
“Parla con me”, il documentario firmato dalla regista Nastro d’Argento 2026 e David di Donatello 2023Sophie Chiarelloesordisce sul grande schermo allaventiquattresima edizione diAlice nella città– la rassegna autonoma e parallela dellaFesta del Cinema di Romadedicata ai giovani, agli esordi e al talento del cinema contemporaneo – presentato fuori concorso nella sezione Panorama Italia – Proiezioni speciali.
La prima è in programmavenerdì 23 ottobrealle 18.30 presso ilCinema Adriano.
Il film
“Parla con me”, scritto e diretto daSophie Chiarello, è prodotto daMatteo Chiarelloper l’Istituto Comprensivo P. Stomeo-G. Zimbalodi Lecce, con la produzione esecutiva diEutopia. Il documentario è stato realizzato nell’ambito delPiano Nazionale Cinema e Immagini per la Scuola, con il finanziamento delMinistero della Culturae delMinistero dell’Istruzione e del Merito.
Le azioni di promozione del film sono realizzate in collaborazione conApulia Film CommissioneRegione Pugliaa valere su risorse del POC Puglia 2021/2027 – Area Tematica 06, nell’ambito dell’intervento “Promuovere il Cinema 2025/2026.
La fotografia è diGiancarlo Cardillo, il montaggio diLuigi Caggiano, il montaggio e il mix del suono diSilvia Orengoe la presa diretta diMichele Leucci. Le musiche originali sono firmate daAngelo TrabaceeAlessandro Trabace.
Protagonisti del film, l’attore e regista teatraleIppolito Chiarello, con gli studentiFrancesco Carlà,Tommaso Centonze,Giada Colucci,Adam De Oronzo,Cristiano Gaetani,Lorenzo Gnoni,Cheryl Grasso,Rayane Matteo Jendoubi,Carolina Longo,Caterina Mele,Benedetta Monaco,Olga Moscara,Greta Pagliara,Ginevra Quaranta,Sofia Virgulto.
La Puglia nel film
La registaSophie Chiarello, che vanta tra i suoi lavori il documentario “Il cerchio” (2022) incentrato su un gruppo di bambini delle elementari della periferia romana (premiato ai David di Donatello 2023) a distanza di quattro annitorna tra i banchi di scuola, attraversando questa volta il secondo anno delle medie, quello in cui i ragazzi sono chiamati a confrontarsi con la scelta delle superiori e ad iniziare a immaginare il proprio futuro. Protagonisti, un gruppo di studentesse e studenti dell’Istituto Comprensivo Stomeo-ZimbalodiLecce, cuore pulsante e punto di riferimento della zona 167 della città.
Con questo film, la regista italofrancesetorna anche nel suo Salento, territorio da cui proviene la sua famiglia (originaria di Corsano, Lecce) e a cui nel 2011 ha dedicato il documentario “Ritals, domani me ne vado” incentrato su una storia di emigrazione di ritorno.
Sinossi. Nellaperiferia 167 di Lecce, tra un palazzone popolare e un piccolo teatro di quartiere,Nasca il teatrodiretto da Ippolito Chiarello, un gruppo di quindici adolescenti partecipa a un laboratorio di cinema e teatro proprio nel momento in cui devono scegliere come proseguire gli studi.
Guidati dalla regista e daIppolito Chiarello, i ragazzi e le ragazze si mettono in gioco, raccontando sé stessi, i propri sogni e le proprie paure, e diventano a loro volta registi della propria storia: intervistano i genitori sull’adolescenza che hanno vissuto e osservano il quartiere a cui appartengono. Il film segue questo percorso in cui due generazioni, attraverso il teatro e il cinema, tornano a parlarsi.

Il percorso del film
Le riprese seguono un percorso durato diversi mesi, che ha coinvolto le classi di seconda media dell’Istituto Stomeo Zimbalo, concentrandosi successivamente su un gruppo di quindici studentesse e studenti.
Davanti all’obiettivo, centrale diviene iltema dellascelta, cuore del percorso di crescita degli adolescenti, non solo come decisione scolastica, ma come processo identitario, emotivo e relazionale.
Un momento di transizione che, attraversol’invito alla parola, diviene una finestra nella quale provare a entrare per capire come si sentono i ragazzi e le ragazze, le loro paure, ansie, i loro sogni e desideri di futuro, anche nella relazione con le loro famiglie e con il contesto di appartenenza,
I luoghi protagonisti del film
Il quotidiano degli studenti scandito neglispazi della grande scuola, punto di riferimento degli abitanti e protagonista su più fronti della storia recente del quartiere e dell’intera città: dagli anni ’90, quando gli spazi della scuola ospitarono l’aula bunker in cui si sono celebrati i grandi processi di mafia, sino agli anni più recenti in cui l’Istituto si è distinto per la quantità e qualità di progetti di rete con altre realtà del territorio.
Nasca il Teatro, il piccolo spazio teatrale e multidisciplinare fondato da Ippolito Chiarello nella zona 167, prezioso riferimento culturale del quartiere che da anni collabora con la scuola Stomeo-Zimbalo, fulcro delle attività di sperimentazione in cui le ragazze e i ragazzi del gruppo vengono coinvolti e invitati ad esprimere le proprie emozioni.
E ancora,gli spazi del privatoanimati dal brusìo familiare di fratelli e sorelle, in cui i ragazzi intervistano per la prima volta i propri genitori confrontandosi con i loro ricordi adolescenziali nei video home made realizzati con i cellulari. E, sullo sfondo, il quartiere di case popolari colorato dai grandi murales di 167/B Street, attraversato dall’eco dei cori dello Stadio del Lecce, avamposto dei sogni di molti giovani tifosi e aspiranti calciatori.
Punti di vista sul film

«Con Matteo Chiarello e Ippolito Chiarello avevamo da tempo il desiderio di far convergere i nostri interessi in un progetto comune– commenta l’autriceSophie Chiarello– datempo Nasca il Teatro di Ippolito Chiarello, nato proprio nella zona 167 di Lecce, è diventato un vero e proprio presidio di cultura e bellezza, un punto diriferimento importante per gli abitanti giovani del quartiere, grazie anche alla sua collaborazione con la scuola Stomeo-Zimbalo.È stato quindi automatico mettere insieme tutto questo grazie anche a Matteo Chiarello che con la sua associazione Eutopia propone progetti in cui il proposito dell’ascolto è una delle linee guide principali».
«“Parla con me”– spiegaSophie Chiarello–parte dal desiderio di esplorare quel momento in cui non si è più bambine e bambini ma nemmeno ancora un ragazzo o una ragazza nel quale si comincia a prendere coscienza della propria personalità, del proprio posto nel proprio contesto, a scuola, in famiglia, tra gli amici. Quel momento di transizione mi è sempre sembrato un luogo nel quale provare a entrare per capire come si sentono i ragazzi e le ragazze, le loro paure, ansie, ma anche i loro sogni e desideri di futuro. Una delle domande che mi sono sempre posta è quanto il contesto di appartenenza, geografico, sociale, familiare, incida o addirittura determini l’immaginario di futuro dei giovani adolescenti. Dopo “Il Cerchio”, che si concentrava sul percorso della scuola primaria, questo progetto è stato un’occasione preziosa per poter continuare la mia ricerca sulla crescita e provare a rispondere alla mia domanda. L’obiettivo di questo nuovo lavoro è stato quello di aprire una finestra sul mondo dell’adolescenza oggi, ascoltando gli adolescenti e provare a portare la loro voce, che da micro-universo diventa universale».
«Io credo profondamente nell’opportunità formativa data dal teatro e dalle arti in generale– commentaIppolito Chiarello–come esperienze non straordinarie, ma strutturate nel quotidiano, a maggior ragione in realtà in cui si tende a credere di non avere molte possibilità. Questo percorso serve a dare ai ragazzi degli strumenti per pensarsi diversi, mettersi in gioco, riuscire ad essere interlocutori con le famiglie e i contesti di provenienza, saper dare voce ai propri bisogni spesso inespressi. Il documentario mostra proprio questo: i mondi impressionanti che i ragazzi sono in grado di fare emergere, se sollecitati a esprimersi con interesse e ascolto sinceri».
«Il progetto ha reso la scuola un laboratorio di cittadinanza e creatività– commentaElisabetta Tundo, dirigente dell’Istituto Stomeo Zimbalo –guidati da Sophie Chiarello, i ragazzi hanno dato vita a una storia “unica” perché originale, nata dall’intreccio delle loro esperienze e riflessioni su una domanda che li accomuna: quella sulla scelta del proprio futuro. Attraverso il lavoro condiviso hanno imparato a esprimersi, collaborare e ascoltarsi, scoprendo che le loro idee e aspirazioni meritano di essere raccontate. Per la comunità scolastica è un’esperienza che rafforza il senso di appartenenza e mostra come l’incontro con il linguaggio artistico possa anche accompagnare i giovani nel percorso verso le scelte future».
Sophie Chiarello, regista italo-francese diplomata alla FEMIS, vanta una lunga carriera da aiuto-regista e vari corti premiati. Realizza con A-L Chiarello il documentarioRITALS, domani me ne vado(Premio Speciale Giuria Annecy 2012), dirige il filmCi vuole un gran fisico. Nel 2022 ad Alice Nella Città presenta il documentarioIl cerchioche vince la menzione speciale della Giuria, e il David di Donatello 2023 come miglior documentario. Nel 2026, il suo film su Aldo, Giovanni e Giacomo,Attitudini:nessuna, vince il Nastro d’Argento al miglior documentario dell’anno.
Ippolito Chiarello, artista che spazia tra teatro e cinema, è vincitore nel 2020 del Premio Eolo (l’Oscar del teatro ragazzi) con lo spettacolo “Mattia e il nonno”, ideatore del Barbonaggio Teatrale, che dal 2009 raggiunge oltre 300 città in Italia e all’estero, e fondatore nella zona 167 di Lecce – il quartiere in cui sorge la scuola – dello spazio teatrale e multidisciplinare NASCA il Teatro.
L’Associazione Culturale Eutopia, basata a Lecce, è composta da professionisti del cinema, della fotografia e dell’area psicologica. Realizza progetti di didattica cinematografica nelle scuole, coinvolgendo studenti di tutte le età, dalla scuola dell’infanzia alle superiori. I percorsi di Eutopia intrecciano visione, analisi e produzione audiovisiva, accompagnando gli studenti nell’esplorazione delle emozioni e della comunicazione. Nel tempo Eutopia ha collaborato con case di produzione cinematografica e associazioni attive nel sociale, costruendo reti capaci di ampliare l’impatto culturale e formativo dei progetti. Per promuovere un cinema che educa allo sguardo, alla sensibilità e alla relazione.

