Crisi dei frantoi, AIFO: positivo il confronto MASAF-MIMIT. Ora strumenti finanziari, credito e dialogo con la GDO

Positivo ilconfronto tra MASAF, MIMIT e rappresentanze dei frantoianiche si è svolto oggi alMinistero delle Imprese e del Made in Italyper affrontare le difficoltà che stanno interessando il comparto oleario.

AIFO – Associazione Italiana Frantoiani Oleariha rappresentato ai due Dicasteri le criticità economiche e finanziarie che stanno mettendo sotto pressione numerose imprese e la necessità di individuare risposte immediate, accompagnate da interventi strutturali per rafforzare il settore.

A rendere particolarmente urgente la situazione èl’elevato livello delle giacenze ancora presenti nei frantoi alla vigilia della nuova campagna olearia. Una condizione che, senza interventi tempestivi, rischia di creare serie difficoltà nella capacità delle imprese di ritirare e lavorare le olive della prossima raccolta, fino al rischio di un blocco operativo per una parte del comparto.Un pericolo richiamato nel corso del confronto anche dal sottosegretario al MASAF Patrizio Giacomo La Pietra.

Dal confrontosono emerse alcune prime linee operative. Il MIMIT trasmetterà a breve alle associazioni una ricognizione degli strumenti finanziari ai quali potranno accedere i frantoi, così da individuare quelli maggiormente rispondenti alle esigenze delle imprese.

Sarà inoltreavviata un’interlocuzione con ABI sul tema dell’accesso al credito e della liquiditàe unconfronto con la Grande Distribuzione Organizzatasulle dinamiche che stanno interessando il mercato e i rapporti all’interno della filiera.“Consideriamo positivo l’incontro di oggi perché alle difficoltà che abbiamo rappresentato stanno iniziando ad affiancarsi percorsi di lavoro – dichiara Alberto Amoroso, presidente di AIFO – Il problema delle giacenze non è più rinviabile: tra poche settimane partirà una nuova campagna e i frantoi devono essere messi nelle condizioni di affrontarla. È quindi importante approfondire rapidamente gli strumenti finanziari disponibili e aprire il confronto con il sistema bancario e con la grande distribuzione. Il nostro lavoro prosegue su due fronti –conclude Amoroso– trovare soluzioni immediate che consentano alle imprese di superare questa fase e, parallelamente, costruire insieme alle istituzioni interventi strutturali capaci di evitare che situazioni come quella attuale si ripetano e di rendere più solido e competitivo l’intero comparto olivicolo-oleario”.