Bari – Festival della Cooperazione Internazionale 2026, presentata in Regione la decima edizione: al centro pace, inclusione e dignità umana

Dieci anni di dialogo, cooperazione, impegno sociale e costruzione di comunità. È stata presentata presso ilConsiglio regionale della Puglia, laX edizionedelFestival della Cooperazione Internazionale, in programma dal5 all’11 ottobre 2026con il tema«Civiltà dell’amore, civiltà della terra».

Un’edizione che guarda allegrandi fratture del presente– guerre, disuguaglianze, esclusione sociale, fragilità, riduzione degli spazi della cooperazione internazionale – scegliendo di rispondere attraversouna retedi istituzioni, associazioni, organizzazioni del Terzo Settore, professionisti e comunità locali.

Il Festival, coordinato dal medico psichiatraFranco Colizzi, si inserisce anche nellaCampagna nazionale per l’inclusione di AIFOe propone un programma articolato traOstuni,San Vito dei Normanni,Francavilla Fontana,LatianoeLucera, con iniziative che intrecciano cooperazione internazionale, pace, disabilità, salute, demenze, diritti umani, cultura e partecipazione.

Il coordinatore del Festival della Cooperazione Internazionale, Franco Colizzi: «Salvare l’umano nell’uomo e costruire relazioni concrete»

Il coordinatore del Festival della Cooperazione Internazionale,Franco Colizzi,ha ricordato come la decima edizione nasca dalla volontà di tenere insieme temi diversi ma profondamente collegati:pace, cooperazione internazionale, disabilità, salute, demenze, diritti e inclusione.L’obiettivo, ha spiegato, è superare la semplice dimensione del confronto teorico e trasformare il Festival in uno spazio capace di creare legami tra istituzioni, associazioni, Terzo Settore e comunità.

«Il Festival non nasce per aggiungere parole alle parole– ha sottolineato Colizzi –ma per provare a costruire relazioni concrete. Il filo che attraversa questa edizione è quello della dignità della persona e della necessità, come ricordava Vasilij Grossman, di salvare l’umano nell’uomo».Una prospettivache, per Colizzi, deve tradursi in partecipazione, responsabilità condivisa e capacità delle comunità di prendersi cura delle persone più fragili.

«In un tempo in cui cresce la deresponsabilizzazione, dobbiamo tornare a dare valore alla partecipazione. Il Festival vuole essere proprio questo: una piccola fiammella da alimentare, capace di mettere in relazione persone, istituzioni e realtà del Terzo Settore e di trasformare la solidarietà in un impegno concreto»ha spiegato Colizzi.

Dalla guerra alla cooperazione: Ucraina e Palestina al centro del confronto

Uno degli assi principali della decima edizione sarà dedicato alla pace e alla solidarietà internazionale, con particolare attenzione alle popolazioni dell’Ucrainae dellaPalestina.

Il 5 ottobre aSan Vito dei Normanniè previsto un incontro pubblico dedicato alle azioni concrete di cooperazione, con testimonianze, rappresentantiUNICEF, realtà associative e collegamenti internazionali con il Comune ucraino diKoblevee conGaza.

Un appuntamento pensato non per affrontare i conflitti soltanto sul piano geopolitico, ma perinterrogarsi sulle conseguenzeche guerre e violenze producono sulle persone e sulle comunità, soprattutto sui soggetti più vulnerabili.

Nel corso della conferenza stampa è stato ricordato anche il percorso di collaborazione avviato conKoblevee la volontà di trasformare quel rapporto in forme concrete di sostegno, a partire dai bisogni dei bambini e delle scuole.

Il consigliere regionale Tommaso Gioia: «La Regione al fianco di chi costruisce solidarietà e inclusione»

A sottolineare la necessità di sostenere iniziative capaci di tenere insieme dimensione locale e internazionale è stato il consigliere regionaleTommaso Gioia.

«La Regione Puglia deve continuare a stare al fianco di chi ogni giorno lavora per costruire solidarietà, inclusione e cittadinanza attiva»,ha affermato, evidenziando come il Festival affronti questioni che riguardano direttamente il futuro delle nuove generazioni.

«In un tempo segnato da guerre, discriminazioni e nuove insicurezze, iniziative come questa acquistano un valore ancora maggiore: significa contrastare ciò che rischiamo di sottrarre alle future generazioni e rimettere al centro la persona e la dignità umana»ha fatto presente il Consigliere Regionale.

Gioia ha richiamato anche il valore della rete costruita intorno alla manifestazione e la necessità di rafforzare ulteriormente il rapporto tra istituzioni, associazioni e realtà impegnate quotidianamente sui temi dei diritti e dell’inclusione.

Il presidente nazionale di AIFO, Antonio Lissoni: «Lavorare sulle persone significa lavorare sulle comunità

Alla conferenza stampa ha partecipato anche il presidente nazionale diAIFO,Antonio Lissoni, che ha ricordato come«l’azione di AIFO parte dalle persone maggiormente esposte alla discriminazione, con particolare attenzione alle persone con disabilità e alle comunità più vulnerabili nei Paesi in cui l’organizzazione opera».

Il lavoro, però, non si limita al singolo individuo: significa creare consapevolezza dei diritti, favorire l’autonomia e contemporaneamente intervenire sul contesto sociale nel quale la persona vive.

È proprio questadimensione comunitariauno degli elementi che lega l’esperienza di AIFO alla filosofia del Festival.«Non può esistere vera inclusione se a cambiare è soltanto la persona fragile e non anche la comunità che la circonda»ha evidenziato Lissoni.

Demenze, una comunità può diventare parte della cura

Ampio spazio sarà dedicato anche al tema delle demenze e al progetto delleComunità Amiche delle Persone con Demenza, promosso in Italia dallaFederazione Alzheimer Italia.

A illustrarne il significato durante la conferenza stampa è stataKatia Pinto, psicologa e psicoterapeuta e presidente nazionale dellaFederazione Alzheimer Italia.

Il principio è semplice ma radicale: consentire alla persona con demenza dicontinuare a vivere nella propria comunità,contrastando isolamento e istituzionalizzazione e formando chi ogni giorno può incontrarla nella vita quotidiana.

Servizi pubblici, scuole, banche, farmacie, supermercati, possono diventareparte di una retecapace di riconoscere i bisogni della persona e accompagnarla senza privarla precocemente della propria autonomia.

«È un progetto di gentilezza, di dignità, di rispetto e di educazione»,ha spiegato Pinto, facendo presente come«il valore dell’iniziativa non dipende necessariamente da grandi investimenti economici, ma dalla capacità di una comunità di diventare più consapevole e inclusive».

Il6 ottobreaOstunile Comunità Amiche già attive in Puglia incontreranno il mondo del volontariato, mentre il Festival punta anche a favorire nuove adesioni da parte dei Comuni coinvolti.

Il 7 ottobre il convegno nazionale su salute, inclusione e progetto di vita

Tra gli appuntamenti centrali dell’intera edizione figura il convegno nazionale «Salute e inclusione: progetto di vita indipendente», in programma mercoledì7 ottobrenellaSala Conferenze della Banca di Credito Cooperativo di Ostuni.

La giornata affronterà due grandi questioni: la riabilitazione e l’abilitazione a vent’anni dallaConvenzione ONU sui diritti delle persone con disabilitàe il progetto personalizzato e partecipato di vita indipendente previsto dallariforma italiana sulla disabilità.

Su questo secondo aspetto è intervenutoFrancesco Parisi, portavoce delForum del Terzo Settore della provincia di Brindisi, che ha richiamato le opportunità ma anche le difficoltà concrete legate all’attuazione della nuova normativa.

La provincia di Brindisi rientra infatti tra i territori coinvolti nella fase sperimentale. Il nuovo sistema punta asuperare la frammentazione dei percorsi,ponendo al centro un progetto costruito sulla persona e non semplicemente sull’offerta di servizi già disponibile.

Perché la riforma possa funzionare, però, ha rimarcato Parisi durante la conferenza,«occorrono formazione, risorse, capacità di progettazione e soprattutto collaborazione tra istituzioni, servizi sanitari, Terzo Settore, famiglie e cittadini».

La consigliera regionale Isabella Lettori: «I progetti di vita non possono essere dei “copia e incolla”»

Sul nodo della riforma della disabilità è intervenuta ancheIsabella Lettori, consigliera regionale, che ha richiamato la necessità di costruire e consolidareuna rete provincialetra istituzioni, Terzo Settore e servizi, indicandola come una delle condizioni necessarie perché la nuova normativa possa tradursi in percorsi realmente efficaci per le persone con disabilità.

«Siamo seriamente preoccupati sulla formazione, perché se non c’è formazione, come si fanno a redigere i progetti di vita? Non possono essere dei “copia e incolla”»,ha affermato Lettori.

«Un progetto di vita, ha ricordato,deve partire dalla singola persona e mettere insieme bisogni, aspirazioni, servizi e opportunità presenti nella comunità».

Il comune di Ostuni: «Servono attenzione, sensibilità e partecipazione»

Il rapporto tra istituzioni locali e comunità è stato al centro anche dell’intervento diGiovanni Quartulli, dirigente delComune di Ostuni, che ha ricordato il sostegno garantito nel corso degli anni al Festival e alle iniziative legate alla disabilità, alle fragilità e alle demenze.

«Accanto alle risorse economiche, ha spiegato Quartulli,esiste una dimensione altrettanto importante: l’attenzione quotidiana alle persone, alle famiglie e al contesto nel quale vivono».

Un principio che attraversa gran parte della decima edizione del Festival:trasformare la comunitàperché possa essere realmente accogliente, piuttosto che limitarsi a intervenire quando la fragilità diventa emergenza.

Il comune di Latiano aderisce al Festival: «Un percorso che vogliamo far crescere»

Anche il Comune di Latiano conferma la propria adesione alla decima edizione del Festival della Cooperazione Internazionale. A sottolineare il valore dellapartecipazione del territorioè stato Giuseppe Mingolla, Presidente del Consiglio Comunale, richiamando l’importanza di rafforzare ilrapportotra istituzioni, associazioni e Terzo Settore sui temi dell’inclusione, della solidarietà e della partecipazione.

«Latiano vuole essere parte di questo percorso, non soltanto per questa edizione ma con l’auspicio che la collaborazione possa proseguire e crescere negli anni. Il Festival rappresenta un’occasione importante per coinvolgere la comunità e costruire insieme una maggiore attenzione verso le persone più fragili e i temi della cooperazione e dell’inclusione».

Non solo convegni: arte, teatro e cultura

Il Festival non sarà soltanto occasione di approfondimento scientifico e sociale.

Nel programma trovano spazio anchearte, teatro, filosofia, musica e momenti di comunità,nella convinzione che la costruzione di una “civiltà dell’amore” passi anche attraverso linguaggi diversi.

Tra gli appuntamenti, la mostra «Donna e Inclusione» dell’artista brasilianaMiriam Duque De Paiva, che attraverso la figura femminile e il rapporto con la terra propone una riflessione sulla generatività, sull’accoglienza e sull’identità.

In programma anche lo spettacolo teatrale «Caino e Abele – Fratello contro fratello», proposto dal laboratorio teatrale dell’organizzazione di volontariatoAli d’Aquila, che attraverso attori con disabilità affronterà i temi della fraternità, della violenza e della nonviolenza.

Il programma comprenderà inoltre incontri dedicati alConvivialismo, alla custodia dell’umano, alla società dell’amore immaginata daRaoul Follereaue al rapporto tra persona, tecnologia e intelligenza artificiale.

Una rete che prova a trasformare i territori

A emergere dalla conferenza stampa è stata soprattutto l’immagine di un Festival che, nel suo decimo anno, prova asuperare la dimensione del singolo evento.

La cooperazione internazionale diventa così anchecooperazione tra territori;l’inclusione non riguarda soltanto chi vive una fragilità, ma chiunque abiti una comunità; la pace non viene affrontata soltanto come assenza di guerra, ma come costruzione quotidiana di relazioni, diritti e responsabilità.

Una rete che coinvolgeAIFO,RIDS – Rete Italiana Disabilità e Sviluppo, organizzazioni impegnate nella cooperazione e nella disabilità, amministrazioni locali, Terzo Settore, professionisti, scuole e cittadini, con l’obiettivo di trasformare il Festival in un luogo permanente di confronto e azione.

All’evento è intervenuto anche il Console della Repubblica Ceca, Riccardo Di Matteo.

Il programma completo degli appuntamenti sarà disponibile attraverso i canali ufficiali della manifestazione.