Forum leader: oltre 916 milioni di fondi UE gestiti da 199 GAL in Italia, metà messi a bando, l’11% erogati.

CON NUOVA PROGRAMMAZIONE INTERVENTI ANCHE SU SOCIALE E INFRASTRUTTURE

I NUMERI RIVELATI NEL CORSO DEL SUMMIT NAZIONALE DEI GRUPPI DI AZIONE LOCALE IN CORSO DI SVOLGIMENTO ALL’AQUILA

SOTTOSEGRETARIO AL MASAF D’ERAMO, “LEVA DI SVILUPPO PER LE AREE INTERNE, SARANNO PROTAGOSITI ANCHE DEL TAVOLO NAZIONALE SULLE STRATEGIE PER L’AGRICOLTURA DI MONTAGNA”

L’AQUILA – I 199 Gruppi di azione locale  (Gal) italiani hanno a disposizione, con l’attuale programmazione dei fondi europei Leader, ben 916 milioni di euro, di cui la metà già messi a bando e l’11% erogati, a favore principalmente delle filiere agroalimentari e l’offerta socio-culturale e turistico-ricreativa.  Con la nuova programmazione dei fondi comunitari 2028-2034 potrà ora aprirsi la possibilità di ampliare gli ambiti di intervento anche sul sociale e le infrastrutture.

Queste i dati aggiornati e le novità  emersi nel corso della sessione pomeridiana della prima giornata del “Forum Leader 2026”, in programma all’Aquila fino a venerdì 30 ottobre a Palazzo Spaventa.

L’iniziativa vede la partecipazione di dirigenti ed esperti provenienti da tutte le regioni d’Italia, in rappresentanza di oltre 80 Gal italiani, partenariati pubblico-privati costituiti per favorire lo sviluppo socioeconomico delle aree rurali, in particolare attraverso bandi finanziati nell’ambito dell’iniziativa Leader dell’Unione europea, asse specifico dei fondi della Politica agricola comune (Pac).

Realtà che operano in 5.340 comuni, il 68% del totale e nel 74% del territorio italiano, dove vivono 21,5 milioni di abitanti, con 11.781 partner tra pubblici e privati.

Ad intervenire, in rappresentanza del governo il sottosegretario di Stato all’Agricoltura Luigi D’Eramo.

“I Gal ricoprono un ruolo attivo assolutamente importante nell’ambito delle strategie di rilancio delle aree interne e di montagna centrali per il nostro governo e del Masaf. A breve convocheremo un tavolo a Roma per l’agricoltura di montagna e delle aree interne, assieme ad Unioncamere che ha curato la parte scientifica,  e ci saranno anche i Gal, assieme ai Distretti del cibo e del biologico i Parchi e altri attori ancora. In tal senso l’agricoltura resta una delle colonne portanti, facendo leva sulla forza dei nostri prodotti agroalimentari, la loro unicità, tipicità e altissima qualità che rappresentano un moltiplicatore economico ed occupazionale. Il nostro modello che parte dunque dall’agricoltura, dai produttori e trasformatori è volta però a dare risposte in termini di potenziamento delle infrastrutture e dei servizi”.

Ad intervenire oltre al sottosegretario D’Eramo, Giuseppe Blasi, capo dipartimento Politiche europee e internazionali e dello sviluppo rurale del Masaf,  il vicepresidente della Regione Abruzzo, con delega all’Agricoltura, Emanuele Imprudente, il presidente del Gal Gran Sasso Velino, Paolo Federico, che ha organizzato l’evento, Fabio Muscas e Beatrice Camaioni del Crea, Anna Rita Carboni, dell’Ufficio Leader del dipartimento Agricoltura della Regione Abruzzo, Antonella Frongia e Michela Galimi, del Dg Agri della Commissione europea, Raffaella Di Napoli, responsabile del WP5 Osservatorio Sviluppo Locale – Rete PAC 2025-2029, Elena Sico, direttrice dipartimento Agricoltura della Regione Abruzzo e Marco Bassetto, direttore Gal Alto Bellunese, coordinatore Laboratorio fondo unico Forum 2026.

Tra i temi al centro del serrato dibattito, la nuova programmazione comunitaria 2028-2035 che prevede un unico Piano di partenariato nazionale e regionale nel quale confluiranno tutte le politiche, da quella agricola comune alla coesione. Per i Gal si aprirà dunque la possibilità di allargare lo spettro degli interventi, in sinergia con le altre politiche, per infrastrutture di carattere rurale e anche in ambito sociale e di coesione.

A prendere la parola numerosi presidenti e direttori dei Gal, come Giorgio Sturlese,  direttore del Gal Montagna Leader, che opera nel Friuli occidentale, “questo forum rappresenta una occasione unica per confrontarsi, fare squadra, per studiare le buone pratiche come pure ragionale sulle problematiche di carattere burocratico e amministrativo”, ha detto.

Sulla stessa lunghezza d’onda Marcello Troìa, direttore del Gal Rocca di Cerere e dell’omonimo Unesco Global Geopark in Sicilia, nella provincia di Enna, “l’azione del nostro Gal ha avuto il merito di rilanciare e consolidare la filiera dello zafferano dell’Ennese e di altri prodotti tipici. Ora è importante attivare un dibattito e una azione propositiva in vista della  programmazione 2028-2034, da cui dipenderà il ruolo futuro dei Gal come agenti di sviluppo locale”.