
Reso noto il bilancio dello Sportello Anticaporalato della foresteria di Nardò. L’assessora Miglietta: “Strategica l’intermediazione pubblica nel contrasto al caporalato”
Centoquarantaquattro lavoratori avviati al lavoro e assunti tramite i Centri per l’Impiego, con un incremento dell’89,5% rispetto al 2025, e 260 attività di intermediazione tra domanda e offerta, con una crescita del 44,4% rispetto al 2024. Ma anche 240 persone prese in carico (+26,3% rispetto a 12 mesi fa),per 30 delle quali è stato attivato un servizio integrato con INPS, Agenzia delle Entrate, Casse Edili e Prefetture (+130,7% rispetto al 2024).
Sono i numeri principali del bilancio 2026 dello Sportello Anticaporalato attivo dal 18 giugno al 16 settembre nella foresteria per braccianti agricoli stagionali di Boncuri (Nardò), realizzato da Arpal Puglia nell’ambito del nuovo Protocollo di gestione della foresteria promosso dalla Sezione Sicurezza del Cittadino, Politiche per le Migrazioni e Antimafia sociale della Regione Puglia.
I dati fotografano un’incidenza positiva dell’intermediazione pubblica nell’emersione dello sfruttamento lavorativo e nell’avviamento al lavoro regolare, indicando la necessità di prolungare il presidio istituzionale anche oltre le raccolte stagionali per assicurare continuità all’azione di contrasto istituzionale al caporalato.
Nel corso della stagione appena conclusa sono state registrate 300 candidature alle offerte di lavoro (+50% in più rispetto al 2025), mentre le iscrizioni alle Liste agricole speciali sono state 92 (+84% rispetto al 2024). Le richieste di informazioni su accoglienza, liste e offerte di lavoro sono salite a 160, con un aumento del 33,33% su base annua. Lo sportello, inoltre, ha rafforzato le attività di presa in carico e di raccordo con altri servizi e ha offerto a 23 persone supporto nelle candidature a opportunità occupazionali in settori diversi dall’agricoltura, tra cui edilizia e ristorazione.
Sul fronte delle imprese, le posizioni aperte attraverso le offerte di lavoro sono state 144, contro le 116 dell’anno precedente. Sono state organizzate anche giornate di reclutamento che hanno coinvolto 23 aziende del territorio, favorendo il contatto diretto tra datori di lavoro e candidati.
“Il monitoraggio dell’azione di Regione Puglia e Arpal nella foresteria di Boncuri dimostra che l’intermediazione pubblica può giocare un ruolo strategico nel contrasto al caporalato, favorendo l’emersione del fenomeno e incoraggiando le assunzioni regolari – dichiaraSilvia Miglietta, assessora alle Politiche migratorie, Legalità e Antimafia sociale della Regione Puglia -. Il rapporto ci consegna anche delle indicazioni per il futuro: la lotta allo sfruttamento non può fermarsi alla stagione della raccolta e servono presenza costante e una rete capace di proteggere le persone anche dopo la chiusura delle foresterie. Dobbiamo inoltre anticipare il reclutamento, come Arpal ha iniziato già a fare, perché la legalità si costruisce prima che i lavoratori arrivino nei campi. Non possiamo lasciare nessuno solo di fronte al rischio di sfruttamento e, anche per questo stiamo continuando ad affrontare il fenomeno in modo trasversale, dalle politiche abitative – con l’investimento di 40 milioni di euro per la realizzazione di foresterie con l’Avviso Puglia Accogliente – alla mediazione nei centri per l’impiego, fino alle attività di ricerca, come dimostra il recente accordo con il Dipartimento di Scienze del Suolo, della Pianta e degli Alimenti dell’Università di Bari per la realizzazione di uno studio predittivo sull’economia agricola sommersa. Tutto questo lavoro è necessario per prevenire e contrastare il caporalato, ma anche per tutelare e valorizzare il lavoro di tante imprese sane che scelgono la legalità e la qualità del prodotto”.
“Quando la Pubblica Amministrazione cammina all’unisono – aggiunge il direttore generale di Arpal Gianluca Budano – i risultati arrivano e anche fenomeni criminali come il caporalato in agricoltura trovano la resistenza di servizi pubblici, come quelli per il lavoro di Arpal, che insieme garantiscono lavoro buono e tutelato, fabbisogni occupazionali delle imprese soddisfatti e contrasto alla criminalità organizzata”.
Lo Sportello Anticaporalato rappresenta uno degli strumenti operativi attraverso cui la Regione Puglia promuove interventi di contrasto allo sfruttamento lavorativo e al caporalato. Il presidio di Boncuri, coordinato dal Centro per l’Impiego di Nardò, mette a disposizione dei lavoratori e delle lavoratrici servizi gratuiti di orientamento, intermediazione lavorativa e supporto amministrativo, in raccordo con gli enti e le organizzazioni del territorio. Le attività si sviluppano nell’ambito di una rete istituzionale e sociale che coinvolge la Prefettura di Lecce, la Provincia e il Comune di Nardò, la Questura, l’Ispettorato nazionale del lavoro, l’Asl di Lecce, il Consiglio Italiano per i Rifugiati, il Consorzio Nova, le organizzazioni sindacali e le associazioni datoriali, insieme a realtà del terzo settore come gli scout del CNGEI e della formazione nell’ambito del Tavolo permanente di coordinamento prefettizio.
I lavoratori che si sono rivolti allo sportello provengono dal Nord Africa e dall’Africa subsahariana e raggiungono il territorio in relazione ai cicli stagionali di raccolta, pur avendo spesso la residenza anagrafica in altre province pugliesi o regioni italiane.

