Bari – “Essere Oceano”, a settembre il tema è la memoria: il cantiere del Museo del Mare tra tracce, suoni e trasformazioni, il 28 e 29 settembre appuntamento con Domingo Milella eMattia Vlad Morleo

Lunedì28e martedì29 settembreil cantiere del Molo Sant’Antonio di Bari torna ad animarsi con un nuovo appuntamento della rassegnaESSERE OCEANO, questa volta dedicato al tema dellaMEMORIA. Due giornate in cui arte, musica, partecipazione e pratiche di ascolto si intrecciano per interrogare ciò che conserviamo, ciò che perdiamo e le tracce capaci di riaffiorare e generare nuove narrazioni.

La memoria, come il mare, è un archivio vivente: conserva tracce e le trasforma nel tempo attraverso correnti, sedimenti e relazioni. È un processo fatto di narrazioni, perdita, trasformazione e riscrittura. In questa prospettiva, essere oceano invita a immaginare il museo come uno spazio capace di attivare e trasformare le memorie, mettendole in relazione e rendendole vive e condivise.

Cuore del programma è l’appuntamento di martedì29 settembre, alleore 18, quando il cantiere ospiteràABISSO. MEMORIE EMERGENTI, un incontro tra la ricerca artistica diDomingo Milella e la musica diMattia Vlad Morleo: un dialogo tra immagine e suono che attraversa il tema della memoria, facendo emergere segni, stratificazioni e permanenze. L’evento sarà introdotto da Francesco Maggiore e Maria Teresa Salvati, rispettivamente direttore artistico e curatrice della rassegna.

Un viaggio attraverso immagini, suoni e racconti che mette in relazione il presente con un tempo più profondo, quello delle caverne, dei paesaggi ancestrali, dei segni lasciati dagli esseri umani e dalle altre forme di vita. La ricerca di Milella interroga così anche la crisi ecologica: cosa accade quando dimentichiamo com’erano i paesaggi prima della loro trasformazione? Quando scompaiono specie che non abbiamo mai conosciuto? Quando ciò che per le generazioni precedenti era ancora visibile e riconoscibile diventa, per noi, semplicemente normale?

L’arte incontra la musica di Mattia Vlad Morleo, in un dialogo tra immagini e suoni che attraversa il tempo e invita a riconnettersi con ciò che è remoto, sommerso, perduto o ancora in attesa di essere ascoltato.

“La coscienza umana rispetto alla coscienza delle altre creature, del vivente – sottolineaDomingo Milella– è un errore di calcolo maggiorato, forse troppo fuoco e troppo cervello ci hanno illuso di esser padroni del mondo, ci hanno illuso di poter essere noi le macchine? Il resto delle creature rimane a guardare, sono alcune migliaia di anni che ci occupiamo solo di come noi guardiamo il mondo, e non ci domandiamo più come il creato ci veda”.

“Con il tema della memoria, il percorso di essere oceano ci invita a guardare al mare come a un grande archivio vivente, capace di conservare tracce, storie e trasformazioni, ma anche di restituirle e generare nuove narrazioni – commenta l’assessora alle CulturePaola Romano-. È un tema particolarmente significativo per il futuro Museo del Mare, perché ci permette di interrogarci su ciò che vogliamo custodire e tramandare, ma anche su ciò che rischiamo di perdere. Attraverso l’arte, la musica e le pratiche di partecipazione continuiamo così a trasformare il cantiere in uno spazio aperto alla città, dove costruire insieme, mese dopo mese, l’identità e l’immaginario del museo che nascerà”.

Il programma Essere Oceano segue e asseconda l’evoluzione del cantiere, trasformandosi insieme ad esso. Con lo smontaggio dei ponteggi, l’opera luminosa Con altri occhi di Vincenzo D’Alba lascia la sua collocazione originaria per trovare un nuovo spazio lungo la banchina del molo, accompagnando una nuova fase della trasformazione.

Prosegue lacampagna di public engagementche accompagna la cittadinanza lungo tutta la rassegna, introducendo in maniera accessibile i principi dell’ecologia contemporanea e dell’approccio more-than-human, invitando a considerare animali, piante, microorganismi, ecosistemi e fenomeni naturali come soggetti con cui condividiamo il mondo.

All’interno di questo percorso è stato lanciato unquestionario aperto a tutti, concepito come uno strumento di ascolto e di riflessione collettiva e contribuirà a raccogliere visioni, bisogni e immaginari che accompagneranno il percorso partecipativo verso il futuro Museo del Mare di Bari.

Ecco il link per accedervi.

Il programma di partecipazione prevede anche iCerchi Interspecie, ovvero ilaboratori di co-progettazione in presenza, presso il cantiere del Molo Sant’Antonio: occasioni per condividere idee, memorie e visioni sul futuro del Museo del Mare e, allo stesso tempo, per mettersi in ascolto delle forme di vita e degli elementi che abitano l’ecosistema marino.

Ci si può iscrivere tramite questo link.

Promosso dalComune di Bariin collaborazione conRossi Restauri, essere oceano – con ladirezione artistica e culturale di Francesco Maggioree lacuratela di Maria Teresa Salvati– è ideato daFondazione Dioguardi, Cantiere-evento® ed Everything is Connected.

IL PROGRAMMA COMPLETO

Lunedì, 28 settembre

·        CERCHIO INTERSPECIE_ore17.00-19.30

lab di co-progettazione

a cura di Leonardo Delmonte e Paula Barbeito Morandeira

Il cerchio interspecie è il format del percorso partecipativo della rassegnaessere oceano. Questo appuntamento è dedicato al tema MEMORIA. Attraverso il metodo delworld café, i partecipanti dialogano in piccoli gruppi a partire da domande guida, con il coinvolgimento di agenti “non umani”: elementi del mare e dell’ambiente che entrano nella discussione come presenze da ascoltare e rappresentare.

>>> laboratorio gratuito e aperto ad un massimo di 40 persone. La prenotazione è obbligatoria tramitequesto link.

>>> tramite lo stesso link è possibile iscriversi anche alle date successive

·        APERTURA AL PUBBLICO DEL CANTIERE_ore 17.00-18.00

Il cantiere del Molo di Sant’Antonio apre le porte alla cittadinanza e sarà possibile visitarlo con i tecnici e progettisti del cantiere.

>>> Accesso libero fino ad esaurimento posti, in gruppi di 30 persone ogni 15 minuti.

Martedì, 29 settembre

·        TRACCE DEL FUTURO_ore 16.30-17.30

Children Lab: la memoria diventa suono

In collaborazione con Punto Luce – Save the Children ed ETS Mama Happy

Condotto da Dario Mattia

Un laboratorio creativo rivolto a ragazze e ragazzi a partire dagli 11 anni, che parte dal tema della memoria per costruire un elaborato sonoro ispirato aessere oceano.

I partecipanti saranno invitati ad ascoltare e raccogliere i suoni del Molo Sant’Antonio, del porto, del cantiere e del mare, trasformandoli in una composizione capace di restituire la memoria sonora del luogo e, allo stesso tempo, di immaginarne il futuro.

>>> La partecipazione è gratuita fino a esaurimento posti. Per iscriversi è possibile inviare un’email apuntoluce.bari@mamahappy.itoppure chiamare il numero 327 021 6287.

·        ABISSO. MEMORIE EMERGENTI_ore 18.00

Visioni: Domingo Milella
Musiche: Mattia Vlad Morleo
Introducono: Francesco Maggiore e Maria Teresa Salvati
essere oceanoincontra la ricerca di Domingo Milella in un viaggio tra immagini, voce, memoria e suono, insieme al compositore Mattia Vlad Morleo. Dalle caverne al mare profondo, dalle immagini ancestrali alle forme del futuro, Domingo Milella ci invita a cambiare prospettiva: a chiederci come il mondo guarda noi, oltre che come noi guardiamo il mondo. Per vedere ciò che non conosciamo, forse dobbiamo imparare ad ascoltare, come fanno i cetacei nel blu profondo, dove la luce non basta e il suono diventa un modo per orientarsi nell’ignoto.

>>> l’evento è gratuito e aperto al pubblico, ad un numero massimo di 200 persone

BIO DEGLI ARTISTI

Domingo Milella

É nato a Bari nel 1981. Ha studiato fotografia alla School of Visual Arts di New York sotto la guida di Stephen Shore. I suoi lavori sono stati esposti alla galleria Brancolini Grimaldi a Londra, Tracy Williams a New York, Foam Museum di Amsterdam, 54° Biennale di Venezia, Museo Nazionale Romano, Macro e MAXXI di Roma e Fondazione Giancarlo Ligabue a Venezia. Nel 2023 ha ricevuto dalla Royal Academy of Arts di Londra il “Bryan Robertson Trust Award”, per la sua ricerca su immagine, preistoria e astrazione. Le sue opere sono in diverse collezioni pubbliche e private negli Stati Uniti e in Europa. Ha collaborato con MIC, UNESCO, New York Times, Wall Street Journal, New Yorker, Monocle, La Repubblica, Corriere della Sera. Nel 2026 Sotheby’s ha dedicato al suo lavoro la mostra personale LIMINAL nella Maison di Hong Kong.

Mattia Vlad Morleo

Classe 2000, compositore e musicista pugliese il cui linguaggio attraversa neoclassica, ambient ed elettro-pop. Formatosi al Conservatorio «Niccolò Piccinni» di Bari, ha avviato giovanissimo la propria attività discografica, affiancandola alla composizione per il cinema e il documentario. Ha firmato musiche per produzioni presentate in festival internazionali e trasmesse, tra gli altri, da Rai Storia e History Channel.

Nel 2022 gli è stato assegnato il Premio Nino Rota, riconoscimento legato alla musica applicata alle immagini. L’attività dal vivo lo ha già portato in numerosi contesti internazionali, dall’Elbphilharmonie di Amburgo al Carrousel du Louvre di Parigi, dal Kesselhaus di Berlinoal Nobel Prize Museum di Stoccolma, oltre a Piano City Milano. Tra le collaborazioni figura quella con il musicista norvegese Daniel Herskedal.

Artista Warner Music, Morleo ha recentemente pubblicato l’album «The Quiet Beauty of Familiar Places». Il suo linguaggio nasce dall’incontro del pianoforte con sintetizzatori analogici, modulari, tape machine, drum machine ed elettronica, strumenti che non vengono utilizzati come semplice rivestimento tecnologico della scrittura, ma concorrono direttamente alla sua costruzione.

ESSERE OCEANO – UN PERCORSO CHE CRESCE MESE DOPO MESE

Da maggio, essere oceano sta accompagnando la nascita del Museo del Mare attraverso un percorso che mette in relazione il cantiere, la città e il mare, esplorando ogni mese un diverso elemento o fenomeno capace di raccontare le connessioni tra umano e non umano.

Il percorso si è aperto amaggioconLUCE, un invito a interrogare ciò che vediamo e, soprattutto, ciò che resta invisibile. Il primo appuntamento ha aperto uno spazio di riflessione sulla percezione, sul limite e sull’invisibile, mettendo in discussione l’idea che conoscere significhi necessariamente vedere. Il programma è partito con l’accensione dell’opera luminosa “con altri occhi” di Vincenzo D’Alba ha trasformato i ponteggi del cantiere in un dispositivo di osservazione. Realizzati grazie al coinvolgimento di Tecno Impianti e visibili da tutta la città, gli occhi osservavano e al tempo stesso interrogavano chi guardava. Durante il mese di apertura, è stato creato il laboratorio La mappa che non c’è, realizzato in collaborazione con Biblioteche Senza Frontiere Italia (BSF) e iAC–innovActionCult, ha coinvolto bambine e bambini dell’Istituto Comprensivo “Umberto I – San Nicola”, plesso Piccinni, e della scuola SOUx di Spazio Murat, invitandoli a immaginare nuovi modi di leggere e rappresentare il territorio.

Agiugno, il tema dell’ARIAha portato al centro il respiro come dimensione comune tra esseri umani e mondo non umano. Il programma ha coinvolto istituzioni, progettisti e cittadinanza in momenti di confronto e pratiche di ascolto, dalla meditazione collettiva Breath and Connect, una meditazione collettiva guidata da Claudia Poliseno, e accompagnata dalla performance musicale di Marco Malasomma, un’esperienza immersiva dedicata all’ascolto del respiro come gesto di connessione tra corpo, ambiente e spazio

circostante. La programmazione ha incluso la visita al cantiere, e il talk Architetture del Respiro, che ha messo in dialogo prospettive diverse – dall’oceanografia all’architettura, dalla ricerca scientifica alla progettazione degli spazi – grazie agli interventi di Paula Barbeito Morandeira, Jolanda Palmisano e Luigi Sylos Labini, con la moderazione di Maria Teresa Salvati. Il mese si è concluso con il primo Cerchio Interspecie, dedicato alla co-progettazione del museo attraverso una modalità partecipativa capace di includere anche le presenze del mondo più-che-umano.

Aluglio, il tema dell’ACQUAha aperto ulteriormente il cantiere alla cittadinanza. Il programma ha intrecciato partecipazione e arti performative con il secondo Cerchio Interspecie, il reading collettivo Dal mare all’oceano, realizzato in collaborazione con Lungomare di Libri, e FLOWING, performance di danza e musica con la partecipazione di Antonella Albano, prima ballerina del Teatro alla Scala di Milano, insieme a Gioacchino Starace e Antonia Valente. Nel corso del mese è stata inoltre avviata la campagna di public engagement di essere oceano, con un questionario rivolto alla cittadinanza per raccogliere visioni, bisogni e immaginari che contribuiranno alla progettazione partecipata del futuro museo.

Il mese diagostoè stato dedicato allaCORRENTE: una forza che permette di interrogarsi su ciò che ci attraversa, sulle relazioni che ci tengono insieme e sulle trasformazioni a cui possiamo contribuire. Il cantiere del Molo Sant’Antonio si è trasformato in uno spazio di incontro tra moda, musica, danza e arti performative, con ENTRE. Nelle correnti. La fashion designer Elisabetta Maria Morleo ha portato in scena la propria collezione fatta di fili, uncinetto e materiali deadstock. Le sue creazioni hanno incontrato le musiche di Mattia Vlad Morleo e di Luigi Morleo e il corpo di danzatori e performer (Coreografia Virginia Miraglia, performer Elisabetta De Berti) in cui i diversi linguaggi si sono attraversati e influenzati reciprocamente. La performance ha visto coinvolti anche i lavoratori dell’impresa Rossi Restauri.

Con essere oceano si esploranootto temi che raccontano le connessioni tra umano e non umano:LUCE, ARIA, ACQUA, CORRENTE, MEMORIA, SALE, VITA e ORIZZONTE.

Il progetto intende trasformare il cantiere fisico del museo in uno spazio di immaginazione e co-progettazione collettiva, attivando un processo partecipativo finalizzato a far emergere l’identità, il ruolo e la funzione di questo luogo al fine di generare una nuova consapevolezza del rapporto tra città e mare.

Attraverso eventi, incontri, laboratori e installazioni, la rassegna assume una funzione rigenerativa, contribuendo alla costruzione simbolica del Museo del Mare di Bari e alla creazione di nuove relazioni tra persone, pratiche artistiche ed ecosistema marino. Il cantiere diventa così uno spazio aperto di apprendimento e sperimentazione, dove cittadini, pescatori, giovani, ricercatori e comunità locali partecipano attivamente alla definizione di un museo radicato nei bisogni e nei desideri del territorio.