ROCCHETTA SANT’ANTONIO (FG) – Stefania Nardini vince il premio nazionale Di Lascia con “L’ultimo treno da Kiev”

ROCCHETTA SANT’ANTONIO (FG) – La scrittrice Stefania Nardini è la vincitrice, per la sezione Narrativa, della 15esima edizione del Premio nazionale Maria Teresa Di Lascia. Giornalista e scrittrice romana classe 1959, Nardini si è aggiudicata il prestigioso riconoscimento con “L’ultimo treno da Kiev” (Les Flâneurs Edizioni), un romanzo intenso e doloroso che racconta il dramma di un Paese ferito dalla guerra.

Organizzato dal Comune di Rocchetta Sant’Antonio e finanziato da Puglia Culture, il Premio nazionale Maria Teresa Di Lascia è uno dei riconoscimenti letterari più autorevoli nel panorama nazionale, che quest’anno ha selezionato 25 opere, tra le più importanti produzioni editoriali degli ultimi due anni, di scrittori e scrittrici provenienti da ogni parte d’Italia.

«È stato un onore per me – ha commentato Stefania Nardini a margine della premiazione – ricevere questo premio intitolato a una donna che si è sempre battuta per la libertà e i diritti civili. Con un libro che parla di donne, le donne ucraine, ancora una volta chiamate a combattere in nome della vita».

“L’ultimo treno da Kiev” è un romanzo sorprendente, crudo e struggente, che si rivela uno strumento utile per rileggere in profondità il dramma di un Paese la cui tragedia è sotto gli occhi di tutti. Pubblicato per la prima volta nel 2001 e rilanciato in Italia da Les Flâneurs nel 2023, questo libro è circolato in Ucraina, con una traduzione clandestina, in un periodo precedente alla Rivoluzione arancione, venendo anche recensito dai giornali di opposizione.

Protagonista è Irina, una “badante” ucraina ex professoressa di Lettere. Siamo negli anni di Kucma e il suo paese è allo sbando: i salari sono un miraggio, la corruzione dilaga a tutti i livelli. Madre di una figlia a cui vorrebbe donare un futuro diverso, per procurarsi un passaporto e un viaggio in Italia Irina dovrà passare attraverso un perverso sistema in cui a farla da padrone sono le mafie. Quella gente le ha infatti promesso un lavoro da domestica: è il prezzo da pagare dopo il crollo del Muro di Berlino. L’Ucraina del post-comunismo è infatti una “terra di nessuno”, un Eldorado per il capitalismo selvaggio. Irina arriverà da clandestina, in un’Italia dove quelle come lei sono un supporto indispensabile per molte famiglie. L’incontro con Rosa, giornalista femminista e sua datrice di lavoro, la metterà di fronte a un mondo sconosciuto che la storia le ha omesso.

Alla cerimonia di premiazione, svoltasi sabato 31 gennaio nella sala conferenze del centro polifunzionale di Rocchetta Sant’Antonio, nel Foggiano, hanno preso parte, tra gli altri, la vicesindaca di Fiuminata (dove riposano le spoglie di Maria Teresa Di Lascia), Giampaola Olivieri, e il primo cittadino di Rocchetta, Pompeo Circiello, oltre che i professori Lea Durante e Sebastiano Valerio, docenti rispettivamente dell’Università di Bari e di quella di Foggia. Presenti anche Laura Marchetti, presidente della giuria scientifica, e Lucia Castelli, curatrice del Premio.