Dal 7 al 29 novembre presso la galleria e spazio culturale Art Immagine di Altamura, la mostra “Io, Giuseppe Giorgi”

MOSTRA

Io, Giuseppe Giorgi

a cura diFrancesco Taccogna
Apertura al pubblico: 7 – 29 novembre 2026
Art Immagine – Altamura (BA)

Ragazza con cappello

“Io, Giuseppe Giorgi” ad Altamura

Dal 7 al 29 novembre, la galleria e spazio culturale Art Immagine ospita la personale del pittore, fra paesaggi e memoria. All’inaugurazione sarà presente l’artista.

Altamura, 28 ottobre 2026–La natura come luogo della memoria, spazio di contemplazione e dimensione interiore. Dal7 al 29 novembre 2026, la galleria d’arte e spazio culturaleArt Immagine di Altamuraospita“Io, Giuseppe Giorgi”, mostra personale del pittore che ha fatto del paesaggio il centro della propria ricerca artistica, sviluppando un linguaggio riconoscibile tra suggestioni impressioniste, riferimenti simbolisti e una personale interpretazione della luce e del colore.

L’inaugurazione si terrà sabato 7 novembre alle ore 18.30, alla presenza dell’artista, con un’introduzione del critico d’arteGianfranco Terzo. Al centro della pittura di Giorgi si colloca una natura rigogliosa, talvolta domestica, altre volte libera di occupare interamente la scena. Giardini, serre, alberi, specchi d’acqua e architetture appena visibili tra la vegetazione compongono paesaggi sospesi, nei quali la realtà si intreccia con il ricordo e la percezione emotiva.

È dallafine degli anniSettantache Giorgi sceglie di abbandonare progressivamente i temi del realismo sociale, caratteristici dei suoi esordi, per dedicarsi al paesaggio. Una svolta maturata anche attraverso l’incontro con la pittura impressionista francese e, in particolare, con l’universo delleNinfeedi Claude Monet, che lascia un’impronta profonda nella sua ricerca cromatica. A differenza del maestro francese, che aveva trasformato il giardino di Giverny nel proprio laboratorio pittorico, Giorgi costruisce i suoi paesaggi attraverso la memoria. Le immagini nascono dalla combinazione di luoghi realmente vissuti, suggestioni raccolte durante i viaggi, passeggiate quotidiane e incontri con le opere d’arte. Ne derivano scenari che non cercano la restituzione fedele di un luogo, ma ne conservano l’atmosfera e la dimensione emotiva.

In opere comeFontana di sera, la vegetazione avvolge architetture e presenze monumentali, mentreinMelodia di primaverala figura femminile, dai tratti idealizzati e mai rappresentata nella sua interezza, appare come una visione fugace, quasi un’apparizione. Sono luoghi apparentemente solitari, ma non disabitati, attraversati dalle tracce di una presenza umana appena accennata. La sua pittura guarda alla cultura figurativa europea di fine Ottocento, alla decorazione Liberty e alle atmosfere simboliste, dalle quali eredita una particolare sensibilità per la luce, l’eleganza compositiva e il rapporto tra natura e interiorità. Negli ultimi quindici anni la ricerca di Giorgi ha conosciuto un’ulteriore evoluzione. Le architetture e le fontane monumentali lasciano progressivamente spazioad alberi, cespugli, piccoli bacini d’acqua e serre abbandonate. Lanatura conquista una posizione sempre più autonoma, fino a diventare protagonista assoluta della composizione. È un cambiamento che sembra esprimere anche una crescente distanza dall’intervento umano, lasciando agli elementi naturali il compito di raccontare il paesaggio. È il caso deL’Albero della sorgente, dove il soggetto naturale acquista una presenza intensa, costruita attraverso una pittura vibrante e una continua variazione dei riflessi luminosi. Anche la tavolozza cambia: alle iniziali armonie di blu, violetto, verde e rosa si affiancano tonalità più accese, con arancioni, gialli e colori autunnali che accentuano il carattere emozionale dell’immagine. Il paesaggio di Giuseppe Giorgi supera così la semplice rappresentazione della natura. Attraverso il colore, la luce e la memoria, l’artista restituisce una visione personale del mondo naturale, nella quale convivono esperienze vissute, suggestioni culturali e sensibilità contemporanea.

“Io, Giuseppe Giorgi”offre al pubblico l’opportunità di conoscere e approfondire il percorso di un artista che ha esposto in Italia e all’estero, dagli Stati Uniti al Giappone, e che in oltre cinquant’anni di attività ha sviluppato una ricerca pittorica coerente e in continua evoluzione che rinnova la tradizione del paesaggio, affidando alla natura il compito di esprimere ciò che appartiene alla memoria, all’esperienza e alla sensibilità individuale.

BIOGRAFIA DELL’ARTISTA

Giuseppe Giorginasce nel 1950 a Borbona, in provincia di Rieti. Dal 1954 vive e lavora a Roma. Durante gli anni del liceo spiccano due figureSestilio Piccari, insegnante di disegno e lo scultoreFranco Verroca, nell’avvio allo studio della figura e alla conoscenza dei materiali e delle tecniche plastiche. Frequenta la facoltà di Architettura. Negli anni Settanta aderisce al gruppo artisticoIl Collettivo. Nel1970una sua opera entra nella Pinacoteca di Monterotondo e nel1975partecipa alla Quadriennale nazionale d’arte di Roma.

Dal1981avvia un’intensa attività espositiva internazionale: partecipa all’Expo Art di New York, espone a Düsseldorf e Basilea e, nel 1989, a Tokyo, dove inizia una collaborazione con la Galerie Sanbi, che prosegue con mostre personali e collettive in Giappone. Nel1989riceve il Premio Fatati. Espone in numerose città italiane, tra cui Firenze, Siena, Catania, Bolzano, Cremona, Bergamo e Ascoli Piceno.

SCHEDA INFORMATIVA

Mostra:Io, Giuseppe Giorgi

Sede:Galleria Art Immagine, Corso Umberto, 59 – Altamura (BA)

Inaugurazione:7 novembre 2026, ore 18.30

Apertura al pubblico:7 – 29 novembre 2026

Orari:dal lunedì al sabato dalle ore 9.00 alle 13.00 e dalle 17.00 alle 21.00

Ingresso:gratuito