
Oltre 158mila ettari di territorio già consumati, mentre il fotovoltaico a terra occupa 4764 ettari, il 22% del totale nazionale
La Puglia continua a perdere terreno fertile e spazi naturali, con quasi 1200 ettari di nuovo suolo consumato in appena un anno, di cui circa 878 ettari agricoli, mentre la superficie complessivamente sottratta alla sua funzione naturale supera i 158.432 ettari sul territorio regionale, dove a pesare è anche la corsa agli impianti fotovoltaici a terra, che in Puglia occupano già 4764 ettari, pari al 22% dell’intera superficie nazionale destinata a questi impianti. È quanto denuncia Coldiretti Puglia, sulla base dei dati del Rapporto ISPRA-SNPA 2026 sul consumo di suolo, che colloca la regione al terzo posto in Italia per nuove superfici artificializzate, ma addirittura al primo posto quando si esclude il contributo dei pannelli fotovoltaici a terra.
Secondo il monitoraggio ISPRA, in 1 anno in Puglia sono stati consumati 1.198 ettari di suolo, mentre complessivamente sono 158.432 gli ettari di territorio già consumati, pari all’8,18% della superficie regionale, una percentuale superiore alla media nazionale del 7,19. Escludendo il contributo del fotovoltaico a terra – commenta Coldiretti Puglia – la Puglia conquista il primato nazionale del nuovo consumo di suolo con 1055 ettari, davanti alla Lombardia con 1044 ettari e alla Sicilia con 760 ettari.
Ma a preoccupare maggiormente – sottolinea Coldiretti Puglia – è l’impatto sul patrimonio agricolo, perché il suolo rappresenta una risorsa non rinnovabile, indispensabile per produrre cibo, tutelare la biodiversità, regolare il ciclo delle acque e garantire la sicurezza delle comunità. Nell’ultimo anno sono stati trasformati 877,83 ettari di superfici agricole, in una regione che presenta la più alta incidenza di territorio agricolo d’Italia, con il 62,9% della superficie classificata come prevalentemente agricola e il 52,33% occupato da colture annuali o permanenti, una perdita – denuncia Coldiretti Puglia – che assume un peso ancora maggiore considerando che la Puglia concentra circa un quarto delle colture permanenti nazionali, tra oliveti, vigneti e frutteti, che rappresentano una parte fondamentale del patrimonio produttivo, paesaggistico e ambientale regionale e nazionale.
Particolarmente delicata è la questione dei pannelli fotovoltaici installati direttamente sui terreni. La Puglia detiene il primato italiano per superficie occupata da impianti a terra, con 4764 ettari, davanti al Lazio con 3068 ettari e alla Sicilia con 2383 ettari – insiste Coldiretti Puglia – quando solo nell’ultimo periodo di rilevazione, secondo il monitoraggio ISPRA, il fotovoltaico a terra ha interessato ulteriori 145 ettari in Puglia, una pressione che rischia di alimentare la competizione per l’utilizzo dei terreni agricoli, soprattutto nelle aree pianeggianti e più produttive, dove la disponibilità di superfici rappresenta una condizione essenziale per la continuità delle aziende.
Non è in discussione – insiste Coldiretti Puglia – la necessità di sviluppare le energie rinnovabili, ma il modello con cui viene perseguita la transizione energetica, che non può realizzarsi sacrificando indiscriminatamente i suoli agricoli e la capacità produttiva delle campagne. La multifunzionalità energetica deve essere sviluppata come attività realmente integrata alla coltivazione e all’allevamento, privilegiando le coperture di fabbricati agricoli, stalle, magazzini, serre e strutture produttive, insieme alle superfici già compromesse, industriali o marginali, anziché sottrarre nuovi terreni fertili alla produzione alimentare. Occorre inoltre evitare che le pressioni speculative sul mercato fondiario rendano sempre più difficile l’accesso alla terra per le imprese agricole e per i giovani, con il rischio di trasformare le campagne in distese di pannelli, compromettendo la vocazione agricola dei territori.
Il fenomeno interessa tutte le province pugliesi, ma assume dimensioni significative nel Foggiano, dove in un solo anno sono stati consumati 434 ettari, il terzo dato provinciale più elevato d’Italia – rileva Coldiretti Puglia – seguono Bari con 272 ettari, Lecce con 160, Taranto con 147, Brindisi con 94 e Barletta-Andria-Trani con 90 ettari. Lecce presenta invece la maggiore incidenza di territorio già consumato, con il 14,17% della superficie provinciale, seguita da Brindisi con il 10,64% e Bari con il 9,76%.
La continua trasformazione del territorio – avverte Coldiretti Puglia – si intreccia con gli effetti sempre più pesanti dei cambiamenti climatici, tra siccità prolungate, precipitazioni violente, grandinate, alluvioni ed eventi meteorologici estremi. La perdita di suolo naturale e agricolo e la progressiva impermeabilizzazione delle superfici riducono la capacità del terreno di assorbire e trattenere l’acqua piovana, aumentando il deflusso superficiale e aggravando le conseguenze degli eventi intensi, soprattutto nei territori già esposti al rischio idraulico e idrogeologico.
Non va dimenticato il ruolo fondamentale svolto dagli agricoltori come presidio del territorio, attraverso la manutenzione dei campi, la cura dei sistemi di drenaggio, la gestione delle sistemazioni idraulico-agrarie e la salvaguardia del paesaggio rurale – insiste Coldiretti Puglia – perché quando scompare un’impresa agricola o viene abbandonato un terreno produttivo, si indebolisce anche quella rete diffusa di manutenzione e controllo che contribuisce alla sicurezza delle campagne e delle comunità locali. La tutela del suolo, quindi, non riguarda soltanto la difesa dell’ambiente, ma rappresenta una condizione indispensabile per contrastare il dissesto idrogeologico e proteggere le attività economiche e i cittadini.
Per Coldiretti Puglia è quindi indispensabile fermare la sottrazione indiscriminata di terreni fertili, accelerando sull’approvazione di una normativa nazionale efficace contro il consumo di suolo e orientando la pianificazione territoriale al recupero delle aree dismesse, alla rigenerazione urbana e alla tutela delle superfici agricole produttive. È necessario adottare criteri rigorosi per la localizzazione degli impianti energetici, favorendo le installazioni che non compromettono la produzione agricola e valorizzando il ruolo attivo delle aziende nella transizione energetica, senza alimentare fenomeni speculativi che rischiano di sottrarre alle nuove generazioni un patrimonio produttivo difficilmente recuperabile.
Al tempo stesso – conclude Coldiretti Puglia – occorre investire nella prevenzione del dissesto idrogeologico, nella manutenzione delle infrastrutture idrauliche e nella gestione sostenibile delle risorse idriche, attraverso il recupero e il riutilizzo dell’acqua, il potenziamento degli invasi e la realizzazione di bacini di raccolta delle acque piovane, per conservarla quando è abbondante e renderla disponibile nei periodi di siccità. Difendere il suolo agricolo significa proteggere la produzione di cibo, il reddito delle imprese, la sicurezza dei cittadini e il futuro di una regione nella quale l’agricoltura continua a rappresentare una risorsa economica, ambientale e sociale insostituibile.
| CONSUMO DI SUOLO IN PUGLIA | ISPRA 2026 | |||||
| Superficie consumata nel 2025 e variazione 2024-2025 – valori in ettari salvo percentuali | |||||
| Provincia | Suolo consumato 2025 (ha) | Suolo consumato 2025 (%) | Nuovo consumo lordo (ha) | Consumo fotovoltaico (ha) | Suolo ripristinato (ha) |
| Foggia | 28.271 | 4,06% | 434 | 109 | 17 |
| Bari | 37.374 | 9,76% | 272 | 14 | 26 |
| Lecce | 39.248 | 14,17% | 160 | 15 | 2 |
| Taranto | 23.201 | 9,49% | 147 | 3 | 47 |
| Brindisi | 19.611 | 10,64% | 94 | 0 | 5 |
| Barletta-Andria-Trani | 10.728 | 7,01% | 90 | 1 | 5 |
| PUGLIA | 158.432 | 8,18% | 1.198 | 143 | 103 |
Fonte: elaborazione Coldiretti Puglia su dati ISPRA-SNPA, Rapporto 2026 «Consumo di suolo, ecosistemi urbani e stato del territorio»


