
Si è tenuta questa mattina nello spazio di Legacoop in Fiera del Levante la conferenza stampa organizzata da Legacoop Puglia, alla presenza del presidente nazionale Simone Gamberini sul tema “Mezzogiorno, il tempo delle scelte: industria, agricoltura, lavoro, legge di bilancio. Le priorità per lo sviluppo del sud”.
Il presidente nazionale di LegacoopSimone Gamberiniha rilanciato il modello cooperativo come risposta alle principali crisi produttive e sociali che attraversano il Mezzogiorno e, in modo particolare, la Puglia. “La risposta cooperativa – ha sottolineato – ha come punto di partenza quello di mettere al centro le disuguaglianze. Le disuguaglianze economiche, territoriali e sociali, negli ultimi 20 nel nostro Paese anni sono aumentate. Occorre intervenire cambiando i fondamentali del modello di sviluppo. Le azioni che la cooperazione metterà in campo per ridurre le disuguaglianze saranno nel manifesto che metteremo in campo nella Biennale della cooperazione che si svolgerà a Milano il 9 e 10 ottobre prossimi. Azioni sia per recuperare le imprese in crisi, sia per affrontare il tema dell’emergenza abitativa, del diritto alla salute e dello sviluppo delle aree interne. La cooperazione può essere la risposta i tanti bisogni che stanno emergendo. Vogliamo offrire la nostra capacità di fare, attraverso un patto con le istituzioni sia a livello nazionale che regionale”. Sulla misura che prevede il taglio della Naspi del 30% Gamberini non nasconde la sua preoccupazione. “Una misura – ha detto – che non ha unaratio.Bloccare il 30% dell’anticipazione della Naspi in un momento in cui si promuove lo strumento del workers buyout ( lavoratori che rilevano l’azienda in crisi), non si spiega e non aiuta a promuovere quello che anche il governo vorrebbe promuovere, ovvero il recupero delle imprese mettendo al centro i lavoratori e la loro possibilità di investire su una nuova impresa mettendo a disposizione un qualcosa di molto prezioso per loro come la Naspi. Una misura che tra l’altro, per il bilancio dello Stato è irrilevante, per i lavoratori e per le cooperative che potrebbero nascere, è determinante.Abbiamo sempre criticato quella norma che rischia di penalizzare i lavoratori. Spero che in questa legge di bilancio la si riesca a modificare riportando l’anticipazione della Naspi al 100%. Ma noi abbiamo chiesto anche qualcosa di più, ovvero che per le imprese recuperate ci sia almeno la possibilità per 5 anni di garantire una decontribuzione. Sarebbe un altroboostche sostiene lo sviluppo e la nascita e la crescita delle imprese recuperate”.
La conferenza stampa è stata anche l’occasione per dire la posizione dell’organizzazione rispetto al tema Taranto e della crisi sociale che potrebbe derivare dallo spegnimento del colosso dell’acciaio. “All’appello di Decaro – ha detto il presidente regionale di LegacoopCarmelo Rollo,- rispondiamo presenti. Per Taranto, per la Puglia e per il Mezzogiorno. A quell’appello del Governatore, che chiedeva di aiutarlo e di restare uniti nelle battaglie per il futuro dei pugliesi, lanciato in occasione dell’inaugurazione della Campionaria – ha continuato Carmelo Rollo – le cooperatrici e i cooperatori delle 515 cooperative aderenti a Legacoop Puglia rispondono Presente! Come sempre, faremo la nostra parte. La faremo per sostenere le persone, le famiglie e l’intera comunità tarantina, affinché Taranto non venga ancora una volta lasciata sola di fronte alle conseguenze di decenni di errori, ritardi, omissioni e decisioni assunte senza il coinvolgimento della sua comunità. Non si tratta di rispondere a bisogni occasionali o di concedere assistenza. Si tratta di riconoscere diritti troppo a lungo negati o non resi concretamente esigibili dalle scelte e dalle omissioni dei governi che si sono succeduti almeno nell’ultimo mezzo secolo. Adesso non servono altre promesse. Se l’acciaio è considerato strategico per il Paese, lo Stato deve assumersi la responsabilità di garantire un nuovo modello produttivo. Se si decide una trasformazione del modello produttivo, nessuna persona e nessuna famiglia può essere abbandonata durante la transizione.
Il Manifesto che Legacoop ha messo a punto – parte dalla consapevolezza che guerre, diseguaglianze, crisi climatica, trasformazioni tecnologiche e concentrazione della ricchezza stanno producendo nuove forme di solitudine e stanno mettendo in discussione diritti che si ritenevano acquisiti. La cooperazione propone la mutualità come risposta contemporanea: un modello nel quale la persona viene prima del capitale, il potere è democraticamente condiviso e il valore prodotto ritorna al lavoro, ai soci e alle comunità. “Noi dobbiamo disegnare con una tipicità cooperativa le politiche industriali, l’allocazione delle risorse verso la sanità, verso l’attenzione alla cura delle comunità e soprattutto alla valorizzazione del lavoro. Così il vicepresidente vicarioPasquale Ferranteche ha sottolineato come ”in questo momento a livello nazionale, le politiche sul lavoro non sono chiare. Si ragiona sul breve periodo laddove sarebbe necessario invece introdurre strumenti che mettono le persone nelle condizioni anche di ricollocarsi. La proposta della cooperazione è quella di permettere alle persone di difendere la propria occupazione continuando a formarsi e soprattutto mettendole nelle condizioni di non trovare più cancelli chiusi. Di non rimanere per strada solo perché qualcun altro in un altro territorio o in qualche altra parte del mondo ha deciso che non conviene più fare impresa, portandosi il guadagno di quel lavoro altrove. La proposta della cooperazione sta proprio qui: valorizzazione del lavoro perché il lavoro delle comunità che le abitano, come quella dei tarantini in particolare in questo momento, ha la dignità che deve essere riconosciuta”.

