
«Nessun dolore»
Gianni Amelio interviene in sala per discutere col pubblico del suo ultimo film, presentato al Festival di Venezia. Un lavoro in cui torna centrale la domanda sull’identità dello straniero, e sul confine tra accoglienza e paura
Martedì 29 settembre – Al termine della proiezione delle 21
Multicinema Galleria – Bari

Martedì 29 settembre,al termine dello spettacolo delle 21, il registaGianni Ameliointerverrà alMulticinema Galleria di Bariper incontrare il pubblico e presentare il suo nuovo film«Nessun dolore», nelle sale dal 24 settembre con 01 Distribution, e presentato all’ultima Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia. A dialogare con lui saràOscar Iarussi, critico cinematografico e direttore del Bif&st.
Biglietti al costo di 7 euro, in vendita al botteghino del Galleria e sumulticinemagalleria.18tickets.it(info 080.521.45.63).
Protagonisti del film sonoAlessandro Borghi, Valeria Golino e Valerio Mastandrea, rispettivamente nei ruoli di Davide, Elsa e Michele. Nel cast anche gli esordienti Beïdja Yahiaoui, Gabriel Bovino e Ramzi Lafrindi. Scritto dallo stesso Amelio con Davide Serino e Andrea Quetti, «Nessun dolore» segna il ritorno del regista calabrese dietro la macchina da presa dopo «Campo di battaglia» (2024).

Davide è un trentenne che vende libri usati in una piazza di Roma. La sua quotidianità, scandita anche dal rapporto affettuoso con Elsa, la sua cliente più fedele, viene sconvolta quando uno sconosciuto gli affida improvvisamente un bambino arrivato dal Nordafrica. Il piccolo comincia a seguirlo ovunque, finché un incidente e una disperata corsa in ospedale precipitano Davide in una vicenda più grande di lui. Proprio al pronto soccorso incontra Aminah, adolescente algerina appena sbarcata in Italia e incinta, alla quale decide di offrire ospitalità. Da quel momento la sua casa comincia a popolarsi di persone senza un tetto, trasformando un gesto individuale di accoglienza in un’odissea destinata a cambiare la sua esistenza.
Con «Nessun dolore» Amelio torna, a oltre trent’anni di distanza, a interrogare uno dei temi centrali di«Lamerica»(1994), rovesciandone la prospettiva e riportando nel presente la domanda sull’identità dello straniero e sul confine tra accoglienza e paura. «Che cosa è cambiato da allora, chi è “l’immigrato”?», si chiede il regista. «Qualcuno da accogliere, o da respingere? Un nuovo amico, o un estraneo pericoloso?». Una questione che per Amelio non trova risposte semplici né definitive e chiama in causa la responsabilità individuale, «la ragione e il cuore di ciascuno di noi».
Autore di titoli come «Il ladro di bambini», «Lamerica», «Così ridevano», «Le chiavi di casa», «La tenerezza», «Hammamet» e «Il signore delle formiche»,Gianni Amelioè tra i maggiori registi del cinema italiano contemporaneo. Nel 1998 ha conquistato il Leone d’Oro alla Mostra di Venezia con «Così ridevano» e nel corso della sua carriera ha ricevuto, tra gli altri riconoscimenti, tre European Film Awards per il miglior film europeo.

