
L’omaggio a uno dei grandi maestri del cinema chiude la ventunesima edizione di Vicoli Corti. Da giovedì 17 settembre, tre film in proiezione al teatro comunale. L’ingresso è libero.
Dopo il grande successo dellaventunesima edizionediVicoli Corti – Cinema di Periferia, va in scena aMassafral’epilogo del festival conL’Anticonformista, unaretrospettiva su Bernardo Bertolucciche chiude anche l’omaggio al regista che già aveva accompagnato le serate festivaliere ad agosto. Tre giovedì, a partiredal 17 settembre, in compagnia ditre filmdi uno dei grandi maestri del cinema italiano e internazionale. Gli appuntamenti si terranno alteatro comunale “N. Resta”di Massafra.L’ingresso è libero. Porte aperte dalle ore 20.30, le proiezioni inizieranno alle 21.
Sono in programma tre film che segnano altrettanti momenti diversi dell’opera di Bertolucci: dalla Parma inquieta e politica diPrima della rivoluzioneall’Italia deIl Conformista, fino alla Parigi giovane, cinefila e ribelle diThe Dreamers. Si tratta di una preziosa occasione per rivedere sul grande schermo tre film restaurati, grazie alla collaborazione con Fondazione Bernardo Bertolucci, Il Cinema Ritrovato – Cineteca di Bologna, Minerva Pictures, Rai Teche e Viggo.
Questo il programma della retrospettiva:
17 settembre — Prima della rivoluzione (1964)
L’irrequietezza della giovinezza, il conflitto tra appartenenza borghese e tensione marxista. Il ritratto struggente di una generazione che scopre l’impossibilità di essere davvero rivoluzionaria senza dolorose rinunce.
24 settembre — Il conformista (1970)
Un capolavoro formale assoluto. Attraverso le geometrie opprimenti della fotografia di Vittorio Storaro, Bertolucci analizza la psicologia del fascismo e il desiderio patologico di “normalità” che anestetizza la coscienza.
1 ottobre — The Dreamers (2003)
Il sessantotto parigino letto attraverso il filtro della cinefilia, dell’eros e dell’utopia. Un’opera-testamento sulla passione per le immagini e sulla forza liberatoria della gioventù.
Il festival prodotto daIl Serraglioquest’anno ha scelto di rendere omaggio a un maestro che ha trasformato il linguaggio cinematografico in un atto rivoluzionario, poetico e profondamente politico. E lo ha fatto già a partire dal manifesto della ventunesima edizione, realizzato dall’illustratrice Annalisa Manfredi e ispirato ai 50 anni diNovecento(1976), un’opera monumentale che ha saputo fondere l’epica contadina con la lotta di classe, la passione individuale con il respiro della grande Storia. Tra documentari e cortometraggio, durante le serate del festival è stata esplorata la figura di Bertolucci attraverso il racconto di chi lo ha studiato, amato e compreso, fino a toccare la sua ultima intuizione dietro la macchina da presa. Ora la retrospettiva riporta sul grande schermo alcuni capolavori della sua produzione.
«Rileggere Bernardo Bertolucci oggi non è un mero esercizio di memoria cinefila.– afferma Vincenzo Madaro, direttore artistico di Vicoli Corti –In un momento storico segnato dalla fragile tenuta delle democrazie, insidiate dal riaffiorare di tentazioni autoritarie e dall’egemonia pervasiva dei magnati della tecnologia e dei social media capaci di anestetizzare il dibattito pubblico, il cinema di Bertolucci agisce come un reagente critico urgente e necessario. E ci ricorda che ogni scelta estetica è un’azione politica. Il suo “anticonformismo” non è mai stato una posa superficiale, ma una sfida costante al potere, alle convenzioni e al pudore borghese».

