FORUM LEADER 2026: FEDERICO: “GAL MOTORI DELLO SVILUPPO DELLE AREE INTERNE, DOBBIAMO CONTARE DI PIÙ”, IMPRUDENTE, “FONDI UE, VOSTRE PROPOSTE NELLA COMMISSIONE POLITICA AGRICOLA NAZIONALE”

AL VIA ALL’AQUILA LA PRIMA GIORNATA DEL SUMMIT NAZIONALE DEI GRUPPI DI AZIONE LOCALE ITALIANI. IL PRESIDENTE DEL GAL GRAN SASSO VELINO: “MODELLO VINCENTE CHE UNISCE PUBBLICO E PRIVATO, RAPPRESENTIAMO UNA PARTE IMPORTANTE DEL PAESE”.

IL VICEPRESIDENTE DELLA REGIONE: “CI SARANNO IMPORTANTI MODIFICHE NELLA PROGRAMMAZIONE DEI FONDI UE PER L’AGRICOLTURA 2028-2035, DOBBIAMO FARCI TROVARE PRONTI”.

IL PRESIDENTE NAZIONALE UNCEM  BUSSONE: “LA SFIDA È RAFFORZARE IL RUOLO DEGLI ENTI LOCALI, LA MONTAGNA DEVE E PUÒ AVERE UN FUTURO ”

L’AQUILA – “I Gal vogliono e devono contare i più, sono un modello snello ed efficace, che parte dal basso e che funziona. Rivendichiamo un ruolo centrale anche nella prossima programmazione dei fondi europei, preservando e anzi valorizzando l’asse che ci riguarda da vicino, quello Leader”.

Lo ha detto Paolo Federico, presidente del Gal Gran Sasso Velino e sindaco di Navelli, in apertura della prima giornata del “Forum Leader 2026”, in programma all’Aquila fino a venerdì 30 ottobre a Palazzo Spaventa.

L’iniziativa vede la partecipazione di dirigenti ed esperti provenienti da tutte le regioni d’Italia, in rappresentanza di oltre 80 dei 200 Gal (Gruppi di azione locale) italiani: partenariati pubblico-privati costituiti per favorire lo sviluppo socioeconomico delle aree rurali, in particolare attraverso bandi finanziati nell’ambito dell’iniziativa Leader dell’Unione europea, asse specifico dei fondi della Politica agricola comune (Pac).

L’evento, inserito nell’ambito delle attività legate a L’Aquila Capitale italiana della Cultura 2026 è stata organizzato dallo stesso Gal Gran Sasso Velino.

A raccogliere l’appello di Federico il vicepresidente della Regione Abruzzo con delega all’Agricoltura, Emanuele Imprudente.

“I Gal sono diventati un motore dello sviluppo delle aree interne e dovranno dunque avere voce in capitolo in vista della prossima programmazione dei fondi comunitari 2028-2034: sono pronto a portare le loro istanze nella Commissione Politica Agricola Nazionale”.

E ha aggiunto: “I Gal sono percepiti oggi come strumenti importanti per andare incontro alle esigenze del mondo rurale, delle piccole aziende agricole e artigianali e dei comuni dell’entroterra. Li attende, però, una nuova sfida: la programmazione europea dei fondi per l’agricoltura è destinata a cambiare profondamente rispetto a quella attuale. Salteranno alcuni pilastri, si parla di fondo unico e si è aperta, a livello nazionale, la discussione su come sarà applicato e su come verrà gestito”.

Per Federico, “i Gal sono una parte importante dell’Italia, sono circa 200 e alcuni di essi rappresentano i territori anche di cento comuni, oltre alle imprese che lì operano, che da noi si attendono iniziative concrete e davvero utili.

Questo momento di confronto a 360 gradi sulle buone pratiche e sulle criticità tra i Gal italiani, dall’estremo Nord alle isole, è fondamentale per migliorare ulteriormente l’efficacia della nostra azione sul territorio”.

Tra le personalità che interverranno nella sessione di lavori di oggi pomeriggio figurano il sottosegretario di Stato all’Agricoltura Luigi D’Eramo e il capo del Dipartimento delle Politiche europee e internazionali del Masaf, Giuseppe Blasi.

Tra i relatori della prima sessione dei lavori anche Marco Bussone, presidente nazionale dell’Uncem, l’Unione nazionale dei Comuni, delle Comunità e degli Enti montani.

“La sfida di unire pubblico e privato in un disegno europeo per utilizzare le risorse messe a disposizione è la grande sfida di oggi e di domani – ha detto Bussone -. Gli enti locali devono lavorare insieme alle imprese e alle associazioni di categoria, promuovendo investimenti, sviluppo e servizi. Su questo i Gal hanno fatto molto. Occorre accompagnare questo processo, rafforzando anche il sistema degli enti locali, che purtroppo è ancora troppo fragile”.

In rappresentanza del Comune dell’Aquila è intervenuto il vicesindaco Raffaele Daniele: “Oggi i Gal rappresentano un baluardo per quelle parti del Paese definite aree interne, che vivono una situazione di fragilità, ma anche di nuove opportunità. Ci sono corsi e ricorsi storici: le difficoltà della vita nelle metropoli, credo, possano favorire il ripopolamento dei piccoli paesi, individuando gli asset strategici su cui puntare. Anche L’Aquila è parte di questa sfida, essendo una città che comprende numerose frazioni montane”.

A portare i saluti anche il vicepresidente della Provincia dell’Aquila, Antonio Di Bartolomeo, sindaco di San Demetrio ne’ Vestini e delegato dell’Associazione nazionale dei Comuni italiani (Anci) Abruzzo.

“Per noi amministratori locali questa iniziativa sarà una preziosa occasione di confronto e di crescita, ma anche un’opportunità per stringere rapporti e avviare collaborazioni. Le aree interne devono unire le forze e far sentire la propria voce”.

Nel corso della mattinata si sono svolti tre laboratori tematici.

Il primo, dal titolo “Strategie e politiche per la montagna: Leader nel panorama nazionale ed europeo”, ha visto la partecipazione di Marco Bussone, Franco Salvatori, presidente emerito della Società Geografica Italiana, Rino Talucci del Gal Abruzzo Italico-Alto Sangro e Raffaella Di Napoli della Rete PAC 2.

Il secondo laboratorio, intitolato “Le condizioni di attrattività della montagna”, ha coinvolto Simone Bozzato, dell’Università degli Studi di Roma Tor Vergata, Gianluca Macchi del Gal Valtellina, Lorenzo Berardinetti, sindaco di Sante Marie e presidente regionale dell’Uncem, Rosaria Olevano della Rete nazionale Slow Food dei Castanicoltori e Susanna Gardiol del Gal Escartons e Valli Valdesi.

Infine, il laboratorio “Turismo rurale: risorsa o illusione?” ha visto gli interventi di Pierluigi Magistri dell’Associazione dei Geografi Italiani (Agei), Antonio Nicoletti di Legambiente Italia e Carlo Ricci del Gal Majella Verde e Costa dei Trabocchi.

Nella giornata di ieri si è svolto il laboratorio che ha coinvolto circa 30 giovani professionisti e ricercatori provenienti da università e centri di ricerca, impegnati in un percorso di rafforzamento delle competenze (capacity building) e successivamente in attività di analisi valutativa sul campo presso i Gal aderenti, committenti della ricerca.