Bari – CONFARTIGIANATO PUGLIA: 72^ GIORNATA DEL VALORE ARTIGIANO, “LA PUGLIA CHE LAVORA, CREA, TRASFORMA”

Dal romanticismo della bottega e dell’intelligenza artigiana alle sfide di oggi con mondo digitale e intelligenza artificiale. Come si è evoluto nel tempo e nello spazio il lavoro degli artigiani e dei piccoli imprenditori? Qual è l’identità dell’impresa artigiana e dell’artigianato oggi? Come stanno cambiando le piccole imprese del nostro territorio senza perdere la propria anima manifatturiera e creativa? A queste domande rispondeConfartigianato Imprese Pugliain occasione della72ª Giornata del Valore Artigiano, con il convegno dal titolo“Identità artigiane: la Puglia che lavora, crea, trasforma”durante la Fiera del Levante di Bari.

L’incontro capovolge lo stereotipo romantico ma parziale del maestro artigiano isolato nel suo laboratorio polveroso. L’artigianato pugliese e italiano si confermano infatti una forza economica strutturale, plurale e in profonda metamorfosi, dove la tecnologia digitale non sostituisce la mano dell’uomo, ma ne potenzia il valore e ne custodisce la memoria.

In Italia si contano circa1 milione e 240 mila imprese artigiane, pari al21,2% dell’intero sistema imprenditoriale(più di una su cinque), con circa2,6 milioni di addetti(il 14,5% dell’occupazione privata non agricola).In Pugliale oltre65.000 imprese artigianepugliesi rappresentano una vera e propria rete di presidio sociale prima ancora che economico. Ilsaldo positivo dello 0,32%registrato nel secondo trimestre di quest’anno non è solo un numero, ma la prova tangibile della resilienza dei nostri imprenditori.Tuttavia non si può ignorare uno scenario complessivo di profonda difficoltà. L’allarme credito, ad esempio, ha ormai assunto i contorni di un’emergenza che rischia di bloccare il territorio. Secondo i dati dell’ufficio studi di Confartigianato, a marzo 2026 si è registrata una pesante stretta al credito: a livello nazionale i prestiti alle piccole imprese segnano un calo del 4,3% (in controtendenza rispetto al più 2,2% del totale imprese). In Puglia la situazione conferma questa tendenza, con una flessione dei prestiti alle piccole imprese pari al 3,2%, a fronte di un aumento del 3,8% per il totale delle aziende del territorio. Inoltre, le piccole imprese della regione devono far fronte a un costo del denaro oneroso, con un tasso di interesse pari al 9,6% a marzo 2026, subendo un divario di 410 punti base rispetto al tasso del 5,5% applicato alle imprese medio-grandi. A questo si aggiunge lagrande emergenza delle competenze, con il paradosso di un territorio che ha bisogno di lavoro, ma in cuioltre il 50% delle imprese artigiane fatica e non poco a reperire personale qualificato. Infine,l’escalation dei costi energeticista diventando una vera e propriaminaccia esistenzialeper questo tessuto produttivo.

Ospite centrale dell’incontro l’economista e saggistaNicolò Andreula, autore dell’intervento“L’algoritmo e la bottega: tradizione senza nostalgia?”. Nel suo intervento ha evidenziato come l’Italia occupi il 18° posto nell’Unione Europea per adozione complessiva di tecnologie IA (16,4%), preceduto da Danimarca (42%), Finlandia (37,8%), Svezia (35%), Germania (26%), Spagna (20,3%) e Francia (18,2%). Guardando solo all’adozione dell’IA,  il suo utilizzo è trasversale ma profondamente differenziato a seconda della classe dimensionale: 17% piccole imprese (che però la stragrande maggioranza del tessuto produttivo italiano e pugliese), 30,36% medie imprese e 55,03% grandi imprese. Dati che fanno registrare un importante balzo in avanti del nostro Paese che ha raddoppiato l’adozione dell’IA nelle PMI dall’8,2% del 2024 al 16,4% del 2025, pur affrontando la sfida delmismatchdi competenze e del reclutamento.

In questo contesto, l’IA e il digitale non servono dunque a soppiantare l’elemento umano, ma adalleggerire la burocrazia, ottimizzare i tempi gestionali e preservare la “conoscenza tacita” dei maestri d’arte. L’«Intelligenza Artigiana» rimane il vero fattore differenziante delMade in Italy: sensibilità, creatività, giudizio e responsabilità diretta sul prodotto.

“Le botteghe di oggi non sono musei del passato, ma laboratori del futuro. Nonostante le complesse sfide geopolitiche, l’impatto di costi energetici fuori controllo e difficoltà legate all’export, il nostro comparto ha finora dimostrato una tenuta straordinaria. Se vogliamo che il settore dell’artigianato continui a essere un faro di dialogo e di scambi internazionali, dobbiamo mettere i nostri artigiani nelle condizioni di competere. Senza condizioni eque nell’accesso al credito e strumenti dedicati alla piccola impresa si soffoca la propensione all’innovazione del nostro tessuto produttivo che è formato per la quasi totalità da realtà di piccola dimensione– ha sottolineato il presidente di Confartigianato Puglia,Michele Dituri–. In Confartigianato crediamo fermamente in quella che definiamo ‘Intelligenza Artigiana’: un modello in cui il saper fare tradizionale abbraccia e guida la transizione digitale e l’economia circolare. Dobbiamo dunque spingere con determinazione sui percorsi in apprendistato, in particolare il sistema duale, dando nuova dignità alla formazione professionale per creare un canale diretto e operativo tra i giovani, le scuole e i nostri laboratori artigiani”.

Sei storie d’eccellenza pugliesi

A dimostrazione di come tradizione e innovazione convivono nel quotidiano, la Giornata del Valore Artigiano ha dato voce a cinque testimonianze del territorio:

Identità che continuano – Generazioni e riscatto dei mestieri d’arte

1.Calzoleria Marini (Lecce):Simone Marini rappresenta la quarta generazione di una storica calzoleria nata nel 1945. Ha unito l’alta manifattura della calzatura su misura fatta a mano con le tecnologie del taglio laser e le vetrine internazionali del lusso.

La storia:Fondata nel secondo dopoguerra da Giuseppe Marini, l’azienda si è evoluta attraverso quattro generazioni. Negli anni ’60 la seconda generazione (Salvatore, Fiorello, Ada e la madre Maria) ha strutturato le lavorazioni manuali delle tomaie su scala regionale. Con Antonio prima e oggi con il figlio Simone Marini, la calzoleria si è proiettata nel mercato internazionale del lusso.

Innovazione e valore artigiano:Simone Marini dimostra come il passaggio generazionale possa superare la mera conservazione. L’azienda ha affiancato alle storiche cuciture a mano e su misura l’uso del taglio laser per la massima precisione dei componenti, rinnovando le collezioni (cerimonia ed eleganza contemporanea) e partecipando agli showcase delMade in Italypromossi dalla Regione Puglia a Roma, Milano e Seoul.


2. Pasta Centuori (Foggia):azienda a conduzione familiare nata dalla determinazione del giovanissimo imprenditore foggiano Andrea Centuori, specializzata nella produzione di pasta secca biologica da filiera 100% pugliese.

La storia:Il pastificio rappresenta un esempio emblematico di come l’imprenditoria giovanile e il ricambio generazionale possano riscoprire e valorizzare un mestiere antico legato alla tradizione agroalimentare e molitoria della Capitanata, trasformando il sapere manifatturiero locale in una professione moderna, desiderabile, sostenibile e tecnologicamente avanzata.

Innovazione e valore artigiano:la produzione si basa sull’impiego esclusivo di semola biologica di grano duro coltivato in Puglia, unendo la rigorosa selezione della materia prima ai protocolli dell’antica lavorazione artigianale, come la trafilatura al bronzo e l’essiccazione lenta, che preservano le proprietà nutritive e la ruvidezza della pasta. Il pastificio mantiene inoltre viva la memoria gastronomica regionale riscoprendo formati tradizionali storici come la semola battuta. La filiera è tracciata con certificazione in BlockChain.

Identità che innovano – Manifattura digitale e salute

Ortopedia 3D (Acquaviva delle Fonti):Guidata da Francesco Ciriello e Giuseppe Bruno, ha rivoluzionato il settore ortopedico sostituendo i calchi in gesso con scanner ottici 3D e stampa additiva in polimeri medicali, mantenendo l’approccio sartoriale per ogni singolo paziente.

La storia:Nata dalla visione del giovane imprenditore Francesco Ciriello, Ortopedia 3D ha trasformato la tradizionale officina ortopedica – storicamente basata su calchi in gesso manuali e polverosi – in un laboratorio d’avanguardia biomedica e digitale.

Innovazione e valore artigiano:L’impresa acquisisce le anatomie dei pazienti tramite scanner ottici 3D ad alta precisione, eliminando il disagio del gesso. I dispositivi (busti per scoliosi, tutori AFO, cover protesiche e plantari) vengono modellati via software CAD con spessori differenziati a livello millimetrico e stampati in 3D con filamenti polimerici e fibra di carbonio di grado medicale. Attraverso laO3D Academy, l’azienda offre formazione e servizi 4.0 alle altre officine ortopediche del territorio per guidarle nella transizione digitale.

Identità che presidiano – Ceramica, rigenerazione e patrimonio fittile

D’Aniello Tradizioni e Space Clay (Terlizzi):Nico D’Aniello coniuga la secolare arte fittile terlizzese con la scuola laboratorialeSpace Clay, trasformando la bottega in hub di formazione, rigenerazione urbana e turismo esperienziale.

La storia:Fondata dalla famiglia D’aniellolo, l’azienda eredita la millenaria tradizione delle terrecotte di Terlizzi, integrando la produzione d’arte con la scuola e officina didatticaSpace Clay.

Innovazione e valore artigiano:Space Clayagisce come presidio socio-culturale contro lo spopolamento dei mestieri d’arte. Da un lato mantiene vivo l’uso del tornio e le tecniche tradizionali di decorazione pugliese adattate al moderno interior design; dall’altro, attrae giovani designer e turisti attraverso corsi, workshop e formule di turismo esperienziale (Calici & Clay, laboratori per famiglie, cotture conto terzi), trasformando il laboratorio in un hub di animazione territoriale e formazione permanente.

Identità che formano – Moda sostenibile e trasferimento del sapere

NanaLeo Cloththerapy (Capurso):Lastyliste docente Ivana Pantaleo promuove la moda biocompatibile ed ecologica a tinture vegetali, trasferendo le proprie competenze sostenibili agli studenti degli ITS Moda regionali.

La storia:Progetto ideato dalla stylist e costumista Ivana Pantaleo, NanaLeo Cloththerapy coniuga la sartoria di alta gamma con la bio-compatibilità dei tessuti e il benessere della persona.

Innovazione e valore artigiano:L’atelier realizza capi utilizzando esclusivamente fibre naturali (lino, canapa, cotone organico, seta) e tinture vegetali biologiche ricavate da piante e scarti agricoli, eliminando la tossicità tessile (clotherapy). Ivana Pantaleo trasferisce questo bagaglio teorico e pratico alle nuove generazioni ricoprendo il ruolo di docente presso l’ITS Academy MITI Moda di Monteroni di Lecce (dove forma i futuriFashion Sustainability Specialist), facendo da ponte tra l’alto artigianato e il sistema formativo regionale.

Identità che costruiscono comunità – Reti territoriali e filiera corta

Rete TERRE LAERTINE (Laterza):Rete d’imprese guidata da Antonio Perrone nata attorno al Pane di Laterza (PAT) per valorizzare la filiera del grano duro Senatore Cappelli, l’artigianato agroalimentare e la coesione sociale della comunità delle Gravine.

La storia:Aggregazione di imprese nata attorno al Pane di Laterza (riconosciuto come Prodotto Agroalimentare Tradizionale – PAT), per riscattare e valorizzare il patrimonio agricolo, enogastronomico e artigianale dell’area delle Gravine tarantine.

Innovazione e valore artigiano:La rete ha trasformato il rituale storico della panificazione collettiva in un modello di sviluppo locale integrato. TERRE LAERTINE connette gli agricoltori locali di grano duro Senatore Cappelli, i forni a legna storici, le ceramiche e gli operatori turistici. Tra i progetti simbolo figurano la birra artigianaleDalpane(prodotta con pane di Laterza e grano Cappelli), le iniziative di turismo lento nella Gravina e l’educazione alimentare nelle scuole per garantire il ricambio generazionale dei panificatori e degli artigiani del territorio.