
Alla Fiera del Levante Donato Di Palma: “Agricoltura, birrifici, trasformazione e ricerca devono lavorare insieme. Servono progettualità e risorse per costruire una filiera oggi ancora da sviluppare”
Costruire attorno allabirra artigianale pugliese una filiera locale capace di collegare agricoltura, trasformazione, ricerca e birrifici,generando maggiorevalore sul territorio. È la proposta portata daUnionbirrai, associazione di categoria dei piccoli birrifici indipendenti italiani, alla Fiera del Levante nel corso dell’incontro “Dalla terra al valore: costruire le filiere del futuro”, promosso dallaRegione Puglia.
“La Puglia ha già birrifici artigianali indipendenti che negli anni hanno costruito prodotti, competenze e una propria identità –spiega Donato Di Palma, referente regionale di Unionbirrai Puglia–. Quello che ancora manca è una filiera strutturata capace di mettere in relazione agricoltura, trasformazione, ricerca, birrifici e mercato”.
Orzo da birra, frumento, luppolo e altri ingredienti territoriali possono rappresentare nuove opportunità per il comparto agricolo. L’obiettivo non è soltanto disporre di materie prime locali, ma creare unadomanda agricola qualificata e una vera progettazione di filiera, basata su ricerca, sperimentazione, contratti,qualità e tracciabilità. Centrale è anche il passaggio della trasformazione, a partire dalla maltazione dei cereali, necessario per collegare concretamente agricoltura e birrifici.
“Una filiera qualificata e tracciabile può dare ulteriore valore alla birra artigianale e creare nuove opportunità per l’agricoltura –aggiunge Di Palma–. Il salto di qualità è passare dalle singole esperienze a un progetto condiviso, capace di collegare ricerca, produzione agricola, trasformazione e birrifici”.
Il valore potenziale non si ferma alla produzione.Una filiera brassicola regionale potrebbe generare ricadute per l’agricoltura, favorendone la diversificazione, e creare nuove connessioni con ristorazione, enogastronomia e turismo. “La Puglia ha un patrimonio agricolo, gastronomico e turistico molto forte. La birra artigianale –prosegue– può entrare ancora di più in questo sistema, incontrando i prodotti tipici a tavola e diventando parte dell’esperienza di chi visita il territorio”.
La capacità di collaborare tra produttori è già emersa nel 2026 con l’adesione dinove birrifici pugliesi a “Buona Questa Birra!”, il progetto nazionale promosso da Unionbirrai nell’anno del trentennale della birra artigianale italiana: un’esperienza che dimostra come una rete di imprese possa diventare il punto di partenza per progettualità più ampie.“Ringraziamo l’assessore regionale all’Agricoltura Francesco Paolicelli per aver posto al centro del confronto il tema delle filiere. Per trasformare questa opportunità in un progetto concreto –conclude Di Palma (Unionbirrai)– è necessario sostenere gli investimenti nella ricerca, nelle materie prime, nella trasformazione e nella collaborazione tra agricoltori e birrifici. Costruire una filiera brassicola pugliese significherebbe generare nuovo valore non solo per le imprese del settore, ma per l’intero territorio regionale, rafforzandone anche le vocazioni enogastronomiche e turistiche. È questa la prospettiva: non solo birra prodotta in Puglia, ma una birra sempre più capace di nascere dalla Puglia, dalle sue materie prime, dalle sue competenze e dalle connessioni tra i diversi attori del territorio”.

