in dialogo letteratura, psicologia, educazione civica e interpretazione artistica. Gli incontri saranno proposti gratuitamente alle scuole aderenti; l’autrice donerà alle biblioteche scolastiche coinvolte una copia cartacea dei tre romanzi, con eventuali versioni digitali ove consentito.

·       “Donne che non si arrendono”: tre incontri aperti alla città

Il secondo progetto propone tre appuntamenti a partire da altrettanti libri di Tinta Anna Valentini, scrittrice e performer. Le storie delle protagoniste diventano il punto di partenza per affrontare temi che attraversano l’esperienza femminile, dalla malattia al lutto, fino alla ricerca della propria identità sessuale, mettendo in luce la capacità di reagire alle avversità, ricominciare e autodeterminarsi.

“Il progetto nasce dalla volontà di affrontare temi legati all’universo femminile partendo dalle pagine dei miei libri. Scrivo da sempre di donne, sulle donne, non solo per le donne – spiegaTinta Anna Valentini-. Abbiamo pensato di utilizzare le storie di queste donne immaginarie, ma molto verosimili, per parlare della forza delle donne, della capacità di rialzarsi dopo ogni caduta, della resilienza e della rinascita. Perché questi racconti trovino riscontro nella realtà, abbiamo coinvolto professionisti che contribuiranno ad approfondire le diverse tematiche. Ci auguriamo che il progetto diventi un’occasione di confronto e riflessione per il pubblico”.

Il programma prevede tre incontri pomeridiani, con la presentazione di un libro, il dialogo con l’autrice e contributi di approfondimento affidati a esperti. Gli appuntamenti saranno arricchiti da video ispirati alle storie e ai temi trattati, realizzati dal videomaker Alberto Grandolfo, e da letture e possibili momenti performativi. A condurre gli incontri sarà Antares Silecchia, editor e divulgatore culturale.

Il calendario si apre con “Malandata” (2026), storia di una donna che affronta la malattia senza rinunciare all’amore e alla musica, per riflettere sulla capacità di ritrovare un rapporto positivo con la vita anche nelle situazioni più difficili. Il secondo appuntamento sarà dedicato a “La casa delle vedove” (2023), romanzo che intreccia le storie di cinque donne alle prese con la perdita dei propri compagni e con la necessità di ricostruire nuovi equilibri e legami. Infine, “Edere. Amiche. Amanti. Donne” (2022) accompagnerà il pubblico in una riflessione sull’identità sessuale e sul percorso di riconoscimento di sé in una società attraversata da pregiudizi e condizionamenti.

Il progetto vedrà la partecipazione di professionisti chiamati ad approfondire i temi affrontati nei libri: il dottor Vito Calabrese per il lutto e la perdita, la scrittrice e formatrice Rosaria Iodice per l’identità sessuale e il ginecologo Pierfrancesco Lonero Baldassara per il tema della malattia.

Con queste due iniziative, la commissione Pari opportunità, insieme all’associazione ViviAmo punta a promuovere un lavoro di sensibilizzazione che affianchi alla prevenzione della violenza di genere la diffusione di una cultura delle relazioni fondata sul rispetto, sulla libertà e sulla reciprocità, coinvolgendo sia le giovani generazioni sia la cittadinanza tutta attraverso il linguaggio universale della letteratura.