
«I figli della scimmia»
Riccardo Scamarcio, protagonista e vincitore del Premio Orizzonti per la miglior interpretazione maschile all’ultimo Festival di Venezia, per «I figli della scimmia», interviene in sala per Q&A finale, insieme al produttore Maurizio Piazza
Mercoledì 23 settembre – Al termine della proiezione delle 20.30
Multicinema Galleria – Bari

Mercoledì 23 settembre,al termine dello spettacolo delle 20.30, l’attoreRiccardo Scamarcio e il produttore Maurizio Piazza interverranno alMulticinema Galleria di Bari per discutere con il pubblico del film «I figli della scimmia». Presentato in concorso nella sezione «Orizzonti» dell’ultima Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia, il film ha vinto ilPremio Orizzonti per la miglior sceneggiaturae ilPremio Orizzonti per la miglior interpretazione maschilea Riccardo Scamarcio. Nel film, girato da Tommaso Landucci, il resto del cast è formato da Fausto Russo Alesi, Andrea Aggio, Tancredi Naldini, Lidiya Liberman, Cristina Odasso, e con Luigi Diberti.
Biglietti al costo di 3,50 euro (per l’iniziativa “Cinema in Festa”) in vendita al botteghino del Galleria e sumulticinemagalleria.18tickets.it (info 080.521.45.63).
Al centro della vicenda c’èDario(Scamarcio), padre di un bambino con disabilità, al quale dedica ogni energia e attenzione. Nel rapporto sempre più intenso con il figlio adolescente del fratello, però, finisce per proiettare desideri e aspettative mai sopite, riconoscendo in quel ragazzo il figlio che aveva immaginato e sognato. Un equilibrio emotivo fragile che, poco alla volta, si incrina, trascinando con sé l’intera famiglia in una spirale di tensioni, sensi di colpa e conflitti interiori.
Opera prima di finzione di Tommaso Landucci, già apprezzato per il documentario«Caveman – Il gigante nascosto», il film affronta un tema raramente esplorato dal cinema: il dolore silenzioso che può accompagnare la genitorialità quando la realtà si allontana dall’immagine idealizzata costruita nel tempo. La sceneggiatura, scritta dallo stesso Landucci insieme aDamiano Femfert, arriva sullo schermo dopo un percorso costellato di riconoscimenti, tra cui ilPremio Franco Solinas 2021 per la miglior sceneggiatura, ilGrand Prize del Sam Spiegel International Film Labe ilGrand Prize del Jerusalem Sam Spiegel Film Lab 2025.
Nelle note di regia, Landucci spiega che il titolo si ispira a una favola di Esopo dedicata a una scimmia incapace di amare allo stesso modo i propri cuccioli. Da qui nasce una riflessione sul conflitto tra il figlio reale e quello immaginato, tra amore e rimpianto, accettazione e desiderio. «C’è un tabù, un impossibile da dire, che riguarda l’esperienza più profonda della genitorialità», osserva il regista, interrogandosi su cosa potrebbe accadere se un genitore si trovasse improvvisamente davanti al figlio che aveva sempre desiderato avere.
Prodotto daLungta Film, Lebowski e Mosaicon Film, con la partecipazione diHBO Maxe in collaborazione conRai Cinema, il film segna anche un nuovo e intenso capitolo nel percorso artistico di Riccardo Scamarcio, premiato a Venezia per un’interpretazione che affronta con coraggio le zone più oscure e contraddittorie dell’amore paterno.

