- Questo evento è passato.
PICCOLA COMPAGNIA IMPERTINENTE: al Teatro Umberto Giordano venerdì 30 con “Arcipelago G” – Foggia

Venerdì 30 gennaio, alle 21, va in scena al Teatro Umberto Giordano lo spettacolo Arcipelago G, produzione della Piccola Compagnia Impertinente, scritto da Paolo Briguglia ed Enrico Cibelli e diretto dallo stesso Paolo Briguglia.

Ambientato intorno al 2120, Arcipelago G è una tragicommedia distopica che si svolge su un’isola periferica e dimenticata, in un mondo che sembra essersi inceppato. Due fratelli, Laio e Jakob, presidiano un avamposto militare in attesa di un attacco che forse non arriverà mai. Laio, cecchino paraplegico e comandante fanatico, vive immerso in una disciplina ossessiva e in una fede cieca nel Senato che governa l’arcipelago. Jakob, incatenato al suolo come punizione, è l’opposto: disilluso, rabbioso, diviso tra il desiderio di fuga e un legame irrisolto con il fratello.
Intorno a loro si muove un universo grottesco e allucinato: una Panda gigante modificata, devota e ambigua; suor Angelica, ufficiale di collegamento visionaria sospesa tra misticismo, propaganda e follia; una natura mutata che genera gabbiani ciechi, tigri sentinella e lombrichi che cantano come un coro tragico. In questo paesaggio, la guerra diventa sempre più astratta, ridotta a rituale e parola vuota, mentre la violenza reale si consuma nei rapporti umani.
Note di regia
La regia di Paolo Briguglia assume il punto di vista di un mondo che ha perso equilibrio, evitando qualsiasi realismo rassicurante. Lo spazio scenico è un avamposto mentale prima ancora che fisico: la spiaggia non è un luogo naturalistico, ma un paesaggio psichico in rovina. Gli altoparlanti, sempre presenti e invasivi, diventano una divinità laica che diffonde propaganda, interferenze e pubblicità, confondendo sacro e profano.
Il lavoro degli attori punta a una recitazione tesa e irregolare, in cui il grottesco convive con momenti di crudezza estrema. La lingua, impastata di dialetti, errori, neologismi e lingue straniere, è materia sonora prima che semantica. La violenza non è spettacolarizzata, ma emerge come conseguenza inevitabile di un sistema umano malato. Il finale non cerca catarsi, lasciando lo spettatore in uno stato di sospensione: ciò che resta è la domanda su cosa significhi resistere quando tutto ha già perso senso.
Arcipelago G
di Paolo Briguglia ed Enrico Cibelli
con Pierluigi Bevilacqua, Asia Correra, Mario Mignogna, Celeste Morese
regia Paolo Briguglia
scene e costumi Alessandra Traina
musiche Marco Maruotti
produzione Piccola Compagnia Impertinente

