
Per la prima volta in Puglia, a Santa Maria Hospital di Bari le coronarie si studiano dall’interno con l’Intelligenza Artificiale e in tempo reale
Introdotta nella struttura barese di GVM Care & Research una nuova tecnologia per guidare con maggiore precisione la procedura di cardiologia interventistica
L’imaging intracoronarico di nuova generazione analizza dall’interno la placca, causa della cardiopatia ischemica, e consente un uso ridotto o nullo del mezzo di contrasto proprio grazie all’uso della AI, con benefici concreti per la salute renale del paziente, in particolare nei soggetti più fragili
Bari, 4 novembre 2026– Ogni anno in Italiacirca 135mila persone sono colpite da una sindrome coronarica acuta, una delle principali emergenze cardiovascolari. Alla base di molte di esse c’è la patologia coronarica, una delle principali conseguenze dell’aterosclerosi, un processo progressivo legato all’accumulo di grassi, colesterolo e altre sostanze sulla parete delle arterie che può portare alla formazione di placche. Queste, nei casi più gravi, possono rompersi e favorire la formazione di un coagulo, in grado di ostacolare improvvisamente il flusso sanguigno. Quando le ostruzioni interessano più arterie coronarie si parla dipatologia coronarica critica multivasale. In questi casi è fondamentale capire con precisione dove si trovano le lesioni, quanto sono estese e quanto ostacolano il passaggio del sangue, per individuare il trattamento più appropriato.
È in questo ambito che arriva una nuova possibilità diagnostica e interventistica aSanta Maria Hospital di Bari, struttura di GVM Care & Research accreditata con il SSN, centro con un’elevata casistica, dove,nel 2025 sono stati eseguiti 1.800 studi coronarici e sono state effettuate 700 angioplastiche coronariche.
Nell’Emodinamica è stata introdotta per la prima volta in PugliaUltreon™ 3.0, una tecnologia che consente di osservare le coronarie dall’interno durante procedure sia programmate sia in urgenza, di acquisire immagini ad alta definizione e di analizzarle con il supporto dell’Intelligenza Artificiale.
La tecnologia è stata utilizzata con successo nei giorni scorsi per trattaredue pazienti di 57 e 64 anni, entrambi affetti da una patologia coronarica critica e sottoposti ad angioplastica coronarica.
“I due pazienti sono stati sottoposti ad angioplastica coronarica –spiega ildott. Alfredo Marchese, coordinatore delle Cardiologie Interventistiche per l’area di Bari di GVM Care & Research-, una procedura di interventistica cardiologica minimamente invasiva che dura mediamente tra i 30 e i 40 minuti e consente di riaprire un’arteria coronaria ristretta o ostruita e ripristinare il corretto flusso di sangue al cuore. Attraverso sottili cateteri introdotti dall’arteria radiale a livello del polso, si dilata il vaso ostruito e, quando necessario, si posiziona uno stent, una piccola struttura metallica che mantiene aperta l’arteria. L’impiego della piattaforma Ultreon ci permette inoltre una valutazione funzionale sull’impatto del restringimento sul passaggio del sangue. Possiamo così avere una visione più completa della patologia e rendere il trattamento sempre più personalizzato”.
A differenza della coronarografia, che attraverso l’iniezione di un mezzo di contrasto rende visibili i vasi ai raggi X, la nuova tecnologiaconsente di guardare direttamente la coronaria dall’interno e studiarne le pareti. Il catetere utilizzato per l’imaging è molto sottile ed è dotato sulla punta di un piccolo sistema ottico. Una volta raggiunta la coronaria, la luce infrarossa permette di ottenere immagini ad alta risoluzione, in circa un secondo, per visualizzare l’anatomia del vaso e le caratteristiche della placca grazie anche all’impiego di algoritmi diIntelligenza Artificiale.Durante l’angioplastica, le informazioni ottenute possono supportare il medico nella scelta delle dimensioni dello stent e nel suo corretto posizionamento e, al termine della procedura, permettono di verificare il risultato ottenuto.
Grazie alla nuova tecnologia adottata da Santa Maria Hospital, è possibile ancheridurre sensibilmente la quantità di mezzo di contrasto utilizzata.Un vantaggio particolarmente importante per i pazienti più fragili e per quelli con una ridotta funzionalità renale (circa il 25% delle persone con patologia coronarica), nei quali l’esposizione al mezzo di contrasto deve essere attentamente valutata.
“Le nuove funzionalità della piattaforma –aggiunge il dottor Marchese –rendono questo livello di dettaglio ancora più accessibile nella pratica clinica di tutti i giorni, unendo la qualità dell’immagine a un flusso di lavoro più rapido e a una maggiore sicurezza per il paziente. È un’evoluzione che va nella direzione dell’ottimizzazione procedurale basata sui dati e riduce la variabilità legata alla sola valutazione angiografica. Il percorso riflette la costante attenzione all’innovazione che caratterizza Santa Maria Hospital e che si sviluppa attraverso il confronto e la collaborazione tra competenze diverse, anche grazie alla visione della dott.ssa Eleonora Sansavini, AD GVM Puglia, e del prof. Giuseppe Speziale, Vicepresidente di GVM Care & Research. In questo contesto si inserisce anche l’affiancamento del prof. Rocco Vergallo, in qualità di proctor, la cui esperienza e competenza clinica hanno accompagnato l’équipe nel corso dell’intera procedura, favorendo un confronto qualificato sulle scelte tecniche e operative”.
“La possibilità di integrare immagini ad alta risoluzione, informazioni anatomiche e fisiologiche e strumenti di analisi supportati dall’intelligenza artificiale apre nuove possibilità nella gestione delle coronaropatie, soprattutto nei casi più complessi. L’AI non sostituisce l’expertise dei medici ma sostiene il processo decisionale a vantaggio del paziente –sottolinea ilprof.Giuseppe Speziale, cardiochirurgo e Vicepresidente di GVM Care & Research–. L’obiettivo è fornire strumenti al professionista utili a rendere il processo decisionale più accurato e a verificare con maggiore precisione il risultato della procedura. È questo il valore dell’innovazione: trasformare una maggiore quantità di informazioni in una migliore capacità di interpretare il caso clinico”.

