
Grande partecipazione alla serata organizzata dall’Associazione Festival della Scienza di Foggia nell’ambito dell’International Observe the Moon Night della NASA. Villadei: “Lo Spazio rappresenta non solo la frontiera della conoscenza ma il futuro dell’Umanità”
La pioggia ha costretto a modificare e ridimensionare il programma della serata, impedendo lo svolgimento di alcune delle attività previste, ma non ha fermato la partecipazione del pubblico. Sono statitantissimi i foggiani, soprattutto famiglie e bambini, che ieri sera hanno sfidato il maltempo per prendere parte a“Il bosco e la Luna”, l’iniziativa ideata e organizzata dall’Associazione Festival della Scienza di Foggia –con il supporto degli Astrofili di Capitanata, in collaborazione con l’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) e con il patrocinio del Comune e della Provincia di Foggia – nell’ambito dell’International Observe the Moon Night, l’appuntamento internazionale promosso dalla NASA dedicato all’osservazione della Luna.
Una presenza che ha dato un significato particolare alla serata: portare la scienza nel cuore della città e creare un’occasione di incontro diretto tra il pubblico e alcuni protagonisti della ricerca, dell’esplorazione spaziale e della divulgazione scientifica.
Foggia ha partecipato ufficialmente all’edizione 2026 dell’International Observe the Moon Night comeuna delle sole due città del Sud Italiainserite nel circuito internazionale della manifestazione. Un risultato che l’Associazione Festival della Scienza di Foggia ha scelto di trasformare in un appuntamento aperto alla città, costruito attorno alla Luna, all’osservazione astronomica e alle nuove frontiere dello Spazio.
GliAstrofili di Capitanata, nonostante le condizioni meteorologiche avverse, hanno montato i propri telescopi e consentito, almeno in parte, l’osservazione della Luna da parte del pubblico presente, offrendo a grandi e piccoli la possibilità di avvicinarsi direttamente all’osservazione astronomica. Un contributo importante alla serata e all’esperienza di una manifestazione nata proprio per celebrare l’International Observe the Moon Night.
La serata ha avuto il suo momento centrale nell’incontro conWalter Villadei, colonnello dell’Aeronautica Militare, astronauta e divulgatore scientifico,Marilena Amoroso, research technologist dell’Agenzia Spaziale Italiana, e il giornalista e scrittoreAntonio Lo Campo, che ha moderato il confronto.
Villadei: “Lo Spazio è il futuro dell’Umanità”
A margine della manifestazione, durante le interviste con i giornalisti, Walter Villadei ha affrontato alcuni dei temi che stanno caratterizzando la nuova fase dell’esplorazione spaziale, dal ruolo delle infrastrutture private alle prospettive dell’esplorazione lunare, fino alle opportunità per l’Italia e per i giovani.
«Lo Spazio rappresenta non solo la frontiera della conoscenza ma il futuro dell’Umanità», ha dichiarato Villadei, sottolineando come questa dimensione sia oggi un punto di intersezione tra interessi scientifici, tecnologici, industriali, economici e geopolitici.
L’astronauta ha evidenziato anche il cambiamento in atto nel settore, con una crescente collaborazione tra pubblico e privato: «Siamo di fronte a un cambio di paradigma e a una nuova fase di possibili sinergie pubblico-private», ha spiegato, ricordando come oggi la componente privata disponga di tecnologie che fino a pochi anni fa erano appannaggio delle agenzie spaziali.
Un’evoluzione nella quale, secondo Villadei,l’Italia può continuare a svolgere un ruolo importante, grazie alle competenze sviluppate nel settore aerospaziale e alla propria filiera tecnologica e industriale.
Particolare attenzione anche allaPuglia, che ospita lo spazioporto di Grottaglie. «La Puglia svolge un ruolo di primo piano, ospitando lo spazioporto di Grottaglie», ha sottolineato Villadei, indicando nell’infrastruttura una possibile realtà di riferimento per il futuro dei voli suborbitali.
Dalla Terra alla Luna: dove vivranno gli astronauti?
Al centro dell’incontro anche il tema degli habitat lunari, affrontato daMarilena Amoroso, research technologist dell’Agenzia Spaziale Italiana, impegnata nello sviluppo di soluzioni per i moduli abitativi destinati alle future missioni lunari.
Una prospettiva che porta l’esplorazione della Luna a confrontarsi con una domanda molto concreta:come si potrà vivere, lavorare e fare ricerca sulla superficie lunare?
La progettazione degli habitat rappresenta infatti uno degli aspetti fondamentali della nuova fase dell’esplorazione, nella quale l’obiettivo non è soltanto raggiungere la Luna, ma creare le condizioni per una presenza umana più stabile.
La scienza incontra la città
Nonostante le condizioni meteorologiche avverse, la risposta del pubblico ha confermato l’interesse della città verso i temi della scienza e dell’esplorazione spaziale.
«La pioggia ci ha costretto a cambiare parte del programma, ma non è riuscita a fermare la voglia dei foggiani di esserci», sottolineano i rappresentanti dell’Associazione Festival della Scienza di Foggia. «Vedere così tante famiglie e così tanti bambini arrivare nonostante il maltempo è stata la risposta più bella che potessimo ricevere. Il nostro obiettivo è proprio questo: portare la scienza fuori dai luoghi abituali, renderla accessibile e trasformarla in un’esperienza condivisa».
“Il bosco e la Luna” rappresenta così una nuova tappa nel percorso dell’Associazione Festival della Scienza di Foggia, che punta a costruire in città occasioni sempre più numerose di incontro con la divulgazione scientifica.
E il calendario non si ferma qui.L’Associazione Festival della Scienza di Foggia è già al lavoro su un nuovo appuntamento previsto alla fine di ottobre, che porterà nuovamente in città un progetto dedicato alla scienza e alla divulgazione.
«Questa serata è stata un altro passo di un percorso che vogliamo continuare», spiegano dall’Associazione. «Abbiamo già in programma una nuova iniziativa per la fine di ottobre e continueremo a lavorare perché Foggia possa diventare sempre più un luogo in cui la scienza si incontra, si racconta e si vive».

