DOPO L’ISTITUTO MINORILE FORNELLI, IL CONSERVATORIO PICCINNI PORTA LA MUSICA ALL’ONCOLOGICO

Dopo il “Fornelli”, i concerti del Conservatorio “Piccinni” arrivano anche all’Istituto Tumori “Giovanni Paolo II” di Bari
Primo recital il 28 ottobre. Il presidente Rosato: “Proseguiremo con un impegno forte sui temi del sociale”

Dopo il concerto inaugurale tenutosi all’interno del carcere minorile “Fornelli”, gli appuntamenti di “Il Piccinni per il Sociale”, il nuovo progetto del Conservatorio di Musica “Niccolò Piccinni” con il sostegno dell’Assessorato alle culture della Regione Puglia di Bari, proseguiranno giovedì 29 ottobre all’Istituto Tumori “Giovanni Paolo II” di Bari. La giovane pianista Roberta Borracci, allieva della professoressa Roberta Ubaldo, suonerà alle 11 nel reparto “Don Tonino Bello”. I concerti all’Oncologico sono a cura della professoressa Damiana Sallustio e sono dedicati ai pazienti, ma anche al personale sanitario e agli operatori.


“I concerti de “Il Piccinni per il Sociale” – dichiara il presidente del Conservatorio, prof. Pierfelice Rosato – nell’ospedale oncologico di Bari rappresentano qualcosa di estremamente significativo per la vita del nostro Istituto. La musica ha un potere enorme nell’incidere sul benessere delle persone e il Conservatorio con orgoglio vuole portarla nei luoghi dove possa contribuire ad alleviare sofferenze. Rappresenta una significativa opportunità per assumere un ruolo forte quale attore in grado di contribuire allo sviluppo sociale e culturale della città di Bari. Per queste ragioni sono particolarmente contento e orgoglioso di queste iniziative che abbiamo fortemente voluto e che rappresentano soltanto l’inizio di un percorso che intendiamo ulteriormente strutturare nella direzione di un impegno forte del Conservatorio sui temi del sociale”.


L’iniziativa, nel suo prosieguo, prevede che gli studenti del Conservatorio si esibiscano in contesti delicati e significativi – istituti penali per minorenni, strutture oncologiche e policlinici – facendo uscire la musica dai luoghi tradizionali e valorizzandola come strumento di inclusione, benessere e sostegno emotivo.


I concerti, di circa 60 minuti, saranno eseguiti da piccoli ensemble strumentali e vocali con un repertorio adattato di volta in volta. Non semplici esibizioni, ma momenti di incontro: gli studenti presenteranno i brani e dialogheranno con il pubblico. Un’esperienza che rafforza anche la loro sensibilità sociale e le competenze relazionali, oltre a quelle artistiche.