MONOPOLI e BARI – Teatri Radar e Kismet, rassegna di danza “Esplorare” – Da giovedì 22 ottobre a domenica 25 prosegue «Esplorare 2026» con compagnie italiane e internazionali, debutti e prime nazionali

«Quattro Stagioni» – Budapest Dance Theatre

«Esplorare 2026», prosegue la settimana di grande danza tra Bari e Monopoli: dal 22 al 25 ottobre compagnie italiane e internazionali, debutti e prime nazionali

Dal Budapest Dance Theatre alla contaminazione tra danza, musica e teatro. Sei appuntamenti al Teatro Radar e al Teatro Kismet.

Prosegue la settimana di appuntamenti di«Esplorare 2026», la rassegna di danza ideata e curata dallaCompagnia AltraDanza, con ladirezione artistica di Domenico Iannone.Giovedì 22 ottobre, alle 21 al Teatro Kismet di Bari, spazio alla danza internazionale con la prima nazionale di«Quattro Stagioni | Many Ways», presentata dal prestigiosoBudapest Dance Theatre, compagnia ungherese impegnata nella ricerca e nella produzione coreografica contemporanea. Due creazioni che si richiamano idealmente, mettendo al centro il rapporto tra l’essere umano, la natura e il percorso dell’esistenza.

La prima parte,«Quattro Stagioni», è firmata dalla coreografaAurélie Mouniersulle celebri musiche diAntonio Vivaldi. Il punto di partenza è l’osservazione dei cicli naturali e delle trasformazioni che accompagnano il passaggio da una stagione all’altra. La natura si addormenta e si risveglia, cresce, si rinnova e muta continuamente, seguendo ritmi che sembrano quelli di un grande metronomo. Anche l’essere umano conosce un analogo processo: nasce, si sviluppa, cambia, invecchia, cercando di adattarsi all’ambiente dal quale dipende.

La coreografia riflette su questa somiglianza, ma anche sulla contraddizione che caratterizza il rapporto tra uomo e natura. L’essere umano ne utilizza le risorse per sopravvivere, pur contribuendo spesso alla loro distruzione. L’immagine dell’albero, con le sue radici e le sue ramificazioni, diventa così un riferimento alla memoria, alla discendenza e alla continuità tra generazioni. La musica di Vivaldi accompagna un’indagine nella quale il movimento dei danzatori richiama le trasformazioni degli elementi naturali e le differenti condizioni dell’esistenza. Il disegno luci è diFöldi Béla.


La seconda parte,«Many Ways»(«Molte strade»), prosegue idealmente questo discorso spostando l’attenzione sui percorsi individuali. Ogni persona segue una traiettoria diversa, incontra ostacoli, compie scelte, conosce separazioni e nuovi inizi. La coreografia si ispira al viaggio come esperienza concreta e interiore, fatta di incontri, sentimenti e trasformazioni. Le differenti storie personali finiscono per rispecchiarsi l’una nell’altra, mostrando quanto le esistenze, pur nella loro unicità, siano legate da esperienze e dinamiche comuni. A interpretare le due creazioni saranno i danzatori delBudapest Dance Theatre.


Il programma proseguiràvenerdì 23 ottobre, alle 21 al Teatro Radar di Monopoli, con il debutto di«Dell’Amore…», una coproduzioneEpos TeatroeCompagnia AltraDanza, nell’ambito della collaborazione con ilTraetta Opera Festival. Lo spettacolo presenta le coreografie diDomenico Iannone, con la regia e la voce recitante diMaurizio Pellegrini. La componente musicale accosta pagine diAntonio Vivaldi,Tommaso TraettaeFryderyk Chopin, mentre la danza è affidata aModesto Cioce,Karol Caiati,Elena Signorile,Rebecca IannoneeSilvia Di Pierro. Una nuova produzione che riunisce dunque linguaggio coreografico, parola recitata e repertorio musicale, attraverso la collaborazione tra le realtà artistiche coinvolte.


Sabato 24 ottobre, sempre alle 21 al Teatro Radar, sarà la volta di«The Butterfly’s Trip (Emozioni a lume di candela)», produzione dell’Associazione Koreoproject, con la coreografia e la danza diSara Bizzoca, il pianoforte diFrancesco Giancasproe la drammaturgia e voce diMariangela Di Capua. Lo spettacolo propone un viaggio in tre quadri, costruito attraverso il dialogo tra musica, movimento e immaginazione, in un’atmosfera raccolta e suggestiva, illuminata dalla presenza delle candele.


Il primo quadro,«Natura in movimento», si ispira ai ritmi ciclici del mondo naturale. Le composizioni diRyuichi SakamotoeLudovico Einaudi, insieme all’improvvisazione pianistica, costruiscono paesaggi sonori che la danza traduce in immagini di vento, acqua, radici e trasformazione. Il corpo segue il respiro degli elementi, evocando quel rapporto primordiale con la natura che la vita quotidiana tende spesso a nascondere.


Con«Nella dimensione onirica», la scena entra invece nel territorio del sogno. Le musiche diClaude DebussyedErik Satieaccompagnano gesti sospesi, visioni delicate e metamorfosi, in uno spazio nel quale il confine tra realtà e immaginazione si fa sempre più sottile. Il terzo quadro,«La magia dell’arte», è dedicato alla capacità della musica di evocare ricordi e immagini interiori, attraverso composizioni diEnnio Morricone,Luis BacaloveYann Tiersen. La danza dialoga con il pianoforte e con la parola, trasformando la successione dei brani in un percorso emotivo.


La settimana si concluderàdomenica 25 ottobre, alle 21 al Teatro Kismet di Bari, con la prima nazionale di«Due di Duo», progetto multidisciplinare delCollettivo Artismo, prodotto dall’Associazione Culturale AltraDanza. Le coreografie sono firmate daAlessia AbiusoeBrunella Valdesi, mentre la componente musicale è affidata allaDonbruno Band, conDomingo BombinieNiccolò Mastrolonardo. La parte teatrale vede la partecipazione dell’attoreDavide Ceddia.

Al centro dello spettacolo, della durata di circa un’ora, è il rapporto tra le proprie radici e la necessità di aprirsi a esperienze e linguaggi differenti. L’identità culturale non viene considerata un patrimonio immobile, ma un punto di partenza dal quale sviluppare nuove possibilità espressive. Il progetto mette così in relazione danza, teatro e musica, facendo incontrare il dialetto pugliese con ritmi contemporanei, sonorità acustiche ed elettroniche. La componente sonora ha un ruolo fondamentale: basso e batteria si intrecciano con sintesi elettroniche, campionamenti di oggetti quotidiani e cellule ritmiche irregolari, dando vita a un ambiente musicale nel quale tradizione e sperimentazione convivono. Anche la parola dialettale assume una funzione particolare, diventando elemento ritmico e materiale sonoro, oltre che strumento narrativo. La sua musicalità permette di superare i confini linguistici e di raggiungere anche chi non ne comprende direttamente il significato. Le coreografie di Abiuso e Valdesi traducono queste suggestioni in movimento, lavorando sui contrasti tra radicamento e apertura, appartenenza e trasformazione. La presenza dell’attore integra la dimensione teatrale in una costruzione scenica nella quale il corpo, la voce e gli strumenti musicali concorrono alla stessa narrazione.Gli eventi della rassegna sono a pagamento.I biglietti sono disponibili sul circuitoVivatickete, la sera degli spettacoli, ai botteghini dei teatri. Per informazioni e dettagli:349.557.62.04,www.altradanza.com.