
165.797 cittadini stranieri residenti, oltre 22mila imprese a titolarità immigrata e più di 21mila studenti con cittadinanza non italiana. Il rapporto di IDOS fotografa una presenza sempre più radicata nella società pugliese, ma evidenzia anche le profonde disuguaglianze che caratterizzano l’inserimento lavorativo.
Bari, 21 ottobre 2026– Martedì 27 ottobre, alle ore 10.00, presso la Sala Di Jeso della Presidenza della Regione Puglia (Lungomare Nazario Sauro, 33 – Bari), sarà presentata l’edizione 2026 delDossier Statistico Immigrazione, il rapporto annuale realizzato dal Centro Studi e Ricerche IDOS in collaborazione con il Centro Studi Confronti, con il sostegno dell’Otto per mille della Tavola Valdese e dell’Istituto di Studi Politici “S. Pio V”.
L’iniziativa, organizzata nella giornata di presentazione nazionale del Dossier in tutte le regioni e province autonome, vedrà la partecipazione di rappresentanti delle istituzioni, del mondo sindacale, dell’università e delle organizzazioni impegnate sui temi delle migrazioni. In particolare,CGIL e CISL Puglia sono partner regionali di IDOSe contribuiscono alla diffusione e alla valorizzazione del Dossier sul territorio.
Giunto alla sua 36ª edizione, il Dossier offre un quadro documentato delle trasformazioni dei fenomeni migratori a livello internazionale, nazionale e regionale, mettendo a disposizione dati e analisi utili a comprendere i cambiamenti sociali e a orientare il dibattito pubblico e le politiche migratorie.
In Puglia aumentano i residenti stranieri: una popolazione giovane che contribuisce alla tenuta demografica
Secondo i dati del Dossier, alla fine del 2025 i cittadini stranieri residenti in Puglia sono 165.797, pari al 4,3% della popolazione regionale. Rispetto all’anno precedente si registra un aumento di 10.731 persone (+6,9%), una crescita superiore alla media nazionale (+3,5%).
La provincia di Bari concentra il maggior numero di residenti stranieri (49.111), mentre Foggia registra l’incidenza più elevata sulla popolazione (6,7%). Taranto presenta la crescita percentuale più sostenuta nell’ultimo anno (+8,8%).
Si tratta di una popolazione mediamente molto più giovane di quella italiana: quasi sette cittadini stranieri su dieci hanno meno di 45 anni, mentre gli ultrasessantaquattrenni rappresentano appena il 5,8%, contro il 26,2% degli italiani. Un dato che evidenzia il contributo dell’immigrazione al contrasto dell’invecchiamento demografico della regione.
Il lavoro: occupazione significativa, ma forti disuguaglianze professionali
Uno degli aspetti più rilevanti riguarda il mercato del lavoro. Gli stranieri rappresentano il 5,1% degli occupati pugliesi e registrano un tasso di occupazione del 52,6%, superiore a quello degli italiani (50,9%). Tuttavia, il loro tasso di disoccupazione resta più elevato: 11,2% contro 9,9%.
La criticità principale riguarda soprattutto la qualità dell’inserimento lavorativo. Il 39,7% degli occupati stranieri lavora in agricoltura, contro il 6,7% degli italiani, mentre il 16,4% è impiegato nel lavoro domestico, a fronte dello 0,9% degli italiani.
Ancora più significativo è il dato relativo alla distribuzione professionale: oltre la metà degli occupati stranieri in Puglia (50,8%) svolge professioni manuali non qualificate, contro il 10,4% degli italiani. Solo il 4,9% ricopre professioni dirigenziali, intellettuali o tecniche, a fronte del 33,6% degli italiani. Sono dati che evidenziano una forte segmentazione del mercato del lavoro regionale e richiamano la necessità di politiche capaci di contrastare lo sfruttamento, valorizzare le competenze e ampliare le opportunità di mobilità professionale.
Imprese e scuola: i segnali di un radicamento crescente
Accanto alle disuguaglianze emergono importanti segnali di dinamismo economico e sociale. Nel 2025 le imprese a titolarità immigrata in Puglia sono 22.297, pari al 6% del totale regionale. Tra il 2020 e il 2025 sono cresciute del 9,6%, mentre quelle italiane sono diminuite del 5%. La provincia di Lecce concentra quasi il 40% delle imprese immigrate presenti in regione.
Anche la scuola restituisce l’immagine di una presenza sempre più stabile. Nell’anno scolastico 2024/2025 gli studenti con cittadinanza non italiana sono 21.177, pari al 4% degli iscritti. Più della metà (52,8%) è nata in Italia, una percentuale che raggiunge il 70,2% nella scuola dell’infanzia.
Negli ultimi dieci anni, mentre la popolazione scolastica pugliese è diminuita del 18,7%, gli studenti con cittadinanza non italiana sono aumentati del 26,9%. Un contributo importante alla tenuta del sistema scolastico regionale, che rende sempre più centrale il tema delle seconde generazioni e del pieno riconoscimento dei loro diritti.
La presentazione del 27 ottobre a Bari
I lavori saranno introdotti daVitandrea Marzano, dirigente della Sezione Sicurezza del Cittadino, Politiche Migratorie e Antimafia Sociale della Regione Puglia.
La presentazione dei principali dati nazionali e regionali del Dossier sarà affidata adAntonio Ciniero, sociologo dell’Università del Salento e componente della redazione regionale IDOS.
Il programma prevede quindi gli interventi di commento diAzmi Jarjawi, Dipartimento Immigrazione e Integrazione CGIL Puglia;Valentina Donno, Segretaria regionale CISL Puglia;Michelangelo Cavone, Assessore alla Giustizia, al Benessere sociale e ai Diritti civili del Comune di Bari;Michela Camilla Pellicani, Università di Bari;Giuseppina De Iaco, infettivologa del Policlinico di Bari; eMorteza Keyhan, mediatore interculturale.
Modererà l’incontroChiara Spagnolo, giornalista dela Repubblica.
Ai partecipanti sarà distribuita gratuitamente una copia del Dossier.Durante l’evento sarà inoltre possibile scaricare gratuitamente il rapporto dal sitowww.dossierimmigrazione.it, dove resterà disponibile anche la scheda di sintesi.

