
Giovedì 24 settembre, alle 20.30, nella Sala “Sigillino” de Le Monacelle, a Matera, il violinista Francesco Peverini e la pianista Angela Zaccaria aprono in anteprima “Eusebio e Florestano – Le due anime di Robert”, la rassegna nella rassegna che VivaVerdi Multikulti dedica all’integrale della musica da camera di Robert Schumann. In programma la Terza Sonata di Bach, le Romanze op. 94 e la “Grosse Sonate” op. 121.
Il dialogo tra violino e pianoforte apre il ciclo schumanniano
Giovedì 24 settembre, alle 20.30, nella Sala “Sigillino” de Le Monacelle, a Matera, il violino di Francesco Peverini e il pianoforte di Angela Zaccaria danno il via a “Eusebio e Florestano – Le due anime di Robert”, il ciclo che la trentesima edizione di VivaVerdi Multikulti, intitolata “oi diálogoi”, dedica per la prima volta nel Sud Italia all’integrale della musica da camera di Robert Schumann. La serata del 24 settembre apre così, in anteprima, il ciclo che si sviluppa in otto appuntamenti dal 24 settembre al 31 ottobre, sempre alle 20.30 nella Sala “Sigillino”.
Il programma esplora l’intimità profonda del dialogo tra violino e pianoforte. La perfezione formale della Terza Sonata di Johann Sebastian Bach BWV 1016, nella quale la limpidezza del contrappunto si traduce in viva emozione, incontra l’universo poetico di Robert Schumann. La liricità sospesa e confidenziale delle Tre Romanze op. 94 apre la strada al respiro travolgente della Seconda “grande” Sonata op. 121: un racconto appassionato, di impeto e slancio, dove la forma classica cede il passo a una tensione drammatica e a un’intesa fra i due strumenti di straordinaria intensità.
Gli interpreti della serata

Angela Zaccaria, pianista accompagnatrice e camerista, ha lavorato come maestro collaboratore presso la Fondazione Petruzzelli di Bari e l’Opera Studio Accademia di Santa Cecilia a Roma. Svolge un’intensa attività come pianista e accompagnatrice in concorsi e masterclass, collaborando con artisti quali F. Meli, N. Alaimo, F. Cusano, A. Moccia. Diplomata in pianoforte e clavicembalo a Matera e Milano, si è perfezionata con U. Finazzi, P. Masi, A. Coen e L. Paolicelli. Ha inoltre frequentato il corso triennale di Musica da camera dell’Accademia pianistica di Imola. È attualmente docente titolare di Accompagnamento pianistico al Conservatorio Umberto Giordano di Foggia.

Nato a Roma nel 1975, il violinista Francesco Peverini si diploma con lode al Conservatorio Santa Cecilia nel 1994 sotto la guida del maestro Aldo Redditi. Si perfeziona a Vienna e a Cremona con Salvatore Accardo. È stato, fino al 2004, primo violino del Quartetto Prometeo, vincendo il Prague Spring Competition ed esibendosi per istituzioni quali la Wigmore Hall di Londra e l’Accademia di Santa Cecilia di Roma. Particolarmente dedito al repertorio contemporaneo, ha eseguito prime assolute di Sciarrino, Fedele e Gervasoni, incidendo per Stradivarius. Dal 2012 è primo violino solista del PMCE. È docente al Conservatorio “Niccolò Piccinni” di Bari e suona un Carlo Antonio Testore del 1727.
Il programma
Johann Sebastian Bach: Sonata n. 3 in mi maggiore per violino e clavicembalo BWV 1016 (Adagio – Allegro – Adagio ma non tanto – Allegro) ─ Questa sonata appartiene al ciclo di sei opere per violino e clavicembalo che Bach elaborò soprattutto durante gli anni di Cöthen. Qui il clavicembalo non si limita a sostenere l’armonia: la sua parte superiore dialoga alla pari con il violino, creando un vero contrappunto a tre voci. La forma riprende lo schema della sonata da chiesa, con due movimenti lenti e due allegri. Il terzo tempo, in particolare, si distingue per un’espressività quasi vocale e per un disegno bassale che ricorda una passacaglia.
Robert Schumann: Romanze op. 94 (Nicht schnell – Einfach, innig – Nicht schnell) ─ Nate nel dicembre 1849 come dono natalizio per Clara, queste tre miniature furono pensate originariamente per oboe, ma Schumann ne autorizzò subito la versione per violino. Sono pezzi di carattere intimistico, uniti da un clima di quieta intensità e da un’economia
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di mezzi tipica della Hausmusik romantica. Nonostante la brevità, ciascuna Romanza possiede una propria fisionomia emotiva, dal tono più malinconico della prima alla purezza lirica della seconda.
Robert Schumann: Sonata n. 2 per violino e pianoforte in re minore “Grosse Sonate” op. 121 (Ziemlich langsam, Lebhaft – Sehr lebhaft – Leise, einfach – Bewegt) ─ Composta in pochi giorni nell’autunno 1851 a Düsseldorf, subito dopo la Prima Sonata, questa “Grande Sonata” nasce dal desiderio di Schumann di dare al duo violino-pianoforte un’opera di più ampio respiro. Dedicata a Ferdinand David e presentata in pubblico da Clara Schumann e Joseph Joachim, si distingue per l’ampiezza del primo movimento, l’energia dello scherzo e la purezza quasi corale del terzo tempo. È una delle pagine più intense e strutturate della sua produzione cameristica tarda.
Le tre opere scelte per questa serata disegnano un percorso chiaro e coerente. Si parte dalla Sonata di Bach, in cui violino e tastiera dialogano come due voci eguali all’interno di un contrappunto rigoroso e luminoso. Si passa poi alle Romanze di Schumann, pagine di intimità quasi confidenziale, in cui la melodia si affida a un’espressività più libera e cantabile. Si arriva infine alla Grande Sonata in re minore, dove lo stesso dialogo tra i due strumenti assume dimensioni drammatiche e ampiamente strutturate. Il programma sembra così voler raccontare, attraverso tre tappe essenziali, l’evoluzione del duo violino-tastiera: dal contrappunto barocco alla lirica romantica, fino alla forma sonata più ampia e conflittuale. Un arco che unisce due epoche e due sensibilità, mostrando come lo stesso strumento dialogante possa trasformarsi nel tempo, restando sempre al centro dell’attenzione.
Eusebio e Florestano, le due anime di Schumann ─ Il titolo della rassegna richiama Eusebio e Florestano, i due personaggi immaginari con cui Robert Schumann rappresentava le anime opposte e complementari della propria personalità: il sognatore introspettivo e l’impulsivo appassionato. Da questi due volti nasce un ciclo che attraversa tutti i generi cameristici del compositore, dalla sonata per violino e pianoforte al trio, dal quartetto al quintetto, fino al Lied e alle pagine per organici insoliti, con protagonisti musicisti di scuole e generazioni diverse: dal Duo Peverini / Zaccaria al Trio Sheliak e al Trio Helìke, dai duo pianistici Licchetta / Sequestro e Dilema / Domenichiello, fino a solisti come Alessandro Deljavan, Luca Tonolli, Antonio Reda ed Helena Dell’Abate. Il calendario prosegue poi ogni fine settimana fino al 31 ottobre, con protagonisti sempre diversi impegnati sull’intero repertorio cameristico schumanniano.
Informazioni e contatti ─ Il biglietto intero costa 10 euro, ridotto 7 euro per studenti e soci, 5 euro per i bambini dai 7 ai 12 anni. È disponibile anche l’abbonamento carnet da 10 appuntamenti a scelta, esclusi i concerti evento, a 80 euro (intero), 60 euro (ridotto studenti e soci) e 30 euro (bambini 7-12 anni). L’ingresso è gratuito per le persone con disabilità e per i loro accompagnatori. I biglietti sono acquistabili online sul sito arteriamatera.it e in prevendita fisica presso la Cartoleria Montemurro, in via delle Beccherie 6G a Matera. Informazioniticket@arteriamatera.iteamministrazione@arteriamatera.it. Il programma completo del trentennale è consultabile al link bit.ly/WVM26.

